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per legge…

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«Si tratta - ha detto il guardasigilli, Angiolino Alfano - di un disegno che stabilisce la sospensione del procedimento penale e questo è possibile farlo con una legge ordinaria. I processi sono sospesi e la legge introduce un limite preciso e ineliminabile: la fine della legislatura».
A prescindere dalla propria tendenza politica, comunque la si pensi, da ieri sera è dato di fatto, incontrovertibile: la legge in Italia non è uguale per tutti. Non che prima le cose andassero diversamente, sia ben chiaro, ma da ieri sera tutto è scritto nero sul bianco nel Codice: la legge è uguale per tutti (o dovrebbe esserlo) fatta eccezione per le quattro più alte cariche dello Stato. Dice: e perché solo le prime quattro? la quinta no? Evidentemente, che vi debbo dire, non era così influente – la quinta carica, dico – da poterlo pretendere. Nulla da fare, quindi: s’attacchi! (e si lasci processare).
I comuni mascalzoni sono avvisati: in Italia per loro non c’è scampo (è teoria, si badi) ché non possono sottrarsi al giudizio astenendosi dal comparire al dibattimento. Silvio Berlusconi, invece, può farlo. Per legge.

bava alla bocca…

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Passi per il fatto di essere riuscito a mettere in relazione il ministro Paolo Romani con Maurizia Paradiso (l’articolo potete leggerlo qui) che – credo, comunque, sia un mio limite – non si sa poi perché questa citata sarebbe una frequentazione rilevante ai fini della cronaca. Forse – azzardo – perché Maurizia Paradiso è un trans? Una persona dalla moralità corrotta? Può essere. Ché Travaglio, sotto la scorza da giustizialista, tiene sempre e comunque un cuore di destra (del resto è da lì che viene, o no?). Ma lasciamo perdere, davvero, ché non è di questo che qui si vuol parlare, quanto piuttosto di Angiolino Alfano così com’è stato dipinto dal puntuto giornalista: «è stato filmato – dice Travaglio del neo ministro – mentre baciava il boss mafioso di Palma di Montechiaro, Croce Napoli, al matrimonio della figlia. Ma lui naturalmente ha precisato di non sapere chi stesse baciando e di essere stato invitato dallo sposo. Lui bacia a caso, come càpita, ’ndo cojo cojo. È un piccolo Vasa Vasa, ecco. Un Vasino Vasino». Posso solo pensare, a questo punto, che quando Travaglio viene invitato ad un matrimonio chiede, per ogni bacio che elargisce, la fedina penale delle persone che non conosce. A me – tanto per parlare di cose che possono capitare a chiunque – è capitato di fare gli auguri e di “vasare”, ad un matrimonio, un po’ di persone che non conoscevo: dite che a giorni m’arriverà qualche avviso di garanzia? A Travaglio – è questo un mio personalissimo pensiero – farebbe bene un pochetto di gogna mediatica, qualche pettegoluzzo spiattellato ai quattro venti, schizzi di merda incontrollati rispediti al mittente, insomma; roba da niente, si capisce, e magari – tiè, crepi l’invidia – anche un po’ di carcere. Ma da innocente, sia ben inteso: un bell’errore giudiziario, ecco quello che ci vorrebbe. Giusto il tempo per fargli asciugare la bava alla bocca.