
La solita Pecorella che si sacrifica.
«La predeterminazione del numero degli embrioni producibili e successivamente impiantabili, imposta dalla norma in modo aprioristico e a prescindere da ogni concreta valutazione del medico curante, sulla persona che intende sottoporsi al procedimento di procreazione medicalmente assistita, appare – affermano i giudici del Tar del Lazio – rivelarsi non in linea con quel bilanciamento di interessi (tutela dell’embrione-procreazione) che la legge 40 sembra voler perseguire». Pare, insomma, che la legge 40/2004 sia anticostituzionale. Almeno, ci pare di capire, per quanto attiene alle sue linee-guida. Il tribunale amministrativo laziale – annullando per eccesso di potere le linee guida sulla fecondazione medicalmente assistita – ha accolto il ricorso di un gruppo di associazioni ed ha passato, prontamente, la palla alla Consultà che dovrà, adesso, pronunciarsi sulla costituzionalità della legge.
Vuoi vedere che il 75% degli italiani s’astenne dall’andare a votare il referendum per abolire alcuni punti della legge 40 proprio perché aveva già intuito l’incostituzionalità della legge? Che furbacchioni…