Archivi per autore: Biagio

ricomincio da tre…

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Oggi questo blog compie tre anni. Ho attentamente curiosato in giro per la blogosfera e ho visto che è d’uso festeggiare l’evento con un paio di cosucce accuratamente scelte. Sinceramente vorrei evitarlo. Tanto per cominciare eviterei la gif con le candeluzze accese, la fetta di torta la scarto a prescindere così come eviterei pure le pose da brindisi (ci sarebbero, invero, quelle del Premier a Casoria… ma evitiamo di usarle ché portano sfiga). Dice: ma manco due paroline? Beh, quelle mi pare che siano proprio necessarie – sennò passi per asociale. E dunque.
Un sentito ringraziamento a tutti quelli che…, etc. etc.

it was disgusting…

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Do you remember how he caressed me while we were on the sofa? And how he caressed you and looked at me?” D’Addario asked Montereale in a telephone call recorded on June 7.
Montereale replied: “It was disgusting, he did everything in front of the bodyguards.

John Follain, The Sunday Times

per legge…

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Non faccio mai eccezioni. Un’eccezione
dimostra la falsità della regola.

Arthur Conan Doyle

«Ho celebrato quattro messe in un giorno!». Si giustifica così M.C., 41 anni, beccato con un tasso alcolico di 0.8 – quello consentito per legge è di 0.5. Col massimo rispetto, è una giustificazione del cazzo e assai fuori luogo, pretuzzo mio caro, ché la legge parla chiaro: dopo i 0.5 non puoi guidare, scatta l’ammenda e il ritiro della patente: sei un pericolo per te e (soprattutto) per gli altri.
Che tu sia prete o ragazzotto scapestrato non importa – non è quello il punto in questione: che tu abbia celebrato quattro messe o abbia fatto quattro salti in discoteca la cosa è irrilevante: con 0.8 in circolo nel tuo corpo non puoi guidare. Per legge. (Almeno così dovrebbe essere. Spero.)


Sono certo che il giudice di pace a cui il prete si rivolgerà – perché ci sarà ricorso, ovviamente – saprà trovare il calilluzzo del cazzo per ridargli la patente, annullare l’ammenda e pisciare sul codice.

non c’è ancora una notizia certa…

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«Ad urne chiuse voglio spiegare a voi telespettatori perché il Tg1, malgrado le polemiche, ha avuto una posizione prudente sull’ultimo gossip o pettegolezzo del momento: le famose cene, feste o chiamatele come vi pare, nelle dimore private di Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli o Villa Certosa. Il motivo è semplice: dentro questa storia piena di allusioni, testimoni più o meno attendibili e rancori personali non c’è ancora una notizia certa e tantomeno un’ipotesi di reato che coinvolga il premier e i suoi collaboratori. »

Augusto Minzolini, 22.06.2009

minzolinismo – neologismo nato a metà degli anni ‘90, inteso come forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte.

Annali del lessico contemporaneo, edizioni Esedra

scrivere…

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«Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto.»

Italo Calvino

si difese…

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«[L]a vera lotta, il combattimento radicale Padre Pio ha dovuto sostenerli – ha detto Benedetto XVI ieri, durante l’omelia – non contro nemici terreni, bensì contro lo spirito del male. Le più grandi tempeste che lo minacciavano erano gli assalti del diavolo, dai quali egli si difese con l’armatura di Dio con lo scudo della fede, la spada dello Spirito…» e qualche goccia di acido fenico.

dichiarazione di voto…

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E tu riusciresti a non esprimerti – o, addirittura, ad andare a votare NO – per l’abrogazione di qualunque parte di una legge definita “porcata” pure da chi ha avuto la faccia tosta di scriverla?

…merce fresca

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«Qualsiasi ricostruzione si possa ipotizzare, ancorché fossero vere le indicazioni di questa ragazza e vere non sono, il premier sarebbe, secondo la ricostruzione, l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile. »

Nicolò Ghedini, 17 giugno 2009

personalmente…

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Dicono che sia un fuori onda. Fuori onda un cazzo! Personalmente – sia concesso questo bruttissimo avverbio – credo che Berlusconi e Murdoch si facciano dei magnifici pompini a vicenda. Da una vita.

quando il popolo si riduce a plebe…

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A Napoli sono in vendita magliettine con la scritta «I love Papi». L’idea – dice il Corriere – è venuta ad un 29enne (tale Salvatore Finaldi) che gestisce il suo “piccolo e colorato” negozietto al centro storico di Napoli: «Ne ho già vendute una sessantina – dice Salvatore – e ho tante altre ordinazioni: chi vuole la stampa sulla polo, chi sulla felpa col cappuccio. [...] Quando Berlusconi ritornerà a Napoli, perché so che viene spesso, vorrei potergliene regalare una. È una persona di spirito, penso che la accetterà volentieri».
È il servo pronto a soddisfare il padrone ben oltre la norma che, di questi tempi, fa strada: anni e anni di finissimo rincoglionimento mediatico non possono che produrre tali storture comportamentali – e tra le mani, senza dover sudare più di tanto, ti ritrovi un popolo che si riduce a plebe. Felice d’esserlo.
Bisogna aver pazienza, tanta. Bisogna non stancarsi, mai.