Archivi delle categorie Pensieri sparsi

per legge…

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Non faccio mai eccezioni. Un’eccezione
dimostra la falsità della regola.

Arthur Conan Doyle

«Ho celebrato quattro messe in un giorno!». Si giustifica così M.C., 41 anni, beccato con un tasso alcolico di 0.8 – quello consentito per legge è di 0.5. Col massimo rispetto, è una giustificazione del cazzo e assai fuori luogo, pretuzzo mio caro, ché la legge parla chiaro: dopo i 0.5 non puoi guidare, scatta l’ammenda e il ritiro della patente: sei un pericolo per te e (soprattutto) per gli altri.
Che tu sia prete o ragazzotto scapestrato non importa – non è quello il punto in questione: che tu abbia celebrato quattro messe o abbia fatto quattro salti in discoteca la cosa è irrilevante: con 0.8 in circolo nel tuo corpo non puoi guidare. Per legge. (Almeno così dovrebbe essere. Spero.)


Sono certo che il giudice di pace a cui il prete si rivolgerà – perché ci sarà ricorso, ovviamente – saprà trovare il calilluzzo del cazzo per ridargli la patente, annullare l’ammenda e pisciare sul codice.

non c’è ancora una notizia certa…

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«Ad urne chiuse voglio spiegare a voi telespettatori perché il Tg1, malgrado le polemiche, ha avuto una posizione prudente sull’ultimo gossip o pettegolezzo del momento: le famose cene, feste o chiamatele come vi pare, nelle dimore private di Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli o Villa Certosa. Il motivo è semplice: dentro questa storia piena di allusioni, testimoni più o meno attendibili e rancori personali non c’è ancora una notizia certa e tantomeno un’ipotesi di reato che coinvolga il premier e i suoi collaboratori. »

Augusto Minzolini, 22.06.2009

minzolinismo – neologismo nato a metà degli anni ‘90, inteso come forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte.

Annali del lessico contemporaneo, edizioni Esedra

dichiarazione di voto…

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E tu riusciresti a non esprimerti – o, addirittura, ad andare a votare NO – per l’abrogazione di qualunque parte di una legge definita “porcata” pure da chi ha avuto la faccia tosta di scriverla?

personalmente…

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Dicono che sia un fuori onda. Fuori onda un cazzo! Personalmente – sia concesso questo bruttissimo avverbio – credo che Berlusconi e Murdoch si facciano dei magnifici pompini a vicenda. Da una vita.

quando il popolo si riduce a plebe…

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A Napoli sono in vendita magliettine con la scritta «I love Papi». L’idea – dice il Corriere – è venuta ad un 29enne (tale Salvatore Finaldi) che gestisce il suo “piccolo e colorato” negozietto al centro storico di Napoli: «Ne ho già vendute una sessantina – dice Salvatore – e ho tante altre ordinazioni: chi vuole la stampa sulla polo, chi sulla felpa col cappuccio. [...] Quando Berlusconi ritornerà a Napoli, perché so che viene spesso, vorrei potergliene regalare una. È una persona di spirito, penso che la accetterà volentieri».
È il servo pronto a soddisfare il padrone ben oltre la norma che, di questi tempi, fa strada: anni e anni di finissimo rincoglionimento mediatico non possono che produrre tali storture comportamentali – e tra le mani, senza dover sudare più di tanto, ti ritrovi un popolo che si riduce a plebe. Felice d’esserlo.
Bisogna aver pazienza, tanta. Bisogna non stancarsi, mai.

mi paiono…

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La tipa – stando a quando si dice in giro – dovrebbe avere anche le prove delle prestazioni a pagamento eseguite (da lei e da altre ragazze) a favore del tappo che abbiamo a capo del governo. Non solo: leggo su la Repubblica che c’è poi anche una confidenza fatta dall’ex presidente Chirac, secondo il quale il tappo di cui sopra, nel mostrargli le camere di una sua villa, gli avrebbe detto: “Questo bidet non immagini quante paia di chiappe ha visto”…
Lasciamo da parte la politica e (per carità di dio) la morale – valuto la cosa solo sul piano estetico: certe furibonde scopate (pomp, pomp, zomp) disegnate su quei giornaletti-da-naja, mi paiono, al confronto, momenti di delicata poesia.

masochista…

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«Voterò “sì”, la risposta è ovvia. Il referendum dà un premio di maggioranza al partito più forte: vi sembra che io possa votare no? Nella domanda c’è già la risposta. Non si può pensare che io sia masochista. È vero, il problema non lo abbiamo posto noi, ma non possiamo rinunciare a questo vantaggio che ci hanno concesso»

Silvio Berlusconi, 28 aprile 2009

«La riforma della legge elettorale deve essere conseguente a quelle sul bicameralismo perfetto. Pertanto, non appare oggi opportuno un sostegno diretto al referendum del 21. »

Silvio Berlusconi, 09.06.2009

un briciolo d’immaginazione…

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Come risposta alle tante promesse – forse dovrei sbottonarmi un po’ di più, ma mi viene di fare l’ellittico – ho riposto, stamani, di buon ora, il mio voto nell’urna. C’ho ancora il segno vivo della matita con cui ho scritto sulla scheda, qui – guarda bene – sul dito che ti sto mostrando. È il dito medio, c’hai ragione, ma conto su un briciolo d’immaginazione.

miracolo…

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Ieri sera, guardando Ballarò, mi frullavano le palle – meno, mi par chiaro, di quanto frullassero a Sua Altezza Serenissima il ministro Sandro Bondi, ma mi frullavano lo stesso. Ora, però, vi scongiuro, non venitemi a scassare la minchia col vostro scetticismo materialistico: per me s’è trattato di un autentico miracolo.

il sollazzo…

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Scrive D’Avanzo, stamani, su la Repubblica: «Si può immaginare che a Palazzo Grazioli ci sia come “un’unità di crisi”, per lo meno dal 3 maggio quando Veronica Lario ha lanciato il suo j’accuse politico contro il marito premier». Uno staff di illustri professionisti «che mett[ono] insieme i cocci delle troppe contraddizioni; t[engono] i contatti con i protagonisti e sotto controllo coloro che potrebbero diventarlo; influenza[no] il lavoro delle redazioni e la comunicazione politica; coordina[no] le dichiarazioni pubbliche e le interviste dei co-protagonisti; distribuisc[ono] servizi fotografici, utili a fabbricare una realtà artefatta». Insomma, a volerla spiegare in breve: un casino della madonna. Quando penso che il certosino lavoro di tutta questa brava gente è dovuto al sollazzo di un qualche centimetro di cazzo, mi viene da ridere e da piangere. Insieme, per giunta.