Tag Archive for 'Censura'

non vorrei essere oscurato…

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Roberto Maroni non convince e, quando dice che “nessuna legge speciale per il web, né a reati specifici, né a un intervento censorio da parte del Governo”, quando precisa che “lavoriamo per dare alla magistratura gli strumenti per rimuovere dal web le pagine su cui sia stato commesso un reato”, quando assicura che l’obiettivo “è un codice etico di autoregolamentazione”, col massimo rispetto (non vorrei essere oscurato), non si capisce di che cazzo parli.

a spada tratta…

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Vauro è vignettista sgradevole assai che fa satira greve, pesante, cattiva, di una volgarità indifendibile. E però, proprio per questo – per la sua volgarità al limite della decenza, dico –, Vauro va difeso a spada tratta ché la satira non può essere assoggettata – per definizione, direi – ai limiti del consentito; lo diceva un grandissimo uomo di teatro: “Prima regola: nella satira non ci sono regole”. Anzi, se ci sono dei limiti (o, peggio, se qualcuno pretende che ci siano) chi fa satira deve avere il cattivo gusto di oltrepassati. E questo penso sia fondamentale.

altri tempi…

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«Questa è calunnia nei miei confronti e disinformazione nei confronti dei lettori quindi a un certo momento non voglio arrivare a dire di fare azioni dirette e dure nei confronti di certi giornali e di certi protagonisti della stampa, però sono tentato perchè non si fa così…». Così il Cavalier Silvio Berlusconi – che Iddio misericordioso se lo tenga stretto sotto i suoi cateti – dopo l’ennesima imbarazzante gaffe diffusa in eurovisione. Che è successo? Pare che il cancelliere Angela Merkel lo attendeva per una cerimonia ufficiale in ambito Nato, e lui invece – pisciando sul cerimoniale – parlava al telefonino con Erdogan. La notizia fa il giro del mondo e … apriti cielo! S’è incazzato – ché in fondo il Cavaliere stava lavorando per il bene dell’Europa, mica chiacchierava con l’amante? – e giù, quindi, a vomitar bile a grumi sui giornali e a minacciarli di “fare azioni dirette e dure”.
Eccheccazzo, sempre tutti li a criticarlo… e Meloni, e la Regina, e poi Angela. È un continuo. Basta! Davvero, poverino, lasciatelo in pace ché è tutto disperato, non sa più come fare. (Non costringetelo ad usare l’olio di ricino, per carità di Dio, ché lui proprio non vuole arrivare a tanto). Ottant’anni fa, tanto per dire, cose di questo tipo proprio non accadevano. Ah – avrà pensato – a quei tempi sì che era semplice governare. Tutto più semplice, tutto più facile: “La stampa più libera del mondo intero è la stampa italiana. Il giornalismo italiano è libero perché serve soltanto una causa e un regime; è libero perché, nell’ambito delle leggi del regime, può esercitare, e le esercita, funzioni di controllo, di critica, di propulsione”. Era 10 ottobre 1928 e queste parole furono pronunciate dall’allora inquinino di Palazzo Chigi: una poesia alle orecchie del Cavaliere.
Altri tempi signor Presidente, altri tempi – quello si che era un bel Ventennio, vero?

in un paese normale…

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Anno zero, l’altra sera, era uno schifo? Era costruita coi piedi? Probabilmente si, anzi, si di certo. Ma quello che fa Santoro nel suo programma riguarda lui, il suo responsabile di rete e il suo pubblico. Voglio dire, in un paese normale, dopo la puntata, Santoro e il suo direttore di rete avrebbero fatto una chiacchierata (o una scazzottata) chiusi dentro ad un ufficio dell’azienda. Punto. Alla Rai, invece, intervengono – a leggere la rassegna stampa di ieri c’era da impressionarsi, per davvero – il presidente della Camera, l’ambasciatore d’Israele e una sfilza fitta di nomi (più o meno noti) che si dilettano, dalle colonne dei giornali, a tirare merda addosso al conduttore (a quello, in particolare). Insomma, quella di Anno Zero è stata una puntata sbilanciata e costruita male – almeno per come l’ho vista io – ma non è stato uno scandalo, non è stato un attacco improprio, non è stata propaganda indecente: si vedono tante sconcezze in tv, figurarsi, ora, se tutti i mali vengono da Santoro. Indecente, invece, sono i meccanismi di controllo (o pseudo tali) che si attivano alla Rai: meccanismi odiosi e quanto mai assurdi. Ma non – chiarisco il pensiero – perché ci siano dei controlli, figurarsi, ma perché nessuno ha, per davvero, un cazzo di responsabilità di quello che succede, di quello che viene trasmesso. Tranne Santoro e pochi altri. Ovviamente.

i tabù…

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«Io i tabù li abolirei tutti, restaurando l’unico che è saltato: il comune senso del buon gusto. Ammesso che il buon gusto sia ancora così comune.»

Massimo Gramellini, 10.12.2008

proposta di regolamentazione…

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«Porteremo sul tavolo una proposta di regolamentazione di internet in tutto il mondo, essendo internet un forum aperto a tutto il mondo. »

Silvio Berlusconi, 3 dicembre 2008

la museruola…

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Rockerduck: “Se non cancelli l’articolo sul tuo blog che parla male di me, ti trascino in tribunale per diffamazione a mezzo stampa. ”
Paperino: “Ma il mio blog non è una testata!”
Rockerduck: “Però hai un banner pubblicitario, quindi potresti essere un’impresa, e quindi devi iscriverti al ROC. Anzi, se non togli l’articolo ti denuncio pure per stampa clandestina.”
Paperino: “Ok. Sob.”

Provate a sostituire “Rockerduck” con “picciotto” e “Paperino” con “cittadino” e il gioco è fatto.

sei-sette anni di lavoro

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Ci vorranno ancora sei-sette anni di lavoro per poter aprire gli archivi della Santa Sede relativi al periodo storico del pontificato di Eugenio Pacelli.

un rapporto speciale…

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“La Chiesa ha sempre avuto con il libro, sin dagli inizi della stampa, un rapporto speciale, che dalla rivoluzione delle nuove tecnologie non è stato ridotto, anzi, ha ricevuto ulteriore impulso”

card. Tarciso Bertone, 17 ottobre 2008

“I libri sono per loro natura strumenti democratici e critici: sono molti, spesso si contraddicono, consentono di scegliere e di ragionare. Anche per questo sono sempre stati avversati dal pensiero teocratico, censurati, proibiti, non di rado bruciati sul rogo insieme ai loro autori.”

Corrado Augias, Leggere

questo paese…

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«Questo paese ha una legge dello Stato capace di chiudere la bocca a chiunque voglia esprimere sul web punti di vista non preventivamente autorizzati». Così Massimo Matellini a commento della sentenza che ha condannato Carlo Ruta al reato di “stampa clandestina”.
Sacrosanta considerazione che ben fotografa la situazione di merda in cui si trova a galleggiare “questo paese”.

[Via Maurizio]