
Il crocifisso – ci fa sapere il ministro Gelmini – «è certamente un simbolo religioso ma la sua presenza in classe non significa adesione al cattolicesimo, è la nostra storia, la tradizione. Le radici dell’Italia passano anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella anche una parte di noi stessi».
Farei sommessamente notare alla Gelmini: il crocifisso nelle aule scolastiche compare con la riforma fascista di Giovanni Gentile – Art. 118 del R.D. 30 aprile 1924, n. 965. È questa la tradizione a cui il ministro si riferisce?
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