Archive for the 'Personale' Category

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dichiarazione di voto…

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E tu riusciresti a non esprimerti – o, addirittura, ad andare a votare NO – per l’abrogazione di qualunque parte di una legge definita “porcata” pure da chi ha avuto la faccia tosta di scriverla?

un briciolo d’immaginazione…

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Come risposta alle tante promesse – forse dovrei sbottonarmi un po’ di più, ma mi viene di fare l’ellittico – ho riposto, stamani, di buon ora, il mio voto nell’urna. C’ho ancora il segno vivo della matita con cui ho scritto sulla scheda, qui – guarda bene – sul dito che ti sto mostrando. È il dito medio, c’hai ragione, ma conto su un briciolo d’immaginazione.

miracolo…

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Ieri sera, guardando Ballarò, mi frullavano le palle – meno, mi par chiaro, di quanto frullassero a Sua Altezza Serenissima il ministro Sandro Bondi, ma mi frullavano lo stesso. Ora, però, vi scongiuro, non venitemi a scassare la minchia col vostro scetticismo materialistico: per me s’è trattato di un autentico miracolo.

monadologia

Dio non è in ogni luogo. Gli stronzi sì.

di coglioni e di furbi…

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Ridiamo insieme alle spalle
di questi coglioni che possiedono
l’orbe terracqueo; il mondo è fatto
a rovescio, come quei dannati di
Dante che avevano il culo dinanzi
ed il petto di dietro

Giacomo Leopardi, Operette morali


Proprio nel mentre ti capita di essere attorniato da certi personaggi – voglio dire: solo a ritrovarsi accerchiati – si fa un po’ la figura da coglione (oltre a sentirsi trattato da tale). E – chiedo a te, mio caro lettore – a chi piace fare la figura del coglione? Tanto per dire: il coglione tipo è quello che si ferma allo stop, rispetta le file, chiede lo scontrino fiscale, paga le tasse, non posteggia negli spazi riservati ai disabili, chiede un lavoro senza raccomandazione, crede che l’onestà sia premio a se stessa… meglio fermarsi, va’.
Tocco finale, con retrogusto tautologico: il coglione è proprio un coglione. Ma – e qui ti lascio il mio dubbio – che ne sarà di questo strano mondo quando i coglioni si estingueranno e saremo tutti dei furbi?

Rari nantes in gurgite vasto

Pare ancora di sentirla quella voce che ha gridato: “Terra!”. Carichi di speranze, sospinti da una scintilla vitale, ci siamo ritrovati tutti sul ponte. In silenzio. Avvolti dall’innaturale sciabordio che ancora solletica le fiancate della nostra nave. “Terra!”. Quel grido ci riempie ancora la testa. “Terra!”. Ma era soltanto un banco di nebbia che un pallido raggio di sole – uno solo, n’è bastato – ha dissolto sotto lo sguardo sbigottito e atterrito di noi tutti.
Ci muoviamo, lentamente ripetiamo gli stessi gesti di sempre. Ci illudiamo di governare lo scafo ma è lui che ci governa. Tutto intorno a noi sembra vivo. Tranne noi. Le assi del ponte pulsano, si muovono e scricchiolano perché percorsi da sovrumani brividi: il legno è caldo, umido e vibrante. Noi, lentamente, ci muoviamo perché sospinti da forze devastanti – ridotti a parte dei processi vitali di quest’organo che galleggia in un primordiale brodo amniotico.
Quando l’acqua e i viveri sono terminati ci siamo rassegnati, serenamente, a farci divorare del cancro della fame. Oramai è la follia dell’arsura a spingerci a succhiare l’umidità dalle corde. Siamo ancora vivi! – almeno è questa l’illusione che ci raccontiamo. Un’osmosi metabolica ci permette di conservare un precario equilibrio vitale. Siamo tutti vittime di una mostruosa metamorfosi: una corazza dura protegge il nostro corpo e dai pori della pelle – quella non protetta dalla corazza – secerniamo uno schifoso muco denso e appiccicoso: strisciamo per non doverci affaticare troppo. Siamo, oramai, ciò che non fummo mai. La certezza di non trovare più una terra emersa ha liberato il nostro Io preumano e con esso, ora, ci tocca il confronto. In balia del nulla, governati dal niente e costretti a compararci col nostro mostruoso alter-ego, il nostro doppio. Rari nantes in gurgite vasto.

nessun tipo di problema religioso…

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«Io sono profondamente e coscientemente ateo, e non ho nessun tipo di problema religioso. Anzi, attribuirmi una tranquillità spirituale di tipo religioso è innanzitutto non capirmi, e poi offendermi». Così Luis Buñuel (Vie nuove, 31.01.1963). Ecco, senza dover aggiungere altro, questa mi pare la migliore risposta a chi s’ostina coi soliti paralogismi – assai fessi, invero – a voler considerare l’ateo un credente in altro.

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Prometeo: Ho impedito agli uomini di prevedere la loro sorte mortale.
Coro: Che tipo di farmaco hai scovato per questa malattia?
Prometeo: Ho posto in loro cieche speranze

Eschilo, Prometeo incatenato

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“Solo i codardi chiedono al mattino della battaglia il calcolo delle probabilità; i forti e i costanti non sogliono chiedere quanto fortemente né quanto a lungo, ma come e dove abbiano a combattere.
Non hanno bisogno se non di sapere per quale via e per quale scopo, e sperano dopo, e si adoperano, e combattono, e soffrono così, fino alla fine della giornata, lasciando a Dio gli adempimenti.”

Cesare BalboLe speranze d’Italia

…un regime senza Dio

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“Tanti Ebrei, madri, padri, mariti, mogli, fratelli, sorelle, amici, furono brutalmente sterminati sotto un regime senza Dio che propagava un’ideologia di antisemitismo e odio. ”

Benedetto XVI, 14 maggio 2009