Monthly Archive for luglio, 2009

senso di autoconservazione…

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Ogni Chiesa sviluppa un istintivo senso di autoconservazione e mette in ombra quelle parti della dottrina del fondatore che non servono allo scopo.

Bertrand Russell, Perché non sono cristiano

nuove sconcezze…

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato la commercializzazione del mifepristone (Ru486). Le previsioni, insomma, non sono state disattese ché, nei fatti, sia i favorevoli che i contrari (“tristemente probabile” scriveva il Foglio) s’aspettavano una simile decisione. D’altronde era impossibile che un organismo che per statuto “promuove la conoscenza e la cultura sul farmaco e la raccolta e valutazione delle best practices internazionali” si smerdasse per impedire l’utilizzo di un farmaco che, fino a prova contraria, viene utilizzato da oltre 20 anni in quasi tutta Europa e in buona parte del mondo civile. Ma tant’è (siamo pur sempre in Italia).
C’è stata battaglia; battaglia senza esclusioni di colpi – del resto quando uno degli schieramenti non ha validi argomenti da spendere è normale assistere a certe schifezze. Sull’Osservatore romano – giusto per citare una delle tante bassezze che mi sono giunte all’orecchio – la sottosegretaria al Welfare Eugenia Roccella dichiarava, ieri l’altro: «La decisione dell’Aifa a favore della commercializzazione non è scontata, alla luce delle 29 morti tra donne in vari Paesi del mondo causate dalla Ru486. Sulla sicurezza della pillola, dunque, “persistono molte ombre”».
Lasciamo perdere la questione “delle 29 morti tra donne in vari Paesi del mondo causate dalla Ru486” ché l’affermazione è disinformazione [*] (malafede? ignoranza? – io propenderei per la prima ipotesi) resta il fatto che chi era contrario alla commercializzazione del farmaco le ha davvero provate di tutte – pur sapendo o proprio perché sapeva di non riuscire a spuntarla. E non accenna a rassegnarsi. Volete la prova? A decisione presa, monsignor Elio Sgreccia (per chi non lo sapesse Sgreccia è presidente emerito della Pontificia Academia pro Vita) dopo aver sbandierato lo spauracchio della scomunica s’è detto “allibito dall’atteggiamento dell’Aifa” e ha auspicato “un intervento da parte del governo e dei ministri competenti” ché, a suo dire, la pillola abortiva RU486 “non è un farmaco, ma un veleno letale”. Insomma – lo dicevo – è battaglia. Prepariamoci a nuove sconcezze. Ma senza eccitarci, prego.

[*] 29 morti in assoluto non significano un cazzo. Il sottosegretario ha dimenticato (sic!) di aggiungere che quelle 29 morti sono avvenute in 21 anni di sperimentazione.

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Prete venezuelano molesta due bambine durante il volo per Roma [*] … che noia che barba, che barba che noia.

troppi film…

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Il miserabile spettacolo del decreto anti-crisi è un misto tra il teatro di Ionesco e l’opera dei pupi. C’è l’assurdo: il governo impone con una mano la conversione di un primo “provvedimento urgente” infarcito di errori ed orrori, con l’altra ne presenta un secondo che riscrive quello appena approvato. C’è la farsa siciliana: il Parlamento svilito nella quinta di un’opera buffa, dove gli eletti del popolo, povere marionette, si scambiano legnate fragorose ma inutili.

Massimo Giannini, 30 luglio 2009

Com’è che ve lo immaginavate, voi, un colpo di stato? Coi cingolati a bloccar le strade, gli arresti in massa, emittenti radio/televisive occupate e, magari, il coprifuoco? Avete visto troppi film.

è terrorizzante…

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Il pensiero della non esistenza di Dio non ha mai spaventato nessuno, ma è terrorizzante invece pensare che ne esista uno come quello che mi hanno descritto.

Denis Diderot

un viaggio…

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«Dovendo fare un viaggio con qualcuno, preferirei mille volte la compagnia di un ateo che non quella di un religioso. Perfino il nostro Papa potrebbe crearmi dei problemi, se non altro per la conversazione. Sì, lo so: mi dicono che sia tanto una brava persona. Non può negare, però, di essere religioso. »

da Il pressappoco, Luciano De Crescenzo

uno spuntino…

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Tombe fenicie, la replica di Ghedini: “Solo frammenti romani e ossa”. Manco uno spuntino per Capezzone, insomma.

in questa commediaccia…

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In questa commediaccia, che come tutte le commediaccie ci è data per farci ridere delle mostruosità umane, il personaggio interpretato dell’avvocato Ghedini è quello che fa ridere di meno. Non è – spero che sia chiaro – questione di copione: è il personaggio. A me, tanto per dire, fa proprio paura.

ci sta, ci sta, ci sta…

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Il soundtrack è Un senso di Vasco Rossi. Pierluigi Bersani – visibilmente imbarazzato – sorride. La telecamera stacca sul giornalista che chiede: “È la sua canzone. Perché?”. “Per due motivi –attacca Bersani: uno, perché mi piace molto l’idea di dare più senso alla nostra storia; e secondo, perché è una canzone che, partendo dai problemi, alla fine conclude: «Senti che bel vento. Domani un altro giorno arriverà»”(Unomattina – Rai Uno, 24 luglio 2009). Il giornalista, appagato nella curiosità, passa avanti con le domande. Anche a lui dev’essergli sfuggito il verso: “…anche se questa storia un senso non ce l’ha”. Che, come giustificazione della scelta, ci sta, ci sta, ci sta.

a volte…

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A volte è meglio tacere e sembrare stupidi che aprir bocca e togliere ogni dubbio!

Oscar Wilde