Daily Archive for gennaio 15th, 2009

l’azzeccagarbugli…

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Grande, senatore, lei è davvero un grande. E noi le siamo vicini. Se oseranno applicare la sentenza aberrante dell’azzeccagarbugli, li sputtaneremo finché non saranno sputacchiati per strada. Tenga duro, amico. Non ci si arrende agli imbroglioni, altrimenti imbroglieranno ancora.” Così, stamani, Vittorio Feltri in prima pagina, sul suo giornale, chiudeva un articolo sul, cosiddetto, “caso Villari”: vicenda “surreale e – precisa Feltri – quasi impossibile da raccontare se non col linguaggio della barzelletta”.
L’articolo – che, sia detto per inciso, è gustoso assai – descrive, davvero, con vivida chiarezza e spregiudicata schiettezza quello che è successo intorno all’elezione della presidenza della Commissione vigilanza Rai: questo “ente inutile” e, per certi versi, “dannoso. Sicuramente una fissa dimora politica in cui si può fingere di lavorare, percepire gettoni e indennità, usufruire di auto blu, segretarie e ammennicoli vari”. Pezzo, lo ripeto, davvero godibile (e condivisibile) – leggetelo, ve lo raccomando.
Solo un appunto – che è solo una nota per il lettore poco attento: l’“azzeccagarbugli” di cui si parla nell’articolo, il “volontario”, quello che “se ne esce con [la] genialata” di dichiarare invalida la votazione di Villari in quanto, con lo status di Senatore “radiato” dal Pd, non è più un rappresentante del Centrosinistra è – l’azeccagarbugli, dico – il presidente del Senato, l’on. Renato Schifani.

Lo slogan…

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Lo slogan andrà in giro per le vie di Genova su autobus e tram solo il 4 febbraio prossimo, ma intanto se n’è scritto e riscritto già abbastanza che seppure vi fosse – colpo di scena – un intervento ostativo più o meno divino a impedirne la circolazione il fine della campagna pubblicitaria può dirsi più che raggiunto.
Ne ho lette, davvero, di tutti i colori: Dio esiste, no, non esiste, anzi forse esiste ma non si può dire se esiste o se non esiste; e da qui tutti a tirar le fila in favore o contro l’iniziativa della Uaar declinando lo slogan a proprio piacimento, chi elogiandone la schiettezza del messaggio (per quelli di là urticante più del peperoncino negli occhi, per quelli di qua balsamo per le membra stanche) chi prendendone le dovute distanze un po’ per educazione un po’ per ipocrisia. Insomma, per farla breve, se n’è parlato (tutti e abbastanza). L’unica cosa certa – la cosa più assennata che s’è detta – è che quella virgola dopo “buona” non vuole dire una mazza. Per il resto? La cattiva notizia è che chi crede può scatarrare pus letterario a grumi, tanto Dio non esiste; e a chi non ci crede può provare a dimostrare che è vero il contrario. La buona notizia? Boh?!?

…grazie al cazzo!

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Comment dit-on « enfin » en italien? Après plus de deux ans d’un feuilleton à rebondissements jalonné de montages avortés, d’interventions politiques intempestives et de coups de théâtre de dernière minute, Air France-KLM est enfin parvenu à entrer au capital d’Alitalia. La ténacité de Jean-Cyrill Spinetta, son président, a payé. [...] Pas si mal, pour une opération dont le prix, limité à 300 millions d’euros, reste somme toute raisonnable. Avec le recul, on peut même se demander si Silvio Berlusconi n’a pas rendu un service insigne à Air France-KLM en avril 2008, lorsqu’il a fait capoter le projet de rachat d’Alitalia pour 1,5 milliard d’euros au nom de l’« italianité ». Après tout, la compagnie avec laquelle s’est fiancé le franco-néerlandais hier a d’ores et déjà opéré une bonne partie de sa restructuration. Ce n’est plus le transporteur malade qui perdait 1 million d’euros par jour, mais un groupe délesté de ses dettes et renforcé après sa fusion avec son rival transalpin Air One.

François Vidal, Merci SilvioLesEchos.fr

il panino…

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«Cos’è il “panino”? E’ un’invenzione di Clemente Mimun, un’idea che lo illuminò negli anni in cui dirigeva il Tg2 (è passato tanto tempo: c’era il primo governo Berlusconi). Una formula [che consiste] nel confezionare una specialissima nota politica nella quale il ruolo del pane e quello del companatico sono assegnati in partenza: la prima fetta di pane spetta al governo, in mezzo c’è la fettina di mortadella dell’opposizione (che in genere “protesta”, “attacca”, “contesta” o si produce in altre attività negative) e poi arriva, puntualmente, la seconda fetta di pane, quella della maggioranza.»

da la Repubblica del 15 settembre 2006

[ un esempio ]