Archive for the 'Chiesa' Category

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si flagellava…

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Slawomir Oder, postulatore della causa di beatificazione di Karol Wojtyla, nel suo libro – titolo dell’opera: Perché è santo per i tipi di Rizzoli – ci rivela che il Santo Padre si flagellava: «Era lui stesso a infliggere al proprio corpo disagi e mortificazioni… Non di rado passava la notte coricato sul nudo pavimento». Ancora: «Nel suo armadio, in mezzo alle tonache, era appesa sull’attaccapanni una particolare cintura per i pantaloni, che lui utilizzava come frusta e che faceva portare sempre anche a Castel Gandolfo».
L’abitudine del papa di infligersi mortificazioni corporali, però, sui giornali (stranamente? ) passa in secondo piano. Tra le rivelazioni nel libro, infatti, fa più rumore una lettera con cui il pontefice, stanco e malato, firmava le sue dimissioni. Cioè: su un piatto della bilancia, il disagio esistenziale con tutte le sue manifestazioni autolesionisctiche e, sull’altro, la rinuncia ad un incarico per gravi motivi fisici. E questi che fanno? Mi fanno pendere la bilancia dal lato più logico – le dimissioni, per un soggetto anziano sottoposto a forti carichi psicofisici, mi sembrano un fatto ovvio e condivisibile. Vuoi vedere che siamo diventati insensibili? o – chiedo ancora – che ’ste frustate non sono altro che un banale capriccio di “vanitas” che, come tale, imbarazzano i santi palazzi?

Il che è tutto dire.

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Io sono il Gesù eterno, cioè il sacro verbo rinato con ossa e carne” e, ancora, “tutto il mondo sarà distrutto entro questo secolo”, e vabbe’, siamo al delirio, e a noi non ci viene né caldo né freddo – figurarsi: abbiamo talmente tanto pelo folto sullo stomaco, noi. Ma quando il lupo grigio ha il coraggio di dire che “la Bibbia è piena di errori” e aggiunge “Io scriverò la Bibbia perfetta” il tipo mi diventa talmente ridicolo e buffo che al confronto Bossi, quando parla di riforme per il federalismo, ci guadagna un profilo da gigante del pensiero. Il che è tutto dire.

magi (ossia astrologi)

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Gesù era nato in Betlemme di Giudea, all’epoca del re Erode. Dei magi d’Oriente arrivarono a Gerusalemme, dicendo: «Dov’è il re dei Giudei che è nato? Poiché noi abbiamo visto la sua stella in Oriente e siamo venuti per adorarlo. »

Matteo 2,1-12

“…la nostra speranza non fa conto su improbabili pronostici.”

Benedetto XVI, 03.01.2010

Falla girare, falla girare, falla girare…

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Raccolgo l’invito a far girare in rete questa notizia di Luigi Tosti, “…così che tutti la possano vedere”.

16 ottobre 1943

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Era il 16 ottobre 1943. «La grande razzia nel vecchio Ghetto di Roma cominciò attorno alle 5,30» [¹] . A quell’ora, il Venerabile dormiva ancora.

[¹] da F. Cohen, 16 ottobre 1943. La grande razzia degli ebrei di Roma

i pensieri si incupiscono…

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La Ru486 in Gazzetta Ufficiale, ingiustizia è fatta
Abruzzo: «Troppi ritardi». Le accuse di Bertolaso.
Grecia, la bomba del debito
Ennesimo suicidio in carcere. La moglie: «È stato pestato».

Sono appena le 9:00 e questi, nell’ordine, i titoli che si possono leggere nella home page de l’Avvenire. E il capo della baracca [*] mi viene a dire: “Ogni giorno attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perchè il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono.”
Che faccia di culo, nevvero?

sindrome di Stoccolma…

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“L’impegno della Chiesa nella vita sociale è essenziale per la società italiana.”

Giorgio Napolitano, 8.12.2009

che sagoma!

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«La ricostruzione dei fatti descritti nella nota, oggi posso dire, non corrisponde al contenuto degli atti processuali». Così, oggi, Vittorio Feltri su “Il Giornale”. E ancora: «Da quelle carte, Dino Boffo non risulta implicato in vicende omosessuali, tantomeno si parla di omosessuale attenzionato. Questa è la verità. Oggi Boffo sarebbe ancora al vertice di Avvenire. Inoltre Boffo ha saputo aspettare, nonostante tutto quello che è stato detto e scritto, tenendo un atteggiamento sobrio e dignitoso che non può che suscitare ammirazione». Insomma, che è accaduto? È accaduto che Feltri ammette d’essersi divertito a lanciare pezzi di merda – e che pezzi – sul “sobrio” Boffo, d’avere scritto il falso, ma, con quella faccia di bronzo che si ritrova, evita di trarne le dovute conseguenze.
Che sagoma, ’sto Feltri! Uno così non vuoi farlo direttore de “Il Giornale”?

si flagellava…

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In prima pagina su La Stampa di stamani [*], rubricata come Rivelazione, si legge: “Papa Wojtila si flagellava per penitenza. La suora-governante: a Castel Gandolfo sentivo l’eco dei colpi dalla mia stanza”. Ammesso e concesso che la mortificazione di sé stessi sia un diritto inalienabile, e libera sia la scelta del piercing clitorideo o delle frustate, non si capisce perché la pratica – nella fattispecie frustarsi a sangue, non il piercing clitorideo – sia stata tenuta nascosta per tutto questo tempo.
Di Wojtila, ricordo al lettore, c’hanno raccontato di tutto; nei giorni che precedettero la sua morte, tanto per dire, mancava poco che Vespa non ci mostrasse, uno a uno, i peli del suo – di Wojtila, intendo – santo culo. Vuoi vedere che le frustate del papa imbarazzano i santi palazzi? e che ’ste pratiche di mortificazione corporali tanto care ai numerari dell’Opus Dei, sotto sotto, non sono altro che un banale capriccio di “vanitas”?

alla sfera del privato…

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Torno su una questione che ho già affrontato in uno dei post precedenti per una breve in cronaca apparsa su la Repubblica, di stamani: “Brianza, sindaco multa i presidi che non appendono i crocifissi” (la Repubblica, pag. 23 – quasi più lungo il titolo dell’intero articolo).
A mo’ di nota: se la religione fosse limitata alla sfera del privato, l’intera vicenda del crocifisso appeso ai muri delle aule scolastiche, sarebbe inconsistente; il groviglio di accuse e risentimenti sollevati dalla sentenza dell’Unione Europea sarebbe sciolto, anzi, non farebbe affatto groviglio, ché se uno Stato deve assicurare a tutte le confessioni religiose parità di diritti (per aver rinunciato ad avere – appunto – una “religione di Stato” ), imporre il confino alla sfera privata della religiosità, a me – fuor d’ironia – pare la soluzione più sensata – oltre che l’unica praticabile. Basterebbe – a voler esemplificare il concetto – che s’applicasse lo stesso principio che viene applicato alla vita sessuale¹ : puoi scopare come ti pare, ma non in un luogo pubblico.
Purtroppo, però, sono in molti a scartare a priori l’eventualità di confinare la religione alla sola vita intima dell’individuo, perché l’ipotesi è considerata laicista. E allora, visto che dobbiamo scartare la più ragionevole delle ipotesi, tutti dovrebbero tollerare tutto: via i crocifissi dai luoghi pubblici. Senza scassare il cazzo a nessuno.

¹ Del resto religione e sesso non sono forse aspetti fondamentali della vita più intima di un individuo?