Archive for the 'Politica' Category

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per colpa di Berlusconi…

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(ANSA) – ROMA, 7 MAR – “Cambiare le regole del gioco mentre il gioco è già in atto è altamente scorretto” – sostiene la Cei. “Perchè – spiega Monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara del Vallo, e presidente per gli Affari Giuridici della Cei, in un intervento su Radio Vaticana sul rapporto tra voto elettorale e democrazia – si legittima ogni intervento arbitrario con la motivazione che ragioni più o meno intrinseche o pertinenti mettono un gioco un valore”.

[Ma tu guarda se uno per colpa di Berlusconi deve dar ragione ad uno che si lascia fotografare con la gonnella, la collana pacchina e il sorriso da puttanone d'antan...]

…incostituzionale?

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Prego notare l’indirizzo interpretativo che il legislatore fornisce a ciò che debba intendersi per convalida di autenticità: “Le firme si considerano valide anche se l’autenticazione non risulti corredata da tutti gli elementi richiesti […]. La regolarità dell’autenticazione delle firme non è comunque inficiata dalla presenza di un’irregolarità meramente formale quale la mancanza o la non leggibilità del timbro dell’autorità autenticante, del luogo di autenticazione nonché della qualità dell’autorità autenticante” [*].
Prego, come dite? Oh, sì, avete capito bene: le firme sono valide anche quando non valide. Tutto questo vi pare incostituzionale? Siete in errore ché tutto questo è un insulto alla logica – altro che incostituzionale – e poiché stamane mi sento leggero, per nulla pedante, mi taccio – non prima di aver invitato il legislatore ad andare a far pompini ad Aristotele.

…altrimenti?

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A commento del via libera al decreto interpretativo, Bersani dichiara: “Il centrodestra non si azzardi a parlare di complotti e a scaricare il problema”. Altrimenti?
Ecco, conviene chiuderlo qui il post e passare ad altro, perché sennò devo mandare a cagare pure a Pier Luigi.

simbolo…

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“Queste approvate sono norme interpretative. Non c’è nessuna modifica della legge elettorale, nessuna modifica delle procedure in corso, nessuna riapertura dei termini. Abbiamo approvato interpretazioni per consentire al Tar di applicare la legge in modo corretto”. Così il ministro Maroni per presentare il decreto che dà il via libera alla candidatura di Formigoni in Lombardia e forse la riammissione alla lista del Pdl nel Lazio.
Sia consentita una riflessione personale – roba di poche battute, prima di correre al cesso a vomitare: potendo, nel simbolo del Pdl toglierei quello sfondo azzurrino e ci piazzerei una bella Faccia di Culo.

come cazzo gli pare…

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Diciamocelo chiaramente: se una legge dà fastidio è burocrazia. Dice: “ma è uguale per tutti”. Si, fino a quando non la si cambia. E quand’è che la cambiano? Quando sta sul cazzo a loro, quando rompe gli equilibri, le dinamiche sociali. Diamine, però, pure ‘ste leggi: uno non solo presenta le firme – quando le presenta – poi queste dovrebbero pure essere autentiche: e che cazzo, un po’ di scioltezza, via. Pure con gli orari, dico: cosa sono tutti questi formalismi?
Fuori dai denti: questa è gente abituata a pisciare sulla Costituzione, a far saltare il banco se le carte non sono truccate, a comprare le sentenze; figuriamoci se non riusciranno, con qualche sotterfugio, ad abborracciare qualche cosa. Si presenteranno alle elezioni, ne son certo. Del resto – guardatevi attorno, vi prego – è la maggioranza del paese che ragiona come loro, che si rispecchia nel loro modo di fare (come cazzo gli pare). Sicché, da qui alle prossime ore, aspettiamoci di tutto. Turandoci il naso e parandoci il culo.

qui mi censuro…

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Sulla vicenda delle liste del Pdl non ammesse, interviene Renato Schifani augurandosi che “sempre nel rispetto delle regole prevalga la sostanza sulla forma quando la forma non è essenziale”. (la Repubblica, 02.03.2010). Di grazia, allora, si può sapere quand’è la forma va considerata essenziale? e quand’è che – soprattutto – non lo è?
Non ci tengo a fare la figura del saputello, ma a me pare che il ragionamento del senatore – si direbbe nel gergo tecnico-scientifico – “piscia da tutte le parti”.
E questo sarebbe il Presidente del Senato? la seconda più importante carica dello Stato Italiano? – e qui mi censuro.

fatti sentire…

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Consiglierei ai sostenitori dell’iniziativa di buttare giù una micidiale sorsata di Coca Cola dopo una abbondante mangiata di ciccioli fritti. Sai che solenne rutto ne viene fuori? Hai voglia a dire “fatti sentire”.

della libertà…

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«Stai zitto! Milioni devi stare zitto, muto: hai capito?». L’intervista ad Alfredo Milioni merita d’esser letta per intero.

l’unica cosa strana…

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Sono convinta – ha dichiarato Renata Polverini sui fatti della mancata presentazione delle liste del Pdl per le elezioni regionali – che si tratti solo di un fatto burocratico. Non credo che al Pdl, il maggior partito del Lazio e di Roma, possa essere impedito l’accesso alla competizione elettorale. La burocrazia non uccida la democrazia. Lancio un appello al capo dello Stato: garantisca a tutti i cittadini, anche quelli del Pdl di esprimere il proprio voto”.
Signora Polverini, lei ama arrampicarsi sugli specchi, a quanto pare. Ci considera davvero dei fessi? Suvvia non faccia l’offesa, non mi metta su il musetto triste e, soprattutto, non scassi il cazzo al Presidente ché in questa vicenda della mancata presentazione delle liste, l’unica cosa strana – davvero singolare, oserei dire – è che sia stata fatta rispettare la legge.

la “prospettiva diversa” di Schifani…

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Il centrodestra, in culo alle questioni di principio, scarica il senatore Di Girolamo, parlamentare eletto a Palazzo Madama nella Circoscrizione “Europa”. La questione è nota: il presidente del Senato, in seguito alla richiesta di autorizzazione all’arresto da parte della magistratura, ha scritto una lettera al presidente della Giunta per le immunità – on. Marco Follini – per invitarlo a riprendere il “dossier Di Girolamo” che era stato accantonato nel gennaio del 2009 in attesa di sviluppi delle indagini sulla stessa elezione del parlamentare. «È possibile – scrive Schifani – che la richiesta di autorizzazione (all’arresto, ndr) contenga nuovi e rilevanti elementi tali da inquadrare in una prospettiva diversa l’intera vicenda dell’elezione del senatore Di Girolamo. La invito quindi – suggerisce Schifani a Follini – a sottoporre all’ufficio di presidenza della giunta l’eventualità di riprendere sollecitamente l’esame della questione relativa alla contestazione e alla proposta di annullamento di tale elezione affinchè della questione stessa possa essere investita l’assemblea già nel corso della prossima settimana». Ho letto bene? E allora mi si faccia capire: quale sarebbe adesso la “prospettiva diversa”? Vuoi vedere che il presidente del Senato si riferisce ai contenuti delle intercettazioni telefoniche? Cosa davvero degna di un gran “oooh!”, ché se così fosse, Schifani (adesso o, per meglio dire, per questo caso) considera le intercettazioni decisive come prove – in culo al fatto che s’era detto che sono una intollerabile violazione della privacy. ‘Sta faccenda oltre ad complicata assai è ricca di contraddizioni da conciliare. Una per tutte: l’eletto del popolo non è sacro? Sarà che sono ipersensibile, ma ho i brividi: roba che i peli in culo restano schiacciati come quando passa l’Ufo sul campo di grano.