
Diciamocelo chiaramente: se una legge dà fastidio è burocrazia. Dice: “ma è uguale per tutti”. Si, fino a quando non la si cambia. E quand’è che la cambiano? Quando sta sul cazzo a loro, quando rompe gli equilibri, le dinamiche sociali. Diamine, però, pure ‘ste leggi: uno non solo presenta le firme – quando le presenta – poi queste dovrebbero pure essere autentiche: e che cazzo, un po’ di scioltezza, via. Pure con gli orari, dico: cosa sono tutti questi formalismi?
Fuori dai denti: questa è gente abituata a pisciare sulla Costituzione, a far saltare il banco se le carte non sono truccate, a comprare le sentenze; figuriamoci se non riusciranno, con qualche sotterfugio, ad abborracciare qualche cosa. Si presenteranno alle elezioni, ne son certo. Del resto – guardatevi attorno, vi prego – è la maggioranza del paese che ragiona come loro, che si rispecchia nel loro modo di fare (come cazzo gli pare). Sicché, da qui alle prossime ore, aspettiamoci di tutto. Turandoci il naso e parandoci il culo.
Commenti recenti