Tag Archive for 'centrosinistra'

si aggregherà…

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«Noi – dice Silvio Berlusconi – andremo avanti per mantenere i nostri impegni elettorali con le nostre forze. Se l’opposizione si aggregherà [...] saremo felici, ma non credo che questo possa succedere». A Veltroni, Di Pietro e Casini il premier – è deduzione tutta personale, si badi – riconosce il diritto di “aggregarsi” non di discutere ché in fondo quello che lui auspica è un’allegra comitiva (l’esempio me lo suggerisce il De Mauro), tutta attenta a seguire l’ombrellino del capofila per non perdersi. Senza rompere i coglioni sulla destinazione, però: quella sarà comunicata appena un attimo dopo l’arrivo.

assurde relazioni…


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Sono costretto a fare un discorsetto molto sgradevole, garantisco sul mio onore che non ci metterò compiacimento, per quanto, se pure fosse – intesi? Dice il presidente Fini: «Tolleranza zero» contro chi ha ammazzato Nicola Tommasoli, ma «molto più gravi» le contestazioni dei giorni scorsi della sinistra radicale contro la Fiera del libro di Torino.
Sgombriamo subito il campo da equivoci o da speciosi fraintendimenti: considero quelli che hanno bruciato le bandiere israeliane dei perfetti imbecilli ché affermare di aver compiuto, consapevolmente, «un gesto forte» per protestare contro «le morti, ormai quotidiane, di civili palestinesi, tra cui anche bimbi di pochi mesi, sotto il fuoco israeliano» la dice lunga sulla sanità mentale dei contestatori. Detto questo – ritornando alle dichiarazioni del neo-presidente – ritengo che il solo pensare di poter, in qualche modo, paragonare (al fine di stabilire una qualsivoglia relazione) un gesto assurdo qual è quello di bruciare una (qualunque) bandiera ad un assurdo (e vile) pestaggio mortale di una (qualunque) persona sia , quanto meno, fuori luogo se non inopportuno e, ovviamente, stupido. Se poi tra i miei (pochi) lettori c’è qualcuno che la pensa diversamente, sarei davvero lieto se il tipo mi spiegasse – prima di essere mandarlo a cagare – il motivo per cui mi sta (ancora) leggendo.

“come dicevamo noi… ”

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«Vi sarete accorti – scrive Ferrara su Il Foglio – che il conflitto di interessi del magnate dei media […], è scomparso completamente dall’agenda politica e culturale di questo paese » L’argomento è forte e la tesi è difficilmente contestabile ché il problema – per com’è stato trattato – è stato sempre strumentale e, soprattutto, lasciato (volutamente) irrisolto ché risultava sempre utile da usare – negli anni scorsi, soprattutto in campagna elettorale – per incolpare l’avversario d’una sua insita scorrettezza, d’una sua innata illegittimità a guidare il paese. «Segno – continua Ferrara – che come dicevamo noi era un argomento falso, una trovata di propaganda […] segno che in Italia non esistono le questioni vere, ma solo le ostilità faziose verso le persone erette a simboli del male per convenienza e presunta destrezza. » Ha ragione il direttore? Cazzo se ha ragione! Su un solo punto però avrei da ridire. Quando scrive come dicevamo noi…”, Ferrara omette un particolare, mente o – sputtanando la proverbiale memoria dei pachidermi – non ricorda ché nel lontano maggio del 2004 dalle colonne del suo giornale esprimeva idee diverse – molto diverse – proprio su questo stesso argomento. «Lei, gentile presidente, continua a nutrire l’illusione – scriveva il direttore – che si possa stare in politica da imprenditore curando di diventare sempre più ricchi e sempre più indifferenti alla soluzione di un gigantesco conflitto di interessi che i suoi nemici attaccano per le ragioni sbagliate, e con la coda di paglia, ma che per i suoi amici non ossequienti esiste, ed esiste anche per lei».
C’è contraddizione? Naturalmente sì, ma si dirà – e a ragione – che col tempo le idee cambiano ed è lecito sbarazzarsene come “cane morto” senza stare li a farsi troppo condizionare. Il fatto – a voler andar alla sostanza della faccenda – è che sono passati gli anni ed il conflitto d’interessi del Cavaliere è ancora li, fermo, intoccato (e, forse, intoccabile), grande quanto una casa e responsabile, almeno in parte, dell’ignobile “implosione”di questo (colpevole) centrosinistra.