
I tempi cambiano. Chi oggi sussurra «…top secret!», un dì gridava «…tropp sacchet!». E sempre Incarico Governativo è.

I tempi cambiano. Chi oggi sussurra «…top secret!», un dì gridava «…tropp sacchet!». E sempre Incarico Governativo è.

«Ama e ridi se amor risponde / piangi forte se non ti sente/ dai diamanti non nasce niente/ dal letame nascono i fior.»
«Basta incertezze, Napoli rifiorirà»
«Nessuno possiede la bacchetta magica, – ha dichiarato il presidente del consiglio riferendosi alla situazione dei rifiuti a Napoli – il problema è serio». E grazie al cazzo – sia detto con tutto il dovuto rispetto. Che il problema fosse serio, caro dottore, ce n’eravamo accorti tutti… e pure da parecchio. Se lei non c’ha la bacchetta magica, a ’sto punto, sono cazzi suoi: del resto non l’ho mica promessa io la risoluzione del problema in due mesi? – lei se lo ricorda, vero?
Suvvia, non mi faccia andare oltre: al limite, se proprio non ce l’ha sta cazzo di bacchetta, se la compri. Magari le torna utile – la bacchetta, intendo – pure in qualche altra occasione.

«…ci si sente soli dalla parte del bersaglio
e diventi un appestato quando fai uno sbaglio
un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te
ma ti guardi intorno e invece non c’è niente… »

Ma guarda te se uno, per via del blogghetto, deve fare la parte di uno Sposini qualunque…
“Non c’è nulla al di fuori dell’uomo che entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall’uomo a contaminarlo” (Mc, 7, 15).
Mai generalizzare. Mai.
[*]
Pare che dopo 11 legislature, dopo essere stato sottosegretario, segretario della Dc, ministro, presidente del Consiglio, eurodeputato e financo segretario regionale, l’inossidabile Ciriaco De Mita, classe 1928, rifiuti il sacrosanto principio che prima o poi bisogna farsi da parte, togliersi dai coglioni: « che poi stando in Parlamento – ha dichiarato al Tg1 – ci sia il logoramento mi sembra una interpretazione troppo rozza, quasi che fosse un lavoro usurante». Certo, ne siamo certi, per l’illustre campano parlare per 45 anni di fila non sarà stata cosa né stressante né usurante. Ma cazzo, ha mai pensato – il nuscano, dico – a quelli che se lo son dovuti sorbire per tutti questi anni?

«Sono innocente – ha dichiarato il presidente Sandra Lonardo in Mastella – e lo dimostrerò quando la magistratura me lo consentirà. Non ho mai raccomandato quei medici, peraltro non mi pare che la raccomandazione sia un reato e in ogni caso non sarebbe stato consumato, dal momento che quei due posti sono stati assegnati ad altri. In ogni caso chi è senza peccato scagli la prima pietra».
Prendete questa dichiarazione della signora Mastella e analizzatene, vi prego, attentamente il contenuto cercando, se potete, di coglierne la catena logica implicita nel messaggio. Non l’ho mai fatto – dice la Lonardo – e comunque non è reato. Sicché anche se l’avessi fatto starei coperta anche con la giustizia ché con la coscienza ci pensa Padre Pio. Ma, giuro, non l’ho fatto. E poi questo non-reato che non ho commesso non è stato manco consumato (d’altronde come si sarebbe potuto consumare un reato che non è reato?) ché quelli che avrei voluto anzi dovuto raccomandare, per questioni si badi squisitamente meritocratiche – ché tutti sanno che la meritocrazia è il vessillo dei Mastella – alla fine li hanno pure trombati… mhmm… fermi, fermi… per favore. Calmatevi. Vi prego, signori… eccheccazzo. Uno alla volta. Lasciate un paio di pietre anche a me, grazie…
A proposito di politica… ci sarebbe qualcosa da mangiare?
(Totò)