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Siamo proprio sicuri…

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«L’Europa che consente l’omicidio dei propri cittadini, seppur in fasce, rischia di diventare un unico e immenso campo di concentramento, non meno terribile, solo più scientifico. Una fornace immensa, un culto terribile e pure una benedizione religiosa del Reverendo George Exoo, gay e protestante d’Inghilterra. Siamo proprio sicuri di aver fatto bene a vietare la caccia agli stregoni? » (on. Luca Volontè, 30.05.2008).
“Siamo proprio sicuri – si chiede l’onorevole – di aver fatto bene…?”. Prendiamone nota, gliene renderemo conto il giorno in cui ritorneranno, furiosi e convinti più che mai, quelli che sostennero, fieri, di voler “impiccare l’ultimo re con le budella dell’ultimo prete”. Allora, nel mentre il nostro strepiterà come una gallina isterica dalle colonne di qualche giornalino di parrocchia, ci chiederemo dubbiosi: «siamo proprio sicuri di aver fatto bene – per tutto questo tempo, dico – ad evitare che questi giusti mettessero in atto, fino in fondo, il loro superbo piano? Non era meglio farli sfogare prima? ». Ecco, proprio così diremo.

il coltello e l’aspersorio…

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«Mio padre non mi hai mai accettato. Non ha voluto rassegnarsi al fatto che io sono gay. Ho cercato di convincerlo che la mia non è una malattia, né una cosa sporca, ma è stato tutto inutile. Mi sono reso conto di essere gay un anno fa, e l’ho confessato a mio madre. Lei mi ha capito, ha cercato di aiutarmi, di starmi vicina e di convincere mio padre a rassegnarsi ma l’ultimo anno, in casa, è stato un inferno. Ma questa è la mia natura, non ci posso fare niente. »

Paolo, la Repubblica, 26.05.2008

«Durante questi ultimi anni, l’omosessualità è diventata un fenomeno sempre più preoccupante ed è ritenuta in diversi paesi una “qualità” normale, mentre è sempre stata un problema nell’organizzazione psichica della sessualità e non è stata ai determinante nelle scelte della società. Essa non rappresenta un valore sociale e ancor meno una virtù morale che potrebbe concorrere all’incivilimento della sessualità. Può anzi essere ritenuta come una realtà destabilizzante per le persone e la società. »

Mons. Toni Anatrella, l’Osservatore Romano, 29.11.2005