l’uso della ragione

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Don Franco Barbero, in un suo post assai sfizioso, nota – qui brutalizzo il suo pensiero ché tanto, volendo, potete tranquillamente andarvelo a leggere al link che ho riportato – un certo silenzio intorno alla figura di Dio e una forma di idolatria nei confronti della Madonna. «Al posto suo – scrive il prelato – parla e straparla una linguacciuta madonna che appare qua e là, piange, minaccia, invita, lancia messaggi. E’ infaticabile. Riesce a parlare contemporaneamente in continenti diversi». E, ancora: “si profila, dentro questa idolatria, [...] l’archiviazione della Bibbia che ormai è sostituita con la corona del rosario. Ecco come nasce, anzi si sviluppa, una nuova religione”. La cosa, pare evidente, fa frullare non poco i coglioni al don che arriva, in modo alquanto esplicito, financo a prendersela con i suoi più alti superiori. Ma c’è dell’altro. Sul finire del post, l’incauto prete prova anche a suggerire come cura per arginare questa nuova ondata mariana, “la lettura biblica assidua e seria e l’uso della ragione”. Ora – e sia questo solo un consiglio che vale pure come chiosa – passi per la prima prescrizione ma la seconda – l’uso della ragione, dico – è, a mio avviso, cosa assai pericolosa ché così facendo si rischia di mandare a puttane l’intero magistero e non solo la neo-deriva mariana.

Io, caro don Franco, al posto suo procederei con più cautela e mi fermerei al primo consiglio. Poi, faccia lei.

un cane…


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«Senti, senti Castello come spara! / Senti Montecitorio come sona! / È sseggno ch’è ffinita ’sta caggnara, / E r Papa novo ggià sbenedizziona. // Bbè? che Ppapa averemo? È ccosa chiara: / O ppiù o meno, la solita canzona. / Chi vvòi che ssia? Quarcantra faccia amara, / Compare mio, Dio sce la manni bbona. // Comincerà cor fa’ aridà li peggni, / Cor rivotà le carcere de ladri, / Cor manovrà li soliti congeggni. // Eppoi, doppo tre o cquattro sittimane, / Sur fà de tutti l’antri Santi-Padri, / Diventerà, Ddio me perdoni, un cane ».

Giuseppe Gioacchino Belli, L’upertura der Concrave, 1831

Olé…

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«A través de mi tío he descubierto la hipocresía de la Iglesia, que predica una cosa y hace la contraria. Mi tío no se cansa de repetir que la familia es sagrada, que hay que respetarla y luchar por ella, pero luego él desprecia y abandona a la suya».

Magdalena Rouco , 05 maggio 2008

La tipa – de gustibus non est disputandum – non ha assolutamente il fisico, però un bloguzzo anticlericale potrebbe, tranquillamente, permetterselo ché un’altra bordata come quella di oggi e al povero zietto gli parte una coronaria (e lo zucchetto).

Nondum matura est, nolo acerbam sumere…

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…baciare una donna

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«Ma se rifiutiamo di toccare lo sterco o un flemmone anche con la punta del dito, come possiamo desiderare di baciare una donna, creatura di sterco?»

San Oddone da Cluny

le facce…


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«Non sono le idee che mi spaventano, ma le facce che le rappresentano»

Leo Longanesi

così fan tutte…


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Ogni volta che tento una bella conversione alla don Rodrigo, accade – la cosa, mi raccomando, rimanga tra di noi – qualcosa che me ne svia (segno evidente – ne converrete – che la cosa “non s’adda fare”). Stavolta è stata un’intervista a Claudia Koll andata in onda, una di queste sere, o da Enrico o da Bruno (forse). Ascoltavo la convertita e ne miravo i lineamenti (e i cambiamenti – e che cambiamenti!) e mi chiedevo se poi, a conversione avvenuta, non avessi parlato anch’io a quel modo, con gli occhi spalancati, la faccia intristita, la voce estasiata… Insomma, questa volta, mi son posto un problema di stile e, liberatoriamente, indiscutibilmente e perentoriamente ho mandato la conversione (e la convertita) a cagare. In un certo qual modo, stavolta, ho avuto culo.

È senz’altro giusto…


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“È senz’altro giusto il consiglio che hai dato alle donne, dicendo che esse non devono lasciare un marito adultero e sposarne un altro [...]; anzi, devono sopportare il coniuge benché infedele, o sembrerà che vogliano approfittare di questa occasione per passare da un uomo all’altro; infatti difficilmente troveranno da sposare un uomo diverso da quello che hanno lasciato, perché gli uomini sono molto inclini a questo vizio.”

Agostino di Ippona, I connubi adulterini (I, 6, 6)

scroccapagnotte…

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Legittimo è il desiderio del necessario, e il lavoro per arrivarci è un dovere: «se qualcuno si rifiuta di lavorare, non deve neanche mangiare ».

Papa Paolo VI

ballottaggio…


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Ammesso che si voglia mettere la questione proprio in questi termini, non c’è sfida: vuoi mettere il fascino del rosario appeso al collo in contrapposizione a quello di una crociuzza celtica?

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