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“rispetto per la sua abilità e la sua perseveranza”…

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Spara cazzate a raffica e pretende di fare figure di merda a nome dell’intero paese. Se ne esce con la storiella della carineria dopo aver dato dell’abbronzato a un nero. Non sei d’accordo con lui? Dovresti sforzarti, caro – per amor della patria, s’intende – ché lui stava svolgendo la sua alta azione diplomatica; il suo humor era fine diplomazia, alto convincimento. Non te ne sei reso conto? No? Dici che il fatto non ti convince? Tranquillo, lui non s’arrende: ti da la laurea in coglione, ti manda a cagare e ti dice che sei pure imbecille. E s’incazza. Come un padrone.
Dice: la tua è tutta invidia; c’hai il fegato intossicato perché lui ha vinto le elezioni. Dovresti, invece, cercare di sforzarti a vederlo nella stessa luce in cui McCain vede Obama: “in una sfida lunga e difficile come è stata questa campagna elettorale, il solo fatto che Obama abbia vinto basta a guadagnargli il mio rispetto, per la sua abilità e la sua perseveranza”. Certo… nella stessa luce in cui McCain vede Obama… già, “rispetto per la sua abilità e la sua perseveranza”… si, certo… Si? Certo? Ma va’ a cagare, va’… ché lo vorrei sentire a McCain se Obama gli avesse dato del coglione.

Ché poi ci rimaniamo male

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Mi va benissimo l’entusiasmo: è una cosa bella e ne dovremmo avere tutti un po’ di più. Per carità, dunque: ben vengano le iniezioni di buon umore, di speranza, di gioia. Servono (soprattutto in questo periodo, poi). Però, da italiani, credo che l’eccitazione per i cambiamenti americani sia un tantino fuori luogo ché voi davvero vi siete svegliati in un mondo nuovo e migliore dopo l’elezione di Obama? No dico, guardatevi intorno e ditemi se davvero lo percepite questo cambiamento… E così, giusto per n’anticchia di prudenza, non mi spingerei troppo con questo entusiasmo collettivo che, in certune occasioni, sfiora (se non supera, addirittura) il ridicolo. Non sarebbe il caso di attendere il compimento delle promesse prima di gioirne o di provarne orrore? Foss’anche, di converso, per evitare inutili allarmismi. Un esempio? A pagina 8 del Corriere della Sera di oggi, leggo che “nelle pieghe della posizione ufficiale [del Vaticano] si intravede un filo di disappunto per le dichiarazioni di John Podesta” circa la paventata cancellazione di duecento provvedimenti voluti da Bush (tra i quali spiccano le restrizioni alla ricerca sulle staminali e all’aborto). I vescovi storcono il nasino e i laicisti, sotto sotto, se la godono. Ma, ancora una volta, è un tantino prematuro. Vedremo. Per ora c’è solo da sperare – per chi è d’accordo e per chi non lo è, dico. E comunque (e come al solito, purtroppo) noi qui in Italia è inutile – a favore o contro – che fibrilliamo per le annunciate scelte liberal del neo-eletto presidente: il fatto è che abbiamo, obtorto collo, un formidabile filtro allo splendore americano, se vi fosse. I cattolicisti c’hanno Berlusconi & C. mentre i laicisti devono accontentarsi del Partito Democratico. E dove cazzo credete di poter arrivare con Bondi, Veltroni, Cicchitto, Rutelli, Fassino, Bindi e, giù giù, a finire con la Binetti, Volontè e Adinolfi? Davvero pensate che questi – nell’uno e nell’altro schieramento, dico – riuscirebbero a farci godere, qualora vi fosse, la rivoluzione americana? Vedremo. Già vedremo. Ma risparmiamoci, almeno, le erezioni anticipate. Ché poi ci rimaniamo male. Tutti.

sbiancando…

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Per come stanno le cose, visto l’andazzo, penso che Michael Jackson stia smadonnando come una bestia. E non poco.

il balletto fa link

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Avete visto per caso, un po’ di giorni fa, il serioso Giulietto Chiesa ballonzolare, spensieratamente, insieme ad altre persone, sul palcoscenico del “Maurizio Costanzo Show”? Roba da fare venire i brividi. Altro che le torte in faccia di Schifani e Di Pietro al bagaglino. Ma non è di questo che vorrei qui parlare. È che, nel ricordare questa ridicola performance, m’è partito il link con una notizia che, distrattamente, m’era capitata sotto gli occhi su Il Corriere un paio di giorni fa. Sì, è il balletto che mi ha fatto il link.
Di che si tratta? Di Radio Teheran. Scrive Maria Antonietta Calabrò: «Una volta c’ era Radio Praga. Adesso c’ è Radio Teheran. Cioè una radio che trasmette tutti i giorni in lingua italiana. [...] Le trasmissioni sono tutte impostate, seguendo i leitmotiv della strategia informativa del regime: negazionismo sull’ Olocausto, propaganda anti-Israele e anti-Usa». Bene direte voi, e beh? C’è che tra gli illuminati speaker italiani della radio di Ahmadinejad figura, nientepopodimeno che, anche Giulietto Chiesa «corrispondente – cito sempre dall’articolo – dell’ Unità da Mosca già dai tempi dell’ ex Urss e parlamentare europeo». Pare, insomma, che il cipiglioso Giulietto nazionale si diletti ad invadere l’etere di Teheran parlando, in particolare, delle sanzioni. È contento? Macché. Lui vorrebbe dire qualche cosa sull’11 settembre (ché lui c’ha scritto un libro su quelle cose lì ) ma nulla da fare: non gliele fanno dire. Vuoi vedere che pure Ahmadinejad trova la ricostruzione del Giulietto nostro un tantino ridicola? Può essere. Intanto, per ora, solo in Italia gli hanno dato la possibilità, in TV, di propagandare le sue assurde elucubrazioni. Tra un balletto e l’altro. E non saprei quale tra le due cose è la più ridicola. Ovviamente.

wow…

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«All I can say is, wow»

Barack Obama, 18 ottobre 2008

Profumo: «Ma noi siamo tranquilli»…

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le scemenze…

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«Essendo questa la verità dei fatti – scrive stamani Giuliano Ferrara –, i cronisti e commentatori più conformisti [...] le portano una sfida quotidiana. E nascondono al pubblico, dicendo scemenze di tono inutilmente maramaldesco su Bush e su Dick Cheney, colpiti da una irrilevante ostilità dei sondaggi di cui non si curano. » A mo’ di chiosa: dei sondaggi bisogna curarsene solo se non ci sono ostili. Gli altri? Sono irrilevanti. Ovviamente.

[...]

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“Io non credo che siamo al principio della fine, siamo alla fine del principio.”

Giulio Tremonti, Otto e mezzo, 26.9.2008

“This is not the beginning of the end of this crisis; this is the end of the beginning”

John McCain, 26.9.2008

alzatevi, e combattete…

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«Combattete con me! Combattete per quel che è giusto per il nostro Paese. Combattete per gli ideali e il carattere di un popolo libero. Combattete per il futuro dei nostri figli. Combattete per la giustizia e le opportunità per tutti. Alzatevi e difendete il nostro Paese dai suoi nemici. Alzatevi ed aiutatevi l’un l’altro, per questa bellissima, benedetta e ricca America. Alzatevi, alzatevi, alzatevi, e combattete! Siamo americani e non ci arrendiamo mai. Noi non ci nascondiamo dalla Storia, noi la Storia la scriviamo!»

John McCain, 5 settembre 2008

…Oh My God!

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Washington, 4 set. – (Adnkronos) - La governatrice dell’Alaska Sarah Palin, candidata alla vicepresidenza degli Stati Uniti nel ticket presidenziale repubblicano che la vede al fianco [di] John McCain, ha sostenuto che la guerra in Iraq è stata condotta dall’amministrazione Bush su “mandato di Dio”.