…grattarsi i coglioni.

Testicolo3

Grattarsi i coglioni è operazione che implica il movimento combinato e coordinato di parecchi muscoli del nostro corpo, dal cingolo scapolare alle punta delle dita, e l’attivazione di un bel numero di aree neuronali, tra corteccia motoria, cervelletto e gangli della base. Per grattarseli, tuttavia, non c’è affatto bisogno di conoscere nei dettagli l’immenso complesso dei meccanismi che coordinano le fasi dell’attivazione, né tantomeno conoscerlo giova all’azione. Ti prudono i coglioni? Ti gratti e ti passa.
Le cose vanno in questo modo anche con certi mezzucci per aggirar le leggi: volgari quanto grattarsi i coglioni, non hanno minore complessità strutturale, che tuttavia non è il caso di conoscerla nei dettagli per farne uso, ché quasi sempre vengono usati come risposta immediata a uno stimolo cogente, d’impulso, con lo stesso automatismo che porta la mano sui coglioni, quando appunto prudono.
Un esempio: capita che l’auto del Sindaco viene sorpresa da un vigile dello stesso Comune che lui stesso amministra in divieto di sosta; subito scatta la contravvenzione e, con altrettanta solerzia, parte l’opposizione legale del Sindaco. Il risultato? Un sindaco che fa causa al suo stesso Comune non può restare in carica e viene sospeso.
Questo mezzuccio – lecito, per carità, va detto subito – consentirebbe al primo cittadino di candidarsi alle prossime elezioni regionali, in barba a una legge voluta dalla giunta regionale in carica.

Il racconto, che nei dettagli è riportato in un duro articolo in prima pagina de Il Mattino di oggi a firma di Paolo Barbuto, l’ho ripreso in sintesi, semplicemente, per far riflettere sulla opportunità politica di certe azioni, di certe strategie politiche che prim’ancora di irritare fanno sorridere per l’ingenuità con cui vengono presentate. In pratica: manca il ghigno che certifica la presa per il culo; ma solo quello manca. Espediente cavilloso tutt’altro che lineare e, soprattutto, male architettato, privo di fantasia (visto che l’hanno già sfruttato in altri sei sindaci di altrettanti comuni campani) e mortificante per chi lo attua (così come per chi lo subisce) ché ha la sfacciataggine – il mezzuccio, dico – della superficialità con cui è stato attuato: si vede, insomma, che non è stata una scelta di conoscenza, una scelta ponderata sulla padronanza vera dei meccanismi, quantomeno per renderli più efficaci, instillando almeno – dico, almeno – quel minimo di dubbio sul caso specifico. No, la cosa, diciamolo chiaramente, è stata attuata con la superficialità dell’istinto: ti prudono i coglioni? Te li gratti, e ti passa.

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