Archivi dei tag: ad personam

persecuzioni…

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«Dopo dieci anni di persecuzioni e di fango gettato addosso a me [...] voglio vedere ora – dice Silvio Berlusconi – chi dirà qualcosa. Chi risarcirà la mia immagine sporcata per dieci anni su tutti i giornali del mondo? Chi risarcirà le spese per gli avvocati, di trasporto e di trasferta?».
Si faccia consigliare
anche da Tremonti: una bella manovrina ad personam e tutto s’aggiusta. Mi creda.

per legge…

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«Si tratta - ha detto il guardasigilli, Angiolino Alfano - di un disegno che stabilisce la sospensione del procedimento penale e questo è possibile farlo con una legge ordinaria. I processi sono sospesi e la legge introduce un limite preciso e ineliminabile: la fine della legislatura».
A prescindere dalla propria tendenza politica, comunque la si pensi, da ieri sera è dato di fatto, incontrovertibile: la legge in Italia non è uguale per tutti. Non che prima le cose andassero diversamente, sia ben chiaro, ma da ieri sera tutto è scritto nero sul bianco nel Codice: la legge è uguale per tutti (o dovrebbe esserlo) fatta eccezione per le quattro più alte cariche dello Stato. Dice: e perché solo le prime quattro? la quinta no? Evidentemente, che vi debbo dire, non era così influente – la quinta carica, dico – da poterlo pretendere. Nulla da fare, quindi: s’attacchi! (e si lasci processare).
I comuni mascalzoni sono avvisati: in Italia per loro non c’è scampo (è teoria, si badi) ché non possono sottrarsi al giudizio astenendosi dal comparire al dibattimento. Silvio Berlusconi, invece, può farlo. Per legge.

Schifani bis…


Solo un altro treppiede potrà fermarlo. Adesso.

lo schizzo…

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«I miei legaliscrive il dott. Silvio Berlusconi – mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria».
Quest’uomo non conosce il significato del sostantivo pudore: piscia, allegramente, sulla carta costituzionale e poi viene a dirci (anzi lo fa dire al Presidente del Senato) che la sua pisciata, casualmente, potrebbe, schizzando, lavargli pure le scarpe sporche di merda; è, si badi, conseguenza involontaria ché lo schizzo – è cosa risaputa tra i maschietti – difficilmente lo si riesce a controllare. Al confronto – fatti i distinguo e le debite proporzioni del caso, voglio dire – quello svergognato di Bassolino ci fa la figura del simpatico mascalzone.

il rischio…

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«Credo che in un sistema equilibrato dopo la bonifica congiunta di magistrato e avvocato [i testi delle intercettazioni] possano essere diffusi. Aspettare il rinvio a giudizio comporta il rischio che la gente non sia informata di gravi comportamenti di chi ha responsabilità pubbliche, magari sotto elezioni. »

Stefano Rodotà, 13 giugno 2008

…cosa volete che siano?

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Pare che sia chiaro un po’ a tutti: se questi fanno un giro di vite sulle intercettazioni è perché ci tengono alla nostra privacy ché io, sinceramente, non ci dormo la notte sapendo di poter essere spiato al telefono. E poi – ché io vi conosco, razza di maliziosi – mica penserete che il provvedimento serva a salvare il culo al fighissimo Presidente del Consiglio? Suvvia, siate seri: qui si stringono le viti e i bulloni ché altrimenti, con quello che costano ’ste intercettazioni, la giustizia rischia di andare a puttane – e di questi tempi non mi pare proprio il caso. Risparmio, ecco… è al nostro risparmio che mirano questi nostri illustri rappresentanti, ché dove pensate li prendano i soldi per pagarle le intercettazioni? dalle tasse, mi par chiaro. Ergo: tagliando le intercettazioni il contribuente ne avrà un duplice vantaggio: paga meno e parla tranquillo! Felici? Si dai, vi vedo già un po’ più felici. Oltre che un po’ più sollevati. Sia ben chiaro, il comunistello che vi propina la sua lettura della vicenda tutta inzuppata d’ideologia anti-berlusconiana lo si trova sempre. Attenti quindi a non farvi infinocchiare: non dategli retta ché è tutta propaganda la sua. Vi dirà – il comuistello, dico – che è grazie alle intercettazioni ambientali che è venuta a galla tutta la merda che lucrava nella clinica privata milanese. Voi però, tetragoni nelle vostre convinzioni, non dategli retta… ché due milioni e mezzo di euro circa – tale pare essere la cifra del rimborso, per gli anni 2005 e 2006, che la clinica ha riscosso dalla Regione Lombardia e dal Servizio Sanitario Nazionale – cosa volete che siano in confronto al costo delle intercettazioni? Già… due milioni e mezzo. E cosa volete che siano?

…ad personam

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