
Per quanto – sia detto con onestà – sarebbe assai bello ricamarci sopra, raccontare la cosa facendo l’imitazione di Fabio De Luigi (l’imitazione dell’imitazione, insomma), cercando di rifare il tono stridulo della voce, la boccuccia a culo di gallina, le mossette ondeggianti e metterci poi un bel zan-zan alla fine. Ma raccontiamola semplice semplice, senza fronzoli, ché pure così fa sceneggiata. Dunque, rimanga tra noi: il direttore ha fatto una grande figura di merda. Ma che dico grande: immensa.

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