
«I magistrati? Rappresentano per Berlusconi ciò che gli ebrei rappresentavano per Hitler: razza infame da eliminare». Così – lo leggo da il Corriere della Sera – Di Pietro ne Il guastafeste, l’autobiografia raccontata a Gianni Barbacetto e che Ponte alle Grazie pubblicherà giovedì prossimo. Pensate quel che volete, continuate pure a votarlo se volete, per carità di Dio, ci mancherebbe altro: ma accostare il nome di Berlusconi a quello del più schifoso e sanguinario dittatore di tutti i tempi non è solamente assurdo, è cosa davvero più che ridicola. Roba da vergognarsi, insomma.

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