Monthly Archive for aprile, 2009

la sventurata rispose…

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«Ho partecipato a programmi Rai, ho fatto la valletta, qualche cortometraggio. Ora faccio la “gossippina” per una tv locale, Rete A.» [da la Repubblica del 29.04.2009]

dietro l’angolo…

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“Durante la visita del Papa, alle 10.10, c’è stata – riportano le cronache – una scossa di magnitudo 2.7 con epicentro vicino a L’Aquila”.
In genere i viaggi di Benedetto XVI mi danno sempre una certa eccitazione; eccitazione – mi pare giusto precisare – concentrata, per lo più, ai decolli e agli atterraggi. Questo di oggi, invece, è un viaggio sui generis – spasimo fino e grosso pathos ben distribuiti su tutta la durata della visita ché, capirete, l’occasione buona può essere acquattata anche dietro l’angolo.

Due palle…

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Prima la mucca; dopo vennero i polli. Fu la volta, poi, della mozzarella e adesso, invece, tocca ai suini. È facile prevederlo: prezzi stracciati al banco macelleria e lo Sposini di turno a mangiarsi la bistecca di maiale durante una tele-conduzione. Due palle così, insomma.

…i miei libri

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“Unico spiraglio di luce in tanta tristezza erano i miei libri; fui fedele a loro com’essi eran rimasti fedeli a me e li rilessi da cima a fondo non so quante volte. ”

Charles Dickens, da David Copperfield

appestati…

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I radicali hanno reso pubblico un documento sulla “peste italiana”: «Le regole democratiche che i padri costituenti intesero porre alla base della Carta fondamentale dello Stato – riporto quanto è scritto nel comunicato di presentazione del documento – sono state, da subito ed in maniera ampia, disattese dai partiti, che si sono impadroniti del sistema politico-istituzionale del nostro Paese. Nei decenni successivi il processo degenerativo ha investito tutti gli organi e le istituzioni repubblicane, via via erodendo lo Stato di diritto per finire ai giorni nostri, dove il processo di svuotamento e di svilimento della Costituzione viene a compimento in maniera così eclatante, oltre che condivisa». In breve: siamo gestiti da autentici pezzi di merda. Da quello che se n’è detto alla presentazione e da quel poco che sono riuscito a leggere, pare un lavoro fatto assai bene, solido e ben documentato. Adesso basta che gli italiani – quelli che avranno voglia di leggersi il documento, dico – sappiano essere coerenti e tutto è fatto.
Bene!, direte voi. Col cazzo, ribatto io. Il fatto è che la coerenza è contro natura, roba difficile da accettare tra i vivi, ché – è cosa risaputa – i soli a questo mondo ad essere perfettamente coerenti sono i morti.

[...]

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Felicità? È una parola che, di tanto in tanto, nella mia vita, ho raccolto, ho osservato – ma mai l’ho scoperta sotto le stesse sembianze.

Doris Lessing

…buona fortuna, prof.

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“A parte la sfortuna di contrarre la mia grave malattia dei motoneuroni, sono stato fortunato sotto quasi ogni altro aspetto.”

Stephen Hawking, da Dal Big Bang ai buchi neri

[ * ]

in un paese normale…

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Apro la Repubblica di oggi a pagina 4. Titolo: “Fini: giusto accertare le responsabilità”. Il fatto è noto – l’ennesimo schizzo di merda che il presidente della Camera lancia sul maglioncino a girocollo del Premier; roba che ti lascia un’incrinatura dentro per qualche tempo tant’è ridicola la faccenda. Manco leggo il resto: c’ho la nausea. Possibile mai, mi chiedo, che in un paese normale – non dico civile, ma normale – bisogna dover discutere pure sulla opportunità o meno di accertare le (eventuali) responsabilità?

però…

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“La Chiesa ha il diritto, come chiunque altro, d’intromettersi nella politica, però deve essere consapevole che allora sarà giudicata con criteri politici.”

Leszek Kołakowski, da Valori cristiani o chiesa totalitaria?, 2000

…burp!

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Gesù ma quanto è noioso, questo Capezzone. Non gli si può certo imputare di svolgere mansioni umilianti e ripetitive: è il suo ruolo di portavoce. Deve dire, per contratto, ogni giorno sempre la stessa cosa, che il governo ha ragione e chi non è d’accordo ha torto. Ma lo facesse, almeno, cercando qualche variazione sul tema, qualche aggettivo inconsueto, qualche guizzo umorale. Niente. La fissità del volto (nemmeno l’esplosione di un petardo nelle tasche lo aiuterebbe a cambiare espressione) riflette la monotonia delle parole.
Avrebbe urgente necessità di un autore e di un regista. Che potrebbero perfezionare, per esempio la naturale vocazione di Capezzone al genere noir: già di suo sembra sempre illuminato dal basso, come Bela Lugosi al risveglio nel suo sarcofago. Con pochi tocchi (raso rosso tutto attorno per valorizzare il pallore, testi vigorosamente minacciosi) diventerebbe il primo caso al mondo di portavoce cult. Pronunciando brevi maledizioni, tipo “la terra si spalanchi sotto i piedi dei comunisti”, mentre qualche lampo balena alle sue spalle e un refolo di vento gelido gli gonfia il mantello nero. Qualunque cosa, anche un lancio di pipistrelli di gomma da parte del cameraman, pur di salvarci dalla noia.

Michele Serra, 18 aprile 2009