
Così siamo diventati i migliori amici della Libia. Passeremo i prossimi 20 anni a versare cinque miliardi di euro delle nostre tasse e a smentire gli annunci del dittatore libico. Bell’affare.

Così siamo diventati i migliori amici della Libia. Passeremo i prossimi 20 anni a versare cinque miliardi di euro delle nostre tasse e a smentire gli annunci del dittatore libico. Bell’affare.

Manco il tempo di far arrivare la Venere di Cirene a destinazione che da Roma – a voler rimarcare quella benedetta «fattiva collaborazione » tra Chiesa e questo governo – si sente l’esigenza (ma non l’imbarazzo) di affermare che «l’emergenza [immigrazione] [...] ci interpella e, mentre sollecita la nostra solidarietà, impone, nello stesso tempo, efficaci risposte politiche».
Uno spottone per l’iniziativa governativa coi controcazzi, insomma. Chissà quanto ci costerà.

«Il Pd sembra nel caos più totale, tra risse intestine, lotte tra correnti, divisioni su tutto, perfino sulle tv di partito. La domanda sorge spontanea: se Veltroni e Bettini non sono riusciti a convincere neanche Bassolino sulla bontà della loro inutile petizione antigovernativa, come pensano di poter convincere 57 milioni di italiani?» (Daniele Capezzone, 05 agosto 2008). Con impegno indefesso e, per certi versi, encomiabile il nostro dilapida, con i suoi copiosi comunicati, quello che gli restava di credibilità – quel poco che gli restava, dico.
Col caldo – sarà sicuramente colpa del caldo – gli si son ristrette le mire di statista ché meno di un mese fa diceva che era l’Europa intera a necessitare di un “drizzone”. Adesso parla già solo dell’Italia.
«Una delle prime e più nobili funzioni delle cose poco serie è quella di gettare un’ombra di diffidenza sulle cose troppo serie. »
Dapprima mi accoglie il Silvio a braccia aperte manco non lo sapesse di che pasta è fatta e poi, oggi, di punto in bianco mi spara la sentenza: «Sesso e potere portano alla morte». Roba che il povero premier c’avrà le palle che gli fumano, tanto se l’è toccate.
È notizia assai gustosa: i leghisti contestano all’onorevole Gelmini di reggere il dicastero dell’Istruzione senza aver mai insegnato. È questioncella solo imbarazzante – dirà qualche mio lettore – roba che con l’esecutivo Prodi capitava un giorno si e uno no. Pare però che la polemica sia stata costruita ad arte ché c’è sempre da scoprire il nome della ministra che ha concesso favori sessuali al premier. I puritani della lega, insomma, insinuano: «Veltroni – ha dichiarato Bossi – ha ragione, c’è troppo bordello. Come si fanno a fare le cose?» – se non ha le competenze, la Gelmini come se l’è meritato il ministero? È chiaro che sono domande oziose; domande che di questi tempi andrebbero evitate, soprattutto tra alleati di governo. Vabbe’ che i leghisti non ragionano e dunque ogni loro critica non ha certo valore d’indizio. Stronzate, insomma ché «Bossi ogni tanto ama divertirsi» – per dirla con le parole del premier. Ché, a ragione, seguendo la traiettoria dello sproloquiare di Bossi, il ministro Bondi dovrebbe c’entrare qualcosa con la Cultura (sic!). E se non c’entrasse volete mica insinuare che si sia concesso a Silvio?

L’arcivescovo di Salerno — lo leggo da la Repubblica del 26 giugno — ha detto: «Beati i perseguitati dalla giustizia. È loro il Regno dei cieli» che vorrebbe essere una citazione tratta dal Discorso della Montagna (Mt 5,10). “Vorrebbe”, dico, ché nel vangelo è chiaramente scritto: «Beati i perseguitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli». La “beatitudine” — stando a quanto ci dice Matteo — non viene, insomma, da una giustizia che perseguita (con buona pace di quello che pensa Berlusconi), ma da una finalità di Giustizia (énechen c’è scritto nel testo greco) che porta a essere ingiustamente perseguitati. Libera interpretazione del testo, si dirà. Molto libera — ribatto io: siamo arrivati al punto che si rigirano i vangeli a cazzi loro. E che Cristo!

Sarà certamente un mio limite, ma in tutta onestà proprio non riesco a vedere ancora questo formidabile rialzarsi dell’Italia tanto sbandierato dal centrodestra durante l’ultima campagna elettorale: l’economia va sempre più di merda, la giustizia non ne parliamo, l’umore pubblico non è giulivo, la pressione fiscale è quella che è e la spazzatura continua ad accumularsi e a bruciacchiare nelle strade…
È troppo presto? È vero: Berlusconi è premier da troppo poco tempo, non si può pretendere Harry Potter. Ma – me lo chiedo, davvero, senza malizia alcuna – all’attivo cosa vanta? Al netto della simpatia del Papa e di qualche rata in meno dell’ICI, mi pare che il tipo non abbia mostrato alcun guizzo di genialità. Avete traccia di qualche sarkozata che mi fosse scappata? Cosa? Dite che per ora sta pensando ai cazzi suoi? S’aggiusta le sue cosucce e poi ci stupirà? Questione di priorità, insomma? Può essere.