Archivio per giorni: 4 Novembre 2008

The Tg3 Family

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«Io guardo il TG3 e vedo che ci sono degli anchorman che hanno già una faccia un po’ gotica, un po’ dark.»

Marcello Dell’Utri, 04.novembre.2008

Il sole rotante, Pacelli e un dubbio.

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Da queste parti, assolutamente, non si linkano schifezze –ché qui, anche se non sembra, siamo persone serie – e quindi la storiella del sole rotante visto da Pacelli ve la cercate da soli. La trovate tra gli articoli di zenit.org di ieri. Di che si tratta? Pare che Andrea Tornielli, vaticanista de “il Giornale”, abbia rivelato che sono stati ritrovati gli appunti in cui Pio XII racconta che vide per quattro volte il sole roteare in occasione della proclamazione del dogma dell’Assunta. “Il sole, che era ancora abbastanza alto, appariva – si legge negli appunti del Papa – come un globo opaco giallognolo, circondato tutto intorno da un cerchio luminoso” e poi ancora: “il globo opaco si muoveva all’esterno leggermente, sia girando, sia spostandosi da sinistra a destra e viceversa. Ma nell’interno del globo si vedevano con tutta chiarezza e senza interruzione fortissimi movimenti”. Basta così. Mi pare davvero troppo: ad andare avanti con la lettura rischio di pisciarmi addosso dalle risate…
Un dubbio però m’assale: vuoi vedere che quella prugna secca del Pacelli oltre ad essere uno sfacciatissimo antisemita, di tanto intanto, alzava pure il gomito?

“calendarista delle pari opportunità”…

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Oramai tra lo scapigliato Guzzanti e il bel ministro delle pari opportunità è scontro. Scrive Guzzanti: «è ammissibile o non ammissibile, in una democrazia ipotetica, che il capo di un governo nomini ministro persone che hanno il solo e unico merito di averlo servito, emozionato, soddisfatto personalmente?» L’accusa è la solita: la Carfagna avrebbe avuto la guida di un dicastero per aver consesso favori sessuali al premier: un dicastero per qualche pompino. Ma donde prende origine questa odiosa accusa? È solo il passato da soubrette televisiva a gonfiare le infamanti voci o c’è dell’altro? “Secondo quanto dicono alcuni testimoni che considero credibili, attendibili e tutt’altro che interessati – scrive sul suo blog l’onorevole Guzzanti – esistono proporzionati motivi per temere che la signorina in questione occupi il posto per motivi che esulano dalla valutazione delle sue capacità di servitore dello Stato, sia pure apprendista. La sua intelligenza politica è nulla”. Ma pare che ad innescare le accuse – almeno è così che la storia è iniziata – ci sia stato anche il rimbalzo di pettegolezzi sul contenuto di alcune intercettazioni telefoniche, mai rese pubbliche.
Il ministro Carfagna, in una nota, ha precisato – sono quelli di Repubblica a farcelo sapere – di aver presentato “querela penale per diffamazione nei confronti dell’onorevole Paolo Guzzanti per quanto di falso da lui sostenuto nel suo blog” ma la questione, a mio avviso, andrebbe risolta diversamente. Dicano, una volte per tutte, se queste bobine con le intercettazioni telefoniche esistono o no; si facciano i nomi dei “testi oculari”; si dicano, senza allusioni, quali sono stati i favori… Insomma, una buona volta, si svergognino i calunniatori, si dimostri l’esistenza (o l’inesistenza) delle intercettazioni e si rivelino, finalmente, le virtù che hanno portato al Ministero una che fino a pochi anni fa nemmeno sapeva che cazzo fosse Montecitorio. Solo così, finalmente, si farà impallidire ogni ipotesi più o meno oltraggiosa e, soprattutto, si eviterà che una buona parte della famiglia Guzzanti, per gli anni a venire, si sveni per dar da mangiare alla bella Mara nazionale.