Archivi delle categorie Bioetica

il consiglio…

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Dice che i preservativi non sono la soluzione “che, anzi aumentano i problemi”. Non so s’è m’è permesso il consiglio ma, fossi il lui, mi spingerei oltre e proporrei come soluzione una bella lavanda all’acqua santa. Prima e dopo i rapporti.

il bello della vita…

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Cambia il segretario ma non cambiano le divisioni. I temi etici continuano ad essere terreno di scontro tra le anime del Pd. L’ultimo strappo lo compie Francesco Rutelli che non firma l’emendamento che rappresenta l’orientamento del gruppo sul testamento buiologico e presenta una sua proposta di modifica al testo del governo. Una scelta che suscita polemiche e che viene vista con un scoperto favore dal Pdl. [...] Per l’ex sindaco di Roma il Pd deve garantire che, se in temi così delicati come quelli della bioetica ci sono diversità di posizioni, queste si debbano potere esercitare: “Non voglio passare per uno che strappa, rompe, divide e peggio persegue secondi fini e strategia politiche di scissione o che rispondano a poteri esterni alla politica come ad esempio il clero. Ogni posizione deve essere legittima.” [ * ]


Meglio non si poteva ritrarre il partito di merda sul quale svolazzano, impazziti, questo sciame singolarissimo di avidi mosconi.
Diciamolo: uno vede il partito per il quale ha votato sprofondare sempre più nella merda e un po’ ci rimane male. Ma poi cerca di farsene una ragione e, come altri, trova la soluzione al problema – il bello della vita è questo.

un po’ di sano qualunquismo italiano…

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(ASCA) - Roma, 23 feb – La legge che il Parlamento sta elaborando sul testamento biologico “coniuga carità e diritto”. Lo ha detto il relatore del provvedimento, Raffaele Calabrò, ai microfoni di Parliamo con l’Elefante, su Radio 24. [ * ].

Quando si dice “ipocrisia”, uno subito pensa a “falsità” e “doppiezza” – è naturale, viene d’istinto. Eppure – De Mauro docet – “Ipocrisia” altro non è che “simulazione di buone qualità o di buoni propositi”. Merita, forse, biasimo morale un buon proposito (anche se simulato)? Dipende. Eppure è più forte di noi: il biasimo morale liquida sempre ogni analisi dell’espediente retorico: si va subito al sodo, oltre l’apparenza. Chiaro? Bene. E allora – visto che ci siamo capiti – aggiungo a margine a quanto sostenuto da Calabrò: dare un’elemosina non richiesta è un atto di umiliazione più che di carità. Dice: e grazie al cazzo!, pare cosa evidente. E che vi devo dire: scusatemi se m’è scappato di precisarlo, credevo fosse necessario. E poi, ué, belli, diciamo che mi andava di intrattenervi con un po’ di sano qualunquismo italiano: banalità contrapposta a ipocrisia. Punto.

di schifo e di stronzate…

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L’eutanasia fatta in casa, come tradizione impone, sganciando un centone all’infermiere di turno per l’overdose di morfina, quel rituale carico di ammiccamenti, di mezze verità e di ipocrita complicità – tutto questo, dico – non fa assolutamente schifo a Giuliano Ferrara: “Puoi rifiutare una cura e lasciarti morire. È un fatto. Ma una legge che stabilisca questo fatto come diritto è un’altra cosa.” – l’aveva scritto un po’ di tempo fa su Il Foglio. Perché scrivo questo? Perché stamani il direttore è schifato, e pure assai. Avrà mangiato pesante? Può essere. Ma – a dar retta a quello che scrive – non è questo a schifarlo: c’è l’ha a morte con quanti hanno sperato che Eluana potesse finalmente riuscire ad ottenere quello che voleva e, soprattutto, ce l’ha con Beppino Englaro che, “pronto al comizio e al talk show”, s’è permesso di “dare voce a tutti gli altri dopo Eluana”. Questo comportamento , per il direttore, è roba ributtante, da far voltar lo stomaco: “Non ho mai provato un simile schifo in vita mia” – ha scritto in chiusura al suo articolo. E – udite udite – non solo l’ha scritto ma lo ha anche ripetuto dai microfoni di Radio24 – a Parliamo con l’Elefante – battibeccando con l’amico Gad Lerner.

Non è il caso di star qui a ribattere quel cumulo di stronzate che il tipo va dicendo e scrivendo da diverso tempo ché a farlo si rischia di fare pure brutta figura. Però, credetemi, è davvero avvilente sentire ripetere quelle stesse cose dalla viva voce di Giuliano Ferrara – fa impressione, davvero. Avvilente anche leggerle, ma sentirle avvilisce di più.

poi dice…

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In commissione sanità al Senato, nel passaggio cruciale del voto sulla proposta di legge Calabrò in materia di testamento biologico il Partito Democratico oggi si e’ diviso. [...] Sei senatori, e tra questi Ignazio Marino, hanno votato coerentemente contro la proposta della maggioranza. Tre senatori, e tra questi la capogruppo Dorina Bianchi, si sono astenuti”. Così AGI riporta la dichiarazione della senatrice Barbara Pollastrini. L’ennesima dimostrazione – sempre che ve ne fosse stato bisogno – di quanto l’universo democratico sia culturalmente intossicato da certi pezzi di merda. Che significato ha – significato politico, dico – l’astensione del capogruppo del Pd nella Commissione Sanità? Su un tema così netto poi. O sei favorevole a che ciascuno scelga fino a che punto i medici possono intervenire o sei contrario – cioè sei favorevole a che debbano infilarti un tubo di plastica nello stomaco anche contro una tua eventuale volontà contraria. Tertium non datur. Che cazzo mi rappresenta l’astensione? Vallo a capire.
Poi dice che uno si fa ombroso. Poi dice che dall’ombroso passa all’incazzato. Poi dice che quando uno è ombroso perché prima era incazzato manda a cagare il Pd, Walter e Dorina Bianchi. Tutti insieme.

…è indisponibile?

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«La sentenza non può garantire in nessun modo un diritto a morire, diritto che non esiste, perchè il vero diritto è quello alla vita, che infatti è indisponibile. »

«L’insegnamento tradizionale della Chiesa non esclude, supposto il pieno accertamento dell’identità e della responsabilità del colpevole, il ricorso alla pena di morte, quando questa fosse l’unica via praticabile per difendere efficacemente dall’aggressore ingiusto la vita di esseri umani. »

Catechismo della Chiesa Cattolica, La legittima difesan. 2267

sono pazzi, pazzi fottuti…

CITTA’ DEL VATICANO - ‘Ho sete’, dice Gesù sulla Croce prima di esalare l’ultimo respiro. ‘Ho sete’, avrà pensato Eluana Englaro negli ultimi giorni del suo doloroso pellegrinaggio terreno. ‘Ho sete’, esclama adesso ogni persona di buona volontà davanti all’efferato omicidio della giovane donna consumato in una fredda ‘cella della morte’ in stile Auschwitz allestita, per volere del padre e con il permesso della Magistratura, in una - sinora - anonima struttura medica privata di Udine che, a dimostrazione di quanto sia stata beffarda la sorte con la vittima di questo omicidio, di nome fa ‘La Quiete’. Ebbene sì: ora che questa creatura innocente non c’è più, è scattata una ‘sete’ collettiva: una sete di verità e di giustizia! Perché se è vero - e non ne abbiamo dubbi - che adesso Eluana gode il suo meritato riposo al cospetto del Signore, è altrettanto vero che nessuno - non il padre, né i medici, né i giudici - aveva il diritto di condannarla al peggiore dei supplizi: l’agonia e il decesso per fame e sete.[...] Ma dell’anima degli assassini di Eluana, cosa sarà? Spetterà a Dio, Signore dei vivi e dei morti, l’ultima parola. Ma se non si pentiranno, se non si convertiranno, se non chiederanno perdono per quello che hanno fatto, è facile immaginare il triste scenario della dannazione eterna: i malfattori non siederanno accanto ai giusti al banchetto di Dio! Lo gridiamo ad alta voce, carichi di dolore, e pazienza che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, abbia esortato gli italiani al silenzio. Perchè prima che italiani, siamo cristiani; perchè Dio è testimone del fatto che se finanche il mondo intero potesse tacere davanti all’assassinio di Eluana Englaro, una voce sola, fortissima, assordante, amplificata dall’eco dell’eternità, non potrebbe più essere cancellata. E con essa, un urlo straziante: ‘Ho sete’.

Gianluca Barile, da Petrus

A furia di scrivere “ho sete” il tipo dev’essersi bevuto il cervello.
Sono pazzi, pazzi fottuti.

contro la tua volontà…

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Tra poco il Parlamento varerà una legge che obbligherà tutti coloro che non siano in grado di obiettare, a tenersi ficcato un tubo di plastica nello stomaco. Pare cosa assurda? E invece è così. Ma la Costituzione – dice – prevede all’articolo 32 che “nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario”, e allora? E allora cambieranno pure quella: se sei vigile e hai ancora la forza di dare un calcio nei coglioni a chi ti si avvicina per ficcarti nel naso il tubo di plastica, puoi ancora sperare di far valere un tuo diritto, altrimenti t’attacchi e, buono buono, ti tieni – contro la tua volontà – il tubo nello stomaco. A questo punto, un referendum che abroghi questa (che per qualcuno è una) prepotenza assai fastidiosa parrebbe il minimo, ma pare che nel Pd non tutti la pensano in questo modo: “Credo – dice Dorina Bianchiche parlare oggi di referendum sia un grave errore. Spostare lo scontro dalle aule delle Camere e portarlo nelle piazze significa alimentare uno scontro sbagliato fra due radicalismi”. Ma la posizione – dice – non è mica condivisa da tutti? Me ne fotte un cazzo, ribatto io. Mi basta che sia espressa da chi è stato posto, scientemente, dai vertici del Pd, a presiedere la Commissione Sanità. Mi basta questo per dire che il Pd è un pisciatoio (a forma di acquasantiera) e col cazzo che avrà più il mio voto.

una certa ipocrisia cattolica…

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«Ci si lamenta da varie parti che Giuseppe Englaro non abbia in silenzio e senza tanto rumore fatto staccare le macchine che tenevano in vita la figlia. Ma sta qui la grandezza di questo piccolo uomo, aver rifiutato una certa ipocrisia cattolica di questo Paese, e aver fatto della propria battaglia personale una battaglia laica di civiltà, a vantaggio di tutti noi.»

Roberto Pazzi, 10 febbraio 2009

senza vergogna…

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Eluana è stata uccisa. E noi vogliamo chiedere perdono ai nostri figli e alle nostre figlie. Ci perdonino, se possono, per questo Paese che oggi ci sembra pieno di frasi vuote e di un unico gesto terribile, che li scuote e nessuno saprà mai dire quanto. Con che occhi ci guarderanno? Misurando come le loro parole, le esclamazioni? Rinunceranno, forse per paura e per sospetto, a ragionare della vita e della morte con chi gli è padre e madre e maestro e amico e gli potrebbe diventare testimone d’accusa e pubblico ministero e giudice e boia? Chi insegnerà, chi dimostrerà, loro che certe parole, che le benedette, apodittiche certezze dei vent’anni non sono necessariamente e sempre pietre che gli saranno fardello, che forse un giorno potrebbero silenziosamente lapidarli. Ci perdonino, se possono. Perché Eluana è stata uccisa.

Marco Tarquinio, 10.02.2009


Colombelle ed avvoltoi hanno beccato quel che potevano, ché non tutte le briciole erano commestibili; quasi nulla rimane oggi – almeno non per tutti. Quelli che non hanno paura di un pochetto d’acido alla bocca dello stomaco provano a banchettare anche con le poche briciole guaste che sono rimaste. Lo fanno con gusto – senza vergogna. E lì, intenti ad ingozzarsi, tracannano bicchieri di Alka Seltzer solo per aver la scusa di poter ruttare liberamente. Senza vergogna.
Che teste di cazzo.