
«Un atto di indirizzo interrogativo – dice il legale della famiglia Englaro, Vittorio Angiolini – ma così non ha senso, o Sacconi ordina ai medici, come fanno i generali, di curare o non curare le persone o stia zitto. Mi sembra una cosa abnorme, i due precedenti citati [il parere del Comitato nazionale di bioetica e la convenzione dell’Onu sui diritti dei disabili, ndr] non c’entrano assolutamente niente con la nostra normativa. È un’uscita fuori dal seminato e mi stupisco di Sacconi che è una persona seria».
In uno Stato serio, Sacconi e tutto il suo manipolo di sottosegretari sarebbero costretti, entro domani, alle dimissioni; magari cacciati a calci in culo anche con l’accusa di attentato alla Costituzione. In uno Stato serio, dicevo.











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