Monthly Archive for dicembre, 2009

Falla girare, falla girare, falla girare…

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Raccolgo l’invito a far girare in rete questa notizia di Luigi Tosti, “…così che tutti la possano vedere”.

16 ottobre 1943

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Era il 16 ottobre 1943. «La grande razzia nel vecchio Ghetto di Roma cominciò attorno alle 5,30» [¹] . A quell’ora, il Venerabile dormiva ancora.

[¹] da F. Cohen, 16 ottobre 1943. La grande razzia degli ebrei di Roma

che tristezza…

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Sarà che stamani mi sono svegliato con un disagio sordo nell’anima ma, terminata la lettura dell’articolo in cui si dava la notizia che Azouz Marzouk sarà padre tra qualche mese, ho sbottato tra me e me: “…e chi se ne fotte”. Senza offesa: la notizia mi giunge come un meschino tentativo di riaccendere l’attenzione su un personaggio che, dal male (e nel male), ha voluto trarre il massimo del profitto. Mi si permetta: che tristezza.

«…il negro ha visto tutto»

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[ * ]

la follia…

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Mi hanno chiamato folle; ma non è ancora chiaro se la follia sia o meno il grado più elevato dell’intelletto, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non nasca da una malattia della mente, da stati di esaltazione della mente a spese dell’intelletto in generale.

Edgar Allan Poe da Eleonora

non vorrei essere oscurato…

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Roberto Maroni non convince e, quando dice che “nessuna legge speciale per il web, né a reati specifici, né a un intervento censorio da parte del Governo”, quando precisa che “lavoriamo per dare alla magistratura gli strumenti per rimuovere dal web le pagine su cui sia stato commesso un reato”, quando assicura che l’obiettivo “è un codice etico di autoregolamentazione”, col massimo rispetto (non vorrei essere oscurato), non si capisce di che cazzo parli.

il senso comune…

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Il senso comune non è altro che uno strato di pregiudizi che si deposita nella mente prima dei diciotto anni.

Albert Einstein

[...]

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Ogni lettore, quando legge, legge se stesso. L’opera dello scrittore è soltanto una specie di strumento ottico che egli offre al lettore per permettergli di discernere quello che, senza libro, non avrebbe forse visto in se stesso.

Marcel Proust da Il tempo ritrovato

un consiglio…

Il processo breve – è il Csm a farcelo sapere [*] – è in contrasto con più principi costituzionali ed è, nei fatti, una “amnistia” per reati “di considerevole gravità”, a cominciare dalla corruzione.

Corre l’obbligo, visto il clima di merda che si respira, di dare un consiglio a tutti gli uomini di Silvio Berlusconi – e lo faccio con le parole del Capo dello Stato: “non ha senso che gli uni diano le colpe agli altri per il clima che si è creato. Bisogna rispettarsi reciprocamente, misurare le parole ovunque si parli”: accettate, dunque, la decisione dell’organo di governo autonomo della magistratura ché questo vostro atto concorrerà a rasserenare, e di molto, gli animi. Di tutti. Chi volesse – è suo diritto, mi par chiaro – può mettere su il musetto triste, eventualmente. Ma in silenzio, per cortesia: senza rompere il cazzo. Grazie.

un giudizio…

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Per un blog come questo, che non è mai stato benigno nei confronti di Silvio Berlusconi, corre l’obbligo di precisare l’assoluta condanna del gesto folle commesso da Massimo Tartaglia, un tizio che da dieci anni è in cura psichiatrica. Sarà un giudice – mi par chiaro, sia ben inteso – che stabilirà se l’aggressore, ieri sera, fosse in grado d’intendere e di volere, e sarà sempre un giudice che stabilirà in che modo e se dovrà essere risarcito il Primo Ministro; la giustizia dovrà darci le risposte. Nessun giudice, invece, potrà pronunciarsi sull’atto che i fan di Silvio stavano per commettere ai danni dello psicopatico ché se non fosse stato per le forze dell’ordine a quest’ora il Tartaglia mi penzolava da una guglia del duomo. Fa fede quanto ha dichiarato Ignazio La Russa: “Ho corso con gli agenti di polizia per allontanare l’aggressore, che rischiava un possibile linciaggio”. Insomma, se non era per le forze dell’ordine (e per il ministro La Russa) quelli erano capaci di ammazzarlo, al poveretto. È vero che – lo ripeto – nessun giudice potrà pronunciarsi su questo specifico atto, ma va da se che un giudizio su che razza di gente è quella che sostiene Silvio è lecito – cazzo, se è lecito: gente di merda, è troppo poco?