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la Bibbia giorno e notte…

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«Da domenica 5 ottobre a sabato 11 ottobre la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma sarà teatro di un evento straordinario: la lettura integrale della Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, per sette giorni e sei notti senza interruzioni e commenti». Così si legge sul sitarello in cui, per l’appunto, si pubblicizza, con devota minuzia, la lettura integrale della Bibbia. Chi ha patrocinato l’evento? Comune di Roma, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica, Regione Lazio, Provincia di Roma e giù giù passando per UNITALSI fino al Centro Sportivo Italiano. Senza contare che le riprese dell’evento sono tutte garantite dalla struttura Rai-Vaticano.
Sono scandalizzato. E non poco. (Sapete, sono tipo assai sensibile io). Che faccio, mi son detto? Sbrocco come un polipo che s’è reso conto che la pentola che bolle sul fuoco non è per gli spaghetti ma per lui, o provo a cavalcare l’evento? Si, perché a legger bene sul sitarello c’è scritto: «si alterneranno più di 1200 persone di ogni età, categoria sociale ed appartenenza religiosa. Ma anche i non credenti possono partecipare». Sicché ho pensato che potrei presentarmi in Basilica colla Bibbia e dare, così, il mio giusto contributo con quel passo del Vangelo di Marco (Mc 9, 42-50) in cui Gesù dice che a chi scandalizza il prossimo suo «meglio sarebbe per lui che gli passassero al collo una mola da asino e lo buttassero in mare». Ecco, citerei proprio quel passo. Ovviamente userei la più soave e leggiadra delle vocine che riesco a fare, giusto per rendere più dolce l’istigazione al suicidio.

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« Un parroco argentino è stato stato sanzionato dal Vaticano per aver pubblicamente messo in dubbio alcuni elementi fondamentali della fede cattolica, fra cui l’esistenza di Adamo ed Eva» . [ * ]

Appunti…

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«Stando a quanto dice il Genesi all’inizio, dove la Santissima Scrittura tratta dell’origine del mondo, risulta che a parlare prima di tutti è stata una donna, cioè Eva [...]. Tuttavia, benché nei testi si trovi che per prima ha parlato una donna, è più conforme alla ragione ritenere che sia stato l’uomo a parlare per primo, ed è sconveniente non pensare che un atto così nobile del genere umano sia sgorgato prima dalle labbra di un uomo che da quelle di una donna». Chi parla non è un predicatore misogino assatanato di sessuofobia – uno dei tanti padri della Chiesa, tanto per capirci – ma nientemeno che il sommo Dante (De vulgari eloquentia, cap. IV, trad. Mengaldo). Stupiti? Tranquilli, non è tutto ché – ed è questa cosa assai sconcertante – a legger il testo biblico, in verità, si scopre che a parlare per primo è stato davvero Adamo (Gen. 2:20). Pare, insomma, che Dante fosse così preoccupato – ossessionato, direi – che una donna avesse potuto parlare per prima che era financo disposto a cambiare la Bibbia! E stiamo parlando – lo ripeto – di Dante, cioè di un padre e un marito quasi esemplare (oltre che d’un amante ideale). Figurarsi gli altri!
Il guaio è che
la tradizione ha una forza così profonda che, per giustificarla, si è disposti a tutto.