
«Io sono profondamente e coscientemente ateo, e non ho nessun tipo di problema religioso. Anzi, attribuirmi una tranquillità spirituale di tipo religioso è innanzitutto non capirmi, e poi offendermi». Così Luis Buñuel (Vie nuove, 31.01.1963). Ecco, senza dover aggiungere altro, questa mi pare la migliore risposta a chi s’ostina coi soliti paralogismi – assai fessi, invero – a voler considerare l’ateo un credente in altro.


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