
Trovo offensiva la pretesa di riservare dei vagoni agli extracomunitari. Voglio poter viaggiare accanto a tunisini e albanesi: non è una colpa essere nato italiano.
versione 2.0

Trovo offensiva la pretesa di riservare dei vagoni agli extracomunitari. Voglio poter viaggiare accanto a tunisini e albanesi: non è una colpa essere nato italiano.

«Molte di noi rimanevano incinte, ma anche in quelle condizioni ci violentavamo, non ci davano pace. Molti hanno tentato di suicidarsi, aspettavano la notte per non farsi vedere, poi prendevano una corda, un lenzuolo, qualunque cosa per potersi impiccare. Non so se era meglio essere vivi o morti. Adesso che siamo in Italia siamo più tranquille, ma non posso non stare male pensando che molte altre donne e uomini nelle nostre stesse condizioni siano state salvate in mare e poi rispedite in quell’inferno, non è giusto, non è umano, non si può dormire pensando ad una cosa del genere. Perché lo avete fatto?». Così una delle tante “fortunate”, una di quelle reduci dal mercantile turco Pinar, riuscita ad arrivare a Lampedusa nelle settimane scorse. Storie terribili affollano la mente di queste sventurate, inenarrabili disavventure marchiano i loro corpi; e quella domanda – perché lo avete fatto? – invade ancor più la loro anima martoriata.
Mi viene in mente che dovremmo porcela anche noi quella domanda – e a voce alta. Invece – per il gusto di farcelo mettere nel culo – ci stiamo solo preoccupando (fingendo, deh, sia ben chiaro) di capire fino a che punto il “ciarpame senza pudore” ha devastato la nostra mente. Irreparabilmente.

Così il Presidente del Consiglio: «Mi mancherà l’amico, il confidente, il consigliere, che ascoltavo più di ogni altro e che sentivo aderire intimamente a tutti i miei pensieri e a tutte le mie intuizioni. Con la sua scomparsa avverto non solo un grande dolore ma anche un vuoto e una mancanza che sarà difficile colmare». È morto Gianni Baget Bozzo: uno in meno.
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