Archive for the 'Bioetica' Category

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le convulsioni…

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Tre motivi tre per scatarrare tutta la propria rabbia contro questo Governo – il più clericofascista di tutta la storia della Repubblica italiana. Roba da farsi venire le convulsioni.

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martedì 10 febbraio alle ore 17,30

SIT-IN
NAZIONALE
PER ELUANA ENGLARO
E LO STATO DI DIRITTO

Fiduciosi che la vicenda di Eluana si potesse finalmente concludere come Lei stessa avrebbe voluto, non siamo intervenuti prima per ottemperare alle richieste di silenzio della famiglia Englaro. Ora che lo Stato di diritto è sottoposto a duri attacchi dai fanatici della sacralità della vita, vogliamo far sentire la voce di chi ritiene che l’autonomia delle persone è inviolabile, così come lo è la laicità dello Stato. E vogliamo essere vicini a Beppino Englaro che, per il suo impegno, consideriamo meritevole dei più alti riconoscimenti civili, rappresentando un modello da additare al Paese.

Info: segreteria@consultadibioetica.org
Tel. 02.58.300.423339.33.35.461
www.consultadibioetica.org.

Milano: Piazza San Babila
Torino: Piazza San Carlo
Pisa: Largo Ciro Menotti
Roma: Campo dei Fiori
Bologna: Piazza Nettuno
Verona: Piazza Bra

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“E a questo punto, immancabile, si mette in moto l’ammonizione vaticana. Colpe gravi: eutanasia, omicidio, soppressione di una vita… E qui, come sempre, le vie della semplice umanità e quelle della sofistica disumanità paludata di religioso (e perfino di conformità ai decreti divini) conoscono soltanto la Divergenza. Fai bene, padre carnale (non celeste, non Padre Santo) a dar retta alla voce imperiosamente muta di tua figlia, graziata finalmente da giudici compassionevoli, e a rigettare quell’altra, che in nome di una non-vita tecnologica di quel poco di materia assopita che resta di lei, ammonisce, si agita, ricatta moralmente, gelandoci il sangue da luoghi inferi e anticristici.”

Guido Ceronetti, Eluana 14.07.2008

mi gioco un’ostia…

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A chi gli chiedeva un decreto per bloccare la procedura di sospensione delle cure mediche ad Eluana, Berlusconi – da la Repubblica del 04.02.2009 – diceva: “Non ci sono le condizioni per un provvedimento del genere” ché – così giustificava la decisione – si rischia “un conflitto tra poteri”. Passano meno di 24 ore ed eccolo dichiarare: “Stiamo lavorando per intervenire”. C’è una ragione per spiegare questo cambio repentino di azione? C’è. La leggo su repubblica.it: “Nelle ultime ore, le pressioni del Vaticano sul governo devono aver raggiunto livelli tali da costringere Berlusconi a tentare la strada del provvedimento urgente”. Mancano, sia ben chiaro, le prove materiali – almeno a me mancano –, ma è andata così, mi gioco un’ostia. Oramai non ci indigniamo neanche più per queste schifezze; siamo abituati, manco più ci facciamo caso.
Lo Stato della Città del Vaticano, da circa un mese, ha deciso di non recepire più automaticamente la normativa dello Stato italiano, ma lo Stato italiano recepisce più che automaticamente – se mi è lecito questo stupido avverbio – i diktat vaticani. A questo punto l’Italia può pure sprofondare nella merda, non verserò una sola lacrima.

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«La vera risposta non può essere infatti dare la morte, per quanto “dolce”, ma testimoniare l’amore che aiuta ad affrontare il dolore e l’agonia in modo umano. Siamone certi: nessuna lacrima, né di chi soffre, né di chi gli sta vicino, va perduta davanti a Dio. »

Benedetto XVI, 1 febbraio 2009

«Io non voglio soffrire, io non ho della sofferenza un’idea cristiana. Ci dicono che la sofferenza eleva lo spirito; no la sofferenza è una cosa che fa male e basta, non eleva niente. E quindi io ho paura della sofferenza. Perché nei confronti della morte, io, che in tutto il resto credo di essere un moderato, sono assolutamente radicale. Se noi abbiamo un diritto alla vita, abbiamo anche un diritto alla morte. Sta a noi, deve essere riconosciuto a noi il diritto di scegliere il quando e il come della nostra morte. »

Indro Montanelli

«Un errore confondere la morale con il diritto»

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«A differenza dei millenni che sono alle nostre spalle, la condizione umana contemporanea non teme tanto la morte quanto la protrazione inutile e dolorosa di una vita artificialmente sorretta. Il progresso biomedico paradossalmente può determinare negli esseri umani l’angoscia del subire come oggetti il dominio della tecnica. È sorprendente che le ragioni della tecnica siano su questo punto affidate più ad una morale religiosa che non alla sua antagonista laica, anzi laicista. È invece confortante che sia il diritto, equidistante da astrattezze ideologiche, a tutelare la sfera della persona, no nel suo inesistente diritto a morire, ma nella sua libertà ad andare incontro alla conclusione naturale della esistenza, senza subire l’invasione della tecnica, quando ad essa non si voglia consentire.
Questa è la salvaguardia estrema alla libertà della persona apprestata dalla nostra Costituzione, cui i giudici hanno dato sinora, nel caso Englaro, il sostegno di interpretazioni ragionevoli ed umane. Non vorremmo che coloro che sono animati da ispirazioni morali o spirituali, più alte di quante possa permettersene il diritto, finiscono con il ferire quella dignità dell’uomo, di cui dovrebbero essere i supremi garanti.
»

Francesco Paolo Casavola, 27 gennaio 2009

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“Ho il dovere morale [...] di lanciare un allarme, perché, a un passo dall’approvazione di una legge auspicata fortemente da chi crede nei diritti della persona – quelli che si rifanno alla «Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino», che la Francia regalò al mondo nel 1789 e sono la pietra fondante della società moderne –, si profila il rischio che venga approvata una legge che invece calpesta e nega tali diritti, ripiombandoci culturalmente al potere assoluto dello Stato sulla vita dei suoi cittadini.”

Umberto Veronesi, 26 gennaio 2009

legge di Dio vs. legge dell’uomo

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“La legge di Dio non può mai essere contro l’uomo. La legge di Dio è sempre per l’uomo. Andare contro la legge di Dio significa andare contro l’uomo. Dunque, se le due leggi entrano in contrasto è perché la legge dell’uomo non è una buona legge e si rivelerà tale dai suoi frutti. ”

card. Severino Poletto, 22 gennaio 2009

la fine dello Stato di diritto…

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“Al di là delle convinzioni personali di ciascuno di noi sul merito complessivo della dolorosissima vicenda [di Eluana Englaro] e, conseguentemente, sulla bontà, o meno, della decisione giudiziale assunta dalla Corte Suprema, oggi ci troviamo pertanto, a valle del problema principale, di fronte a una importante questione di principio sulla quale occorre essere chiari, determinati, inflessibili: che le sentenze irrevocabili della Cassazione, piacciano o non piacciano, siano condivise o non siano condivise, devono essere, in ogni caso, applicate, adempiute, eseguite. Infrangere tale regola significherebbe innescare una rottura gravissima del principio di legalità attorno al quale ruota l’intero nostro sistema giuridico.”