Il “rumoroso silenzio” della blogosfera – la singolare protesta proposta da Alessandro Giglioli contro la legge Alfano – pare che abbia avuto un discreto successo. Personalmente non ho aderito all’iniziativa ché la “serrata” (cit. Dadda) era, nei fatti, una protesta di categoria – l’adesione impegnava come blogger, infatti. Una categoria che non ha il diritto di esprimersi in quanto tale perché non ha uno statuto a cui i membri sono tenuti ad attenersi: «non c’è un sindacato – scrive giustamente Gigi –, non c’è un tavolo di negoziazione, non ci sono gli elementi stessi per definire le due controparti come soggetti qualificati a una trattativa».
I blogger rifiutano, nella sostanza, uno statuto e poi, stranamente, spingono avanti una protesta che li vuole categoria di là dei contenuti ma solo per il medium utilizzato. Questo era quello che mi faceva avere più dubbi riguardo all’iniziativa ed è questa la ragione per cui non vi ho aderito.
Anche se l’iniziativa, come arzigogolo, aveva il suo fascino – e chi lo nega – al netto di tutto, la sua riuscita – questa singolare adesione in massa, voglio dire –ha dato, in qualche modo, ragione ad Alfano.
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