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si difese…

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«[L]a vera lotta, il combattimento radicale Padre Pio ha dovuto sostenerli – ha detto Benedetto XVI ieri, durante l’omelia – non contro nemici terreni, bensì contro lo spirito del male. Le più grandi tempeste che lo minacciavano erano gli assalti del diavolo, dai quali egli si difese con l’armatura di Dio con lo scudo della fede, la spada dello Spirito…» e qualche goccia di acido fenico.

[...]

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Il liberalismo e la democrazia occidentale non sono serviti a realizzare gli ideali dell’umanità. Oggi queste due dottrine hanno fallito. I più perspicaci riescono già a sentire il suono del frantumarsi e crollare dell’ideologia e delle idee dei sistemi democratici liberali. [...] Che ci piaccia o no, il mondo gravita intorno alla fede [...]. Noi crediamo che un ritorno agli insegnamenti dei divini profeti sia l’ unica via per la salvezza.

Mahmoud Ahmadinejad, 10 maggio 2006

nessun tipo di problema religioso…

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«Io sono profondamente e coscientemente ateo, e non ho nessun tipo di problema religioso. Anzi, attribuirmi una tranquillità spirituale di tipo religioso è innanzitutto non capirmi, e poi offendermi». Così Luis Buñuel (Vie nuove, 31.01.1963). Ecco, senza dover aggiungere altro, questa mi pare la migliore risposta a chi s’ostina coi soliti paralogismi – assai fessi, invero – a voler considerare l’ateo un credente in altro.

…un regime senza Dio

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“Tanti Ebrei, madri, padri, mariti, mogli, fratelli, sorelle, amici, furono brutalmente sterminati sotto un regime senza Dio che propagava un’ideologia di antisemitismo e odio. ”

Benedetto XVI, 14 maggio 2009

…guardie svizzere

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La Guardia svizzera potrebbe aprire le porte alle donne, anche se in un futuro non troppo vicino: «l’ingresso delle donne – è il Comandante delle Guardie Svizzere a parlare – porrebbe problemi logistici di non poco conto e di non immediata risoluzione, dato che gli attuali spazi destinati agli alloggi delle Guardie bastano appena per gli attuali 110 militari maschi. La convivenza in caserma tuttavia può avere qualche problema, ma ogni problema si può risolvere». Lascio da parte il modo in cui s’intendono risolvere questi problemi – la cosa, per il momento, non m’interessa, anche se… lasciamo perdere. È altro quello su cui s’appunta la mia attenzione perché mi pare abbastanza scontato che in questo modo – aprendo le porte alle donne, dico – si mandi allegramente a puttane il pensiero di quel sant’uomo di Tommaso d’Aquino: la donna non era un errore della natura? una che era fisicamente e spiritualmente inferiore? una specie di uomo mutilato, fallito e mal riuscito? E il comandante – ogni problema si può risolvere – mi sta forse dicendo che una così saprebbe difendere, acriter et fideliter, quel pezzo d’uomo del Pontefice?

…possibile?

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«Se pensiamo a tutti i grandi uomini che hanno fatto la storia, me ne dica uno che non ha i suoi vizietti». Così don Antonio Zuliani, l’ottantottenne guida spirituale di Berlusconi che nel corso dell’intervista rilasciata a la Repubblica giustifica l’amico, lo perdona e prova pure a smontare le accuse: «È una vicenda privata da rispettare…”. Ma come da rispettare? Nemmeno don Zuliani mi mette una buona parola per cercare di riappacificare i due sposi? E che cazzo è successo? Possibile che di botto non si riesce più a trovar nemmeno un pretuncolo disposto a difendere l’istituto del matrimonio? Tutti pronti a giustificare l’uno o ad accusare l’altra e nessuno, invece, che cerca di ricucire lo strappo tra i due? Per fortuna che c’è Vespa sempre lì, pronto ad offrire la sua spalla e i suoi conforti spirituali (e non) ché altrimenti ’sti due piccioncini se la sarebbero vista brutta: costretti a scornarsi, da soli, nel silenzio della loro casa. Roba da tragedia greca, insomma.

dietro l’angolo…

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“Durante la visita del Papa, alle 10.10, c’è stata – riportano le cronache – una scossa di magnitudo 2.7 con epicentro vicino a L’Aquila”.
In genere i viaggi di Benedetto XVI mi danno sempre una certa eccitazione; eccitazione – mi pare giusto precisare – concentrata, per lo più, ai decolli e agli atterraggi. Questo di oggi, invece, è un viaggio sui generis – spasimo fino e grosso pathos ben distribuiti su tutta la durata della visita ché, capirete, l’occasione buona può essere acquattata anche dietro l’angolo.

però…

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“La Chiesa ha il diritto, come chiunque altro, d’intromettersi nella politica, però deve essere consapevole che allora sarà giudicata con criteri politici.”

Leszek Kołakowski, da Valori cristiani o chiesa totalitaria?, 2000

…è da criminali o da imbecilli?

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«Il governo non replicherà alle critiche del Vaticano poiché ha chiarito la sua posizione nella risoluzione che ha votato la Camera» (ansa del 17-04-2009 ore 17:02). Detto in altri termini – assai meno diplomatici: col rammarico espresso dalla Segreteria di Stato Vaticano ci puliamo il culo.
Di cosa si tratta? Qual è la materia del contendere? L’avrete certamente intuito. Stiamo parlando della critica mossa da parte del governo belga a Benedetto XVI circa le dichiarazioni rilasciate da quest’ultimo sull’uso del preservativo che – testuali parole del pontefice – “aggrava il problema” dell’Aids.
Mentre in Italia si fa ( stranamente? ) finta di nulla – tutti a fischiettare con le mani in tasca –, in tutti i paesi europei civili monta prepotente l’indignazione contro le irresponsabili parole dette dal vecchio in gonnella bianca. Il fronte avanzato di questa protesta è il Belgio: il Parlamento, infatti, vota una risoluzione che impegna il governo ad esprimere una critica ufficiale al Vaticano. Tanta è l’indignazione che la risoluzione passa a larga maggioranza (bipartisan, si direbbe in Italia) e il portavoce del ministero degli Esteri belga inoltra la critica alla Segreteria di Stato Vaticano. La risposta – il Vaticano “prende atto con rammarico” della risoluzione belga – non si fa attendere: «Il Santo Padre rispondendo ad una domanda circa l’efficacia e il carattere realista delle posizioni della Chiesa in materia di lotta all’Aids, ha dichiarato che la soluzione è da ricercare in due direzioni: da una parte, ecc.». Un untuoso giro di parole per non rispondere nel merito alla critica che veniva mossa a Sua Santità – è da criminali o da imbecilli dire che il preservativo “aggrava il problema” dell’Aids? Domanda oziosa? Può essere. Per ora, mi accontento di sapere che il governo belga “non replicherà alle critiche del Vaticano”.

non appena…

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Colomba Vitocco – l’avrete sicuramente saputo – è una 95enne aquilana che s’è ostinatamente rifiutata di lasciare la sua casa sfiancata dalle scosse, mettendo così in serio pericolo la sua vita. Ci sono volute 24 ore di duro lavoro – un convincimento lento e continuo, immaginiamo – prima che la vecchietta si decidesse a lasciare la sua tana. Lavoro inutile – dicono le cronache – ché la signora dopo essere stata trasferita in un centro di prima accoglienza è riuscita a far perdere le sue tracce.
Le notizie, purtroppo, non vanno oltre – a quanto ci è dato di sapere, la donna è ancora dispersa – e a noi piace immaginare che la signora sia riuscita a ritornare a casa sua, tra le sue cose. Dice: perché ci racconti ciò? È che riflettevo su un fatto. Metti che qualche calcinaccio le fosse rovinosamente crollato addosso e l’anziana signora fosse caduta in stato vegetativo permanente, tutto sarebbe stato (oltre che più facile) molto più semplice da gestire: qualunque pretesa sul corpo della donna sarebbe stata moralmente legittima e (più che) legale. Anche nella tragedia del terremoto, insomma, sorge prepotente tutto il paradosso di una legge ridicola e assurda: se sei cosciente e hai forze a sufficienza da spendere – se scalci come un puledro inferocito nessuno arrischia i coglioni per venirti a salvare, stanne certo –, sei libero di mettere in serio pericolo la tua vita; quando ti riduci a un rottame in stato vegetativo persistente, sei costretto a sopravvivere nella massima sicurezza, anche contro la tua volontà – protetto da te stesso. Muri invisibili che non temono sismi ti abbracciano sicuri, per strapparti alla morte e per consegnarti ad una non vita. Insomma – giusto per farla breve – puoi decidere di vegliare la tua casa sfiancata dal sisma fino al punto di mettere in pericolo la tua esistenza e nessun buon cristiano verrà lì a protestare o a costringerti alla sua dolce violenza di metterti in sicurezza contro la tua volontà; ma attenzione! Non appena il tuo corpo è privato della coscienza non ci sono cazzi: ti ritrovi in un letto d’ospedale, con un tubo di plastica ficcato in gola e la tua casa invasa da bottigliette d’acqua e mozziconi di candele ché – il concetto è chiaro – hai prerogative sulla tua casa privata della staticità, non sul tuo corpo privato della coscienza.