Archivi dei tag: berlusconismo

per legge…

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«Si tratta - ha detto il guardasigilli, Angiolino Alfano - di un disegno che stabilisce la sospensione del procedimento penale e questo è possibile farlo con una legge ordinaria. I processi sono sospesi e la legge introduce un limite preciso e ineliminabile: la fine della legislatura».
A prescindere dalla propria tendenza politica, comunque la si pensi, da ieri sera è dato di fatto, incontrovertibile: la legge in Italia non è uguale per tutti. Non che prima le cose andassero diversamente, sia ben chiaro, ma da ieri sera tutto è scritto nero sul bianco nel Codice: la legge è uguale per tutti (o dovrebbe esserlo) fatta eccezione per le quattro più alte cariche dello Stato. Dice: e perché solo le prime quattro? la quinta no? Evidentemente, che vi debbo dire, non era così influente – la quinta carica, dico – da poterlo pretendere. Nulla da fare, quindi: s’attacchi! (e si lasci processare).
I comuni mascalzoni sono avvisati: in Italia per loro non c’è scampo (è teoria, si badi) ché non possono sottrarsi al giudizio astenendosi dal comparire al dibattimento. Silvio Berlusconi, invece, può farlo. Per legge.

insinuazioni…

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È notizia assai gustosa: i leghisti contestano all’onorevole Gelmini di reggere il dicastero dell’Istruzione senza aver mai insegnato. È questioncella solo imbarazzante – dirà qualche mio lettore – roba che con l’esecutivo Prodi capitava un giorno si e uno no. Pare però che la polemica sia stata costruita ad arte ché c’è sempre da scoprire il nome della ministra che ha concesso favori sessuali al premier. I puritani della lega, insomma, insinuano: «Veltroni – ha dichiarato Bossi – ha ragione, c’è troppo bordello. Come si fanno a fare le cose?» – se non ha le competenze, la Gelmini come se l’è meritato il ministero? È chiaro che sono domande oziose; domande che di questi tempi andrebbero evitate, soprattutto tra alleati di governo. Vabbe’ che i leghisti non ragionano e dunque ogni loro critica non ha certo valore d’indizio. Stronzate, insomma ché «Bossi ogni tanto ama divertirsi» – per dirla con le parole del premier. Ché, a ragione, seguendo la traiettoria dello sproloquiare di Bossi, il ministro Bondi dovrebbe c’entrare qualcosa con la Cultura (sic!). E se non c’entrasse volete mica insinuare che si sia concesso a Silvio?

può essere…

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Sarà certamente un mio limite, ma in tutta onestà proprio non riesco a vedere ancora questo formidabile rialzarsi dell’Italia tanto sbandierato dal centrodestra durante l’ultima campagna elettorale: l’economia va sempre più di merda, la giustizia non ne parliamo, l’umore pubblico non è giulivo, la pressione fiscale è quella che è e la spazzatura continua ad accumularsi e a bruciacchiare nelle strade…
È troppo presto? È vero: Berlusconi è premier da troppo poco tempo, non si può pretendere
Harry Potter. Ma – me lo chiedo, davvero, senza malizia alcuna – all’attivo cosa vanta? Al netto della simpatia del Papa e di qualche rata in meno dell’ICI, mi pare che il tipo non abbia mostrato alcun guizzo di genialità. Avete traccia di qualche sarkozata che mi fosse scappata? Cosa? Dite che per ora sta pensando ai cazzi suoi? S’aggiusta le sue cosucce e poi ci stupirà? Questione di priorità, insomma? Può essere.

Schifani bis…


Solo un altro treppiede potrà fermarlo. Adesso.

l’antiberlusconismo…

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«È incredibile – dice un Berlusconi tutto indignato – che [Veltroni] si proponga come leader politico. Se sono confermate le notizie sulla bancarotta di Roma, dovrebbe ritirarsi». Si è passati ai colpi bassi, par di capire. A questo punto, per onestà, il buon Walter – al netto delle scontate promesse di “un autunno di contestazione”, dico – dovrebbe ammettere che puntare sulla pia speranza di un qualsivoglia cambiamento in Berlusconi sia stata una cazzata. Un’emerita cazzata. La (triste) realtà è questa: il leader del centrodestra si conferma quello di sempre anche se stavolta – e qui la novità – l’opportunismo, l’ipocrisia, l’arroganza, il cinismo che lo contraddistinguono hanno il consenso di una vasta platea che, per una rata di ICI in meno, legittima e autorizza quegli atteggiamenti come strumenti di governo. Il baratro che si è venuto a formare è incolmabile, la spaccatura, oramai, è larga, profonda e incontestabile: esiste un antiberlusconismo che Silvio stesso è costretto a tener vivo ché altrimenti dovrebbe, de facto, rinunciare a fare i cazzi suoi. E figuriamoci se il Cav ci rinuncia.

…sorpreso e colpito

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Walter Veltroni – leggo da il Corriere – si dichiara «molto sorpreso e colpito dalla protervia con cui alcune normette vengono introdotte di nascosto». La critica mossa dal leader del Pd nei confronti di Silvio Berlusconi e del suo governo è, stranamente, netta e aspra:«in un solo mese – è sempre Veltroni a parlare – il governo ha collezionato una serie di strappi e forzature inaccettabili». Volete l’elenco? Veltronuccio vostro, ve lo fornisce tosto: «Il decreto su Retequattro, le uscite della Lega sull’Europa, le intercettazioni e l’intenzione di inserire il lodo Schifani nel decreto sicurezza». Al netto di alcune cosucce sulle intercettazioni, il nostro pensiero – sia detto per chiarezza – è assolutamente in sintonia con quello di Veltroni. Un solo appunto – nulla di marginale, purtroppo: ma com’è che Veltroni si dichiara molto sorpreso? e soprattutto colpito? Credeva davvero alla storiella del rinnovamento e del clima nuovo? L’Onnipotente mi faccia sprofondare nella merda: lo merito. Questo qui è molto più fesso di me che l’ho votato; non mi chiedete com’è che sia potuto succedere: non è bello maramaldeggiare, sapete? Ché io me lo sto chiedendo da quando ho infilato la scheda nell’urna. Davvero.

lo schizzo…

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«I miei legaliscrive il dott. Silvio Berlusconi – mi hanno informato che tale previsione normativa sarebbe applicabile ad uno fra i molti fantasiosi processi che magistrati di estrema sinistra hanno intentato contro di me per fini di lotta politica. Ho quindi preso visione della situazione processuale ed ho potuto constatare che si tratta dell’ennesimo stupefacente tentativo di un sostituto procuratore milanese di utilizzare la giustizia a fini mediatici e politici, in ciò supportato da un Tribunale anch’esso politicizzato e supinamente adagiato sulla tesi accusatoria».
Quest’uomo non conosce il significato del sostantivo pudore: piscia, allegramente, sulla carta costituzionale e poi viene a dirci (anzi lo fa dire al Presidente del Senato) che la sua pisciata, casualmente, potrebbe, schizzando, lavargli pure le scarpe sporche di merda; è, si badi, conseguenza involontaria ché lo schizzo – è cosa risaputa tra i maschietti – difficilmente lo si riesce a controllare. Al confronto – fatti i distinguo e le debite proporzioni del caso, voglio dire – quello svergognato di Bassolino ci fa la figura del simpatico mascalzone.

l’Aula…

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L’Aula sorda e grigia non è ancora un bivacco per i suoi manipoli. Poteva, ma non ha voluto ché è tanto bello sentire Schifani declamare da lì le sue letteruzze.

il rischio…

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«Credo che in un sistema equilibrato dopo la bonifica congiunta di magistrato e avvocato [i testi delle intercettazioni] possano essere diffusi. Aspettare il rinvio a giudizio comporta il rischio che la gente non sia informata di gravi comportamenti di chi ha responsabilità pubbliche, magari sotto elezioni. »

Stefano Rodotà, 13 giugno 2008

il lupo travestito da agnello…

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“Il pastore riceve il lupo travestito da agnello, e abbandona gli agnelli al loro destino: anzi a molti, a tanti, pare che il pastore così sembra autorizzare il lupo a devastare il gregge. È ancora fresca nella memoria, la scelta del papa che, per opportunità di equilibri politici internazionali, non volle ricevere il Dalai Lama, premio Nobel per la pace, mentre a meno di tre mesi delle elezioni, riceve il predatore d’Italia, colui che con le sue tv ha degradato l’Italia in forza del principio, pubblicato sul giornale del papa, l’Osservatore Romano (6 giungo 2008), che «la televisione privata dovrebbe avere tra le sue funzioni quella di divertire, come seconda funzione quella di informare e soltanto successivamente, quella di formare».”

don Paolo Farinella, Micromega.