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«La data odierna ci invita a riflettere sulla condizione della donna e a rinnovare l’impegno, perchè sempre e dovunque ogni donna possa vivere e manifestare in pienezza le proprie capacità ottenendo pieno rispetto per la sua dignità».

Benedetto XVI, 8.3.2009

La donna è un animale né saldo né costante; è maligna e mira ad umiliare il marito, è piena di cattiveria e principio di ogni lite e guerra, via e cammino di tutte le iniquità.

Sant’Agostino

soltanto per la paura…

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Chi ha delle azioni e non ha bisogno di fare cassa immediatamente si deve più o meno tranquillamente tenere le azioni nel cassetto e aspettare che passi questa crisi. Se si continua a dare l’impressione che la crisi sia assolutamente tragica questo non fa che spaventare le persone che forse, soltanto per la paura, rischiano di cambiare il loro stile di vita.

Silvio Berlusconi, 06.03.2009

stupro, aborto e scomunica…

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Riassumiamo. Una bambina brasiliana di nove anni è stata stuprata dal patrigno (la cosa pare andasse avanti da tre anni). La piccola è incinta di due gemelli. Com’è, come non è, la fanno abortire. L’arcivescovo José Cardoso Sobrinho s’incazza come un muflone e scomunica tutti. S’incazza? Come un muflone? E certo che s’incazza. Sentitelo. “La legge di Dio – ha dichiarato Sua Eminenzaè superiore a qualunque legge umana. Quindi se la legge umana, cioè una legge promulgata dagli uomini, è contraria alla legge di Dio, questa legge umana non ha alcun valore”. Che v’avevo detto? S’è incazzato. Ma lasciamo stare ché oggi non vogliamo fare polemiche: abbiamo la Luna in trigono con Saturno e ci sentiamo buoni. Continuiamo a leggere: “Tutte le persone che hanno partecipato all’aborto, compresa la madre della bambina (ma non la piccola), sono state scomunicate”. Ma come: l’Arcivescovo scomunica medici, paramedici, barellieri e mamma della ragazzetta e al patrigno – quello che ha ingravidato la bimba, dico – manco un cenno di condanna morale? Scusa, Eminenza illustrissima, non è che uno voglia far dispetto ai trigoni, però tu oltre a ragionare a cazzo di cane, tieni pure una grande faccia tosta.
Al solito: o m’incazzo o faccio spallucce. Faccio spallucce, va’.

i poveracci…

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Qualsiasi cosa si riesca ad arraffare è sempre meglio che niente. Con la crisi poi tutto fa brodo, ché tolto quello che si piglia la mafia e quello che si piglia la Chiesa, rimane davvero poca cosa – e col cazzo che Tremonti riesce a dare l’assegnuccio ai disoccupati. La coperta, cari miei, è corta – davvero uno straccetto – e i poveracci, in qualche modo, devono pur arrangiarsi.

è crisi…

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Ma com’è ’sta storia? Eppure più li guardi e più ti convinci che come stupratori erano perfetti. Dico: erano rumeni, avevano una faccia da spavento, erano tutti sporchi; il tipo stempiato, poi, con quel naso da pugile non poteva che essere uno stupratore, mentre l’altro – il biondino, dico – proprio una faccia da schiaffi! Insomma, lo ripeto, quei due ci avevano le carte in regola, erano perfetti – la parte, come dire, era tutta loro: mi sarei giocato la pensione. E invece? Invece salta fuori ’sto dettaglio del dna: “Le analisi disposte dalla procura di Roma – leggo da un’Ansa diffusa ieri – avrebbero avuto esito favorevole per Alexandru Loyos Isztoika, 20 anni, e Karol Racz, 36 anni, i due romeni accusati dello stupro della 14enne avvenuto il 14 febbraio scorso”. Roba da non crederci. Che delusione. Il mondo è sempre più un groviglio di relativismo, non si capisce più un cazzo, vacilla ogni fiero tetragono, antiche certezze si sfibrano e crollano all’unisono, vanno i maccheroni di sopra e il ragù di sotto: dove andremo a finire, signora mia? Manco dei propri pregiudizi uno può più fidarsi al giorno d’oggi. È crisi.

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Considerare la morte con calma vale solo se l’affrontiamo da soli. La morte in due non è più la morte, anche per chi non crede in Dio. Non strazia lasciare la vita ma lasciare ciò che le dà senso. Quando un amore è la nostra vita, che differenza c’è tra vivere insieme e morire insieme?

Raymond Radiguet, Il diavolo in corpo.

il mese prima…

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Le virtù del Pacelli, a quanto pare, non finiscono più. È notizia di ieri che sia stato “rinvenuto – lo leggo dal blog di Giacomo Galeazzo – in un monastero romano un documento, scritto, con le istruzioni di papa Pacelli durante le persecuzioni naziste”: si tratta – precisano le cronache – di una nota estratta del “Memoriale delle Religiose Agostiniane del Monastero dei Santissimi Quattro Coronati di Roma”. «Il Santo Padre – si legge in questa nota – vuol salvare i suoi Figli, anche gli Ebrei, e ordina che nei Monasteri si dia ospitalità a questi perseguitati». Dite che di raccomandazioni simili se ne troveranno altre? Forse no, perché – l’ha detto padre Peter Gumpel – si tratta di «una rara testimonianza». Suvvia, non disperate ché prima della firma del decreto di beatificazione da parte di Sua Santità qualche altra cosa salterà fuori; giusto per convincerci, definitivamente, che Pio XII non fosse poi quella gran merda d’uomo che si dice in giro. Evitiamo, però, di fare supposizioni (più o meno fallaci), “stiamo sul pezzo” e ritorniamo allo scritto che è stato appena ritrovato. Pare – e qui faccio mia l’ipotesi che questa “rara testimonianza” non sia un lurido falso – che la data in cui l’appunto fu vergato sia il lontano novembre del 1943: giusto giusto un mese dopo la razzia nel ghetto al Portico d’Ottavia. Già, un mese dopo… ‘Sta a vedere che quella pigna secca del Pacelli si sia pentito di non aver fatto un cazzo, il mese prima, per salvare “anche gli Ebrei” ?

le secchiate…

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Sandro Bondi ha dato del presuntuoso a Gianni Alemanno. Dalle colonne de la Stampa gli ha risposto Andrea Ronchi: “Non siamo presuntuosi, [ma] capisco che ci possono essere nervosismi o preoccupazioni”. Insomma, a tre settimane dal congresso fondativo monta la tensione tra Fi e An. Nei prossimi giorni? Non dico che s’arriverà alle manganellate ma qualche altra secchiata di merda volerà di sicuro.

…e questo è chiaro

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«Abbiamo un comandamento, il quinto, che dice non uccidere. Chi uccide un innocente commette un omicidio e questo è chiaro. Se Beppino Englaro ha ammazzato allora è un omicida; se non ha ammazzato Eluana allora non è un omicida.»

card. Javier Lozano Barragan, 27.02.2009

«Giovedi mattina in Campo di Fiore fu abbruggiato vivo quello scelerato frate domenichino de Nola, di che si scrisse con le passate: heretico ostinatissimo, et havendo di suo capriccio formati diversi dogmi contro nostra fede, et in particolare contro la Santissima Vergine et Santi, volse ostinatamente morir in quelli lo scelerato; et diceva che moriva martire e volentieri, et che se ne sarebbe la sua anima ascesa con quel fumo in paradiso. Ma hora egli se ne avede se diceva la verità.»

da l’Avviso di Roma, 19 febbraio 1600

quando tutto è Shoah, la Shoah è niente…

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Mette le mani avanti il vescovo di Augsburg, Walter Mixa. Intervistato, infatti, dal quotidiano “Fraenkischen Landeszeitung” dice: «L’Olocausto c’è sicuramente stato nella dimensione di 6 milioni di morti».
Osservate, signori, il vescovo in azione: prende lentamente i paletti e inizia a costruire lo steccato sul campo della discussione ché lui non è mica come quel negazionista lefebvriano suo compare. Assolutamente. Lui ci tiene subito a precisare che i morti ci sono stati. Ci tiene. E lo fa subito presente: mette, appunto, le mani avanti.
Appena messo su lo steccato, però, il presule prova ad appoggiarsi; ma ecco che come si appoggia, cade e fa il botto – un lampo di magnesio, presto, m’è caduto il vescovo: passatemi l’aceto ché sua eminenza s’è sentito male. Dice: forse pensava ai morti della Shoah e zac! un giramento di testa, tanto è sensibile… Macché, sentite come conclude: «… ma questa cifra – quella dei morti ebrei ammazzati – l’abbiamo già superata con gli aborti. Questi 9 milioni ci mancano». Lasciate perdere l’aceto, usatelo per condirvi l’insalata. Questo è peggio di quell’altro suo amico.
Delusi? E di che? Siamo alle solite: o è una cretinata o è una provocazione. O – e qui mi sia concesso l’insulto – è una provocazione cretina ché – per dirla col vicepresidente della Comunità ebraica tedesca, Dieter Graumann – «non si possono mettere donne e medici sullo stesso piano dei criminali nazisti». Si, certo, non c’è alcun dubbio: dev’essere una provocazione cretina. Roba degna di Giuliano Ferrara, insomma.