Daily Archive for luglio 31st, 2009

senso di autoconservazione…

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Ogni Chiesa sviluppa un istintivo senso di autoconservazione e mette in ombra quelle parti della dottrina del fondatore che non servono allo scopo.

Bertrand Russell, Perché non sono cristiano

nuove sconcezze…

L’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha autorizzato la commercializzazione del mifepristone (Ru486). Le previsioni, insomma, non sono state disattese ché, nei fatti, sia i favorevoli che i contrari (“tristemente probabile” scriveva il Foglio) s’aspettavano una simile decisione. D’altronde era impossibile che un organismo che per statuto “promuove la conoscenza e la cultura sul farmaco e la raccolta e valutazione delle best practices internazionali” si smerdasse per impedire l’utilizzo di un farmaco che, fino a prova contraria, viene utilizzato da oltre 20 anni in quasi tutta Europa e in buona parte del mondo civile. Ma tant’è (siamo pur sempre in Italia).
C’è stata battaglia; battaglia senza esclusioni di colpi – del resto quando uno degli schieramenti non ha validi argomenti da spendere è normale assistere a certe schifezze. Sull’Osservatore romano – giusto per citare una delle tante bassezze che mi sono giunte all’orecchio – la sottosegretaria al Welfare Eugenia Roccella dichiarava, ieri l’altro: «La decisione dell’Aifa a favore della commercializzazione non è scontata, alla luce delle 29 morti tra donne in vari Paesi del mondo causate dalla Ru486. Sulla sicurezza della pillola, dunque, “persistono molte ombre”».
Lasciamo perdere la questione “delle 29 morti tra donne in vari Paesi del mondo causate dalla Ru486” ché l’affermazione è disinformazione [*] (malafede? ignoranza? – io propenderei per la prima ipotesi) resta il fatto che chi era contrario alla commercializzazione del farmaco le ha davvero provate di tutte – pur sapendo o proprio perché sapeva di non riuscire a spuntarla. E non accenna a rassegnarsi. Volete la prova? A decisione presa, monsignor Elio Sgreccia (per chi non lo sapesse Sgreccia è presidente emerito della Pontificia Academia pro Vita) dopo aver sbandierato lo spauracchio della scomunica s’è detto “allibito dall’atteggiamento dell’Aifa” e ha auspicato “un intervento da parte del governo e dei ministri competenti” ché, a suo dire, la pillola abortiva RU486 “non è un farmaco, ma un veleno letale”. Insomma – lo dicevo – è battaglia. Prepariamoci a nuove sconcezze. Ma senza eccitarci, prego.

[*] 29 morti in assoluto non significano un cazzo. Il sottosegretario ha dimenticato (sic!) di aggiungere che quelle 29 morti sono avvenute in 21 anni di sperimentazione.