…come Pertini e Mandela.

Grillo

Condannato (in primo grado) a un anno di reclusione per diffamazione, Beppe Grillo si è detto pronto al sacrificio: «Se Pertini e Mandela sono finiti in prigione potrò andarci anch’io per una causa che sento giusta e che è stata appoggiata dalla stragrande maggioranza degli italiani al referendum». Accostamento dissacrante – oltre che suggestivo. Ché Sandro Pertini – come ricorderanno quelli che hanno studiato la Storia – fu perseguitato per il suo impegno politico contro la dittatura di Mussolini, mentre a Nelson Mandela il regime sudafricano dell’apartheid diede addirittura l’ergastolo che lo costrinse agli arresti fino al febbraio del 1990. Ma Grillo – è lecito chiedersi –, contro quale regime si è scagliato? a quale tiranno è andato a pestar i piedi? Beh, il truce despota risponde al nome del professor Franco Battaglia, docente di Chimica ambientale del Dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari dell’Università di Modena e Reggio. Stando alle cronache, pare che l’impavido Grillo sia stato condannato «per aver detto in un comizio che il professor Battaglia — per lo stesso principio per cui Rita Levi Montalcini era solo «una vecchia puttana» — affermava delle coglionate in merito al nucleare». Oh, ebbè?! Cazzo avete da ridere?! Non v’approfittate del fatto che ho il braccio troppo corto per darvi lo schiaffone che meritereste! Vi vedo, sapete? Fate poco gli spiritosi, ché se Giuseppe Piero Grillo, detto Beppe, dice d’essere come Pertini e Mandela sarà vero, no? Metti, che ne so, che anche quelli mi pisciavano i paragoni, eh!?

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In un celebre passo della tragedia di Sofocle, Antigone rivendica la priorità di una legge superiore a quella scritta per giustificare il suo gesto di disobbedienza civile; il mondo delle leggi scritte in forza delle quali i reati vengono perseguiti in contrapposizione a quello delle leggi non-scritte (ἄγραπτα νόμιμα) ma «la cui violazione – riprendo le parole dell’epitafio di Pericle rielaborato da Tucidide – reca una vergogna universalmente riconosciuta».
Ecco, e qui mi fermo, al di là del procedimento giudiziario e dell’iter che questo avrà tra qui a pochi mesi, c’è una legge non-scritta che imporrebbe all’omino di vergognarsi per il reato commesso, ché la vergogna – è legge non scritta, anche questa – ahilui, non va mai in prescrizione.