Daily Archive for dicembre 3rd, 2008

…come l’Argentina

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«Non possiamo permetterci neanche lontanamente che vada deserta un’asta pubblica di titoli di Stato. Ci sarebbe una carenza di liquidità per pagare pensione e stipendi e faremmo come l’Argentina. »

Maurizio Sacconi, ministro del Welfare

proposta di regolamentazione…

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«Porteremo sul tavolo una proposta di regolamentazione di internet in tutto il mondo, essendo internet un forum aperto a tutto il mondo. »

Silvio Berlusconi, 3 dicembre 2008

rutto libero…

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Ancora non s’è spenta l’eco del no alla depenalizzazione dell’omosessualità nei paesi dove questa è reato penale, ed eccoli a dire, nuovamente, no. Questa volta hanno preso di mira la convenzione Onu sui diritti dei disabili. Nel primo caso – la depenalizzazione dell’omosessualità, dico –, il principio sacro da non scardinare era il matrimonio, nel secondo caso, invece, c’è la faccenda della sacralità dell’embrione: se non si vogliano riconoscere all’embrione malformato gli stessi diritti del disabile, il disabile se lo può allegramente prendere nel culo; la Santa Sede non approva la convenzione e non la firma, anche se (soprattutto nei paesi in via di sviluppo) la disabilità è spesso sinonimo di esclusione all’assistenza sanitaria e all’istruzione. Ma volete mettere tutto questo contro un principio non negoziabile? La Santa Sede non firma – hai voglia a criticarli. Il principio è salvo, il “non negoziabile” non si tocca: rutto libero in faccia ai ricchioni impiccati e ai disabili emarginati. Sua Santità avalla.

gli fa una sega…

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«Io per un mese ho lavorato con Gheddafi per scongiurare la guerra offrendo a Saddam Hussein un esilio dorato e garantito. Io ho convinto Bush, poi Saddam ha detto un no in definitiva a Gheddafi. Il perché, poi, lo abbiamo capito: quando si sarebbero scoperti, via lui, gli eccidi che aveva fatto, nessuno gli avrebbe potuto garantire l’impunità».

Silvio Berlusconi, 02 dicembre 2008

Piscia sulla bara di un morto, ma dice che è una pisciata dovuta, quasi indispensabile. Quest’uomo non conosce vergogna, non sa cos’è il pudore: mente sapendo di mentire. Al confronto quel contaballe di Pinocchio ci fa la figura del simpatico pischello… gli fa una sega, insomma.

tanto sono abituato a sentire queste cose…

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«Questa sinistra non ha alcun ritegno e non tiene vergogna. A promettere l’adeguamento dell’Iva sulle pay tv fu Romano Prodi». È Silvio in persona che da Tirana, tornando sul caso Sky, ci fa sapere che l’idea dell’aumento dell’Iva a Sky era cosa già pensata dal centrosinistra. Si, proprio quel centrosinistra che ha dovuto far le valigie e sloggiare perché schiacciato da un centrodestra che aveva promesso che non avrebbe mai più aumentato le tasse. È corretto far promesse sapendo di non poterle mantenere? Dice: ma noi non potevamo fare altrimenti, «non c’erano alternative, ce lo impone la Ue». Ma anche sulla questione di Rete4 la Ue ci sta randellando, o sbaglio? Insomma: è conflitto d’interessi adeguarsi alle normative europee, a corrente alterna, favorendo un’azienda del premier e svantaggiandone una concorrente o, pure questa volta, mi sbaglio?
Qui non si capisce più un cazzo e la cosa più avvilente è che il centrosinistra oramai è rassegnato: l’anomalia è talmente radicata, così intimamente accettata, che nessuno reagisce più, con sdegno, a certe prese di posizioni, a certe giustificazioni che fanno ridere i polli. «La colpa – dice Bersani – deve essere sempre di Prodi. Non vado neanche a controllare, tanto sono abituato a sentire queste cose». C’è rassegnazione e la certezza che oramai nulla può cambiare: il conflitto d’interessi è solo un argomento di comodo, da usare per far propaganda politica; nessuno più lo considera, davvero, un problema.