Archivi dei tag: Crisi di governo

…il grande burattinaio duepuntozero

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« Da oggi il blog – scrive Beppe Grillo in un post datato 24 gennaio – fa politica attiva con un sito dedicato alle liste civiche, al cittadino che prende in mano il proprio destino, il proprio Comune, la propria Regione». Alla fine pare che il comico abbia palesato un’ambizione che già da tempo coltivava (altro che «da oggi…» ). La notizia è nei titoli delle gradi agenzie di stampa e in quelli dei giornali – tanto per darvi la cifra di quant’è attiva la censura che gli organi di stampa andrebbero esercitando contro le notizie Grillocentriche – e va considerata, a mio avviso, come un ulteriore campanello d’allarme (se ce ne fosse bisogno) della crisi della rappresentanza politica. Al momento pare che le liste civiche si limiteranno ad agire localmente, ma tenderei a non escludere (vista la pochezza di una certa classe politica nostrana) una qualche forma di rappresentanza a livello nazionale ché già m’immagino i manifesti con i faccioni dei candidati con il bollino in bella mostra per dire d’essere stati esaminati, con successo, da Grillo. Ad ogni modo, bollino a parte, sarà molto interessante vedere – specialmente se si andrà a votare con il porcellum – come il comico dei blogger comporrà le sue belle listone bloccate.

Grillo, stando alle regole che egli stesso ha deciso, non potrà candidarsi (in quanto condannato in via definitiva per omicidio colposo) e si limiterà – se abbiamo afferrato bene il senso della sua azione – a distribuire bollini di qualità e a gestire l’intera vicenda attraverso il suo blog. Insomma, tanto per dirla tutta, anche se non potrà direttamente candidarsi sembra che il genovese si sia già candidato – in sostituzione – al ruolo (assolutamente non marginale) di grande burattinaio duepuntozero.

coerenze…

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«Se Berlusconi vuole tornare a Palazzo Chigi ci vada con Veltroni, perché con me ha chiuso»

Gianfranco Fini, 20 novembre 2007

«Berlusconi è il candidato premier del centrodestra. Non sono cambiate le condizioni rispetto a due anni fa, visto che la legge elettorale è la stessa. Casini? Sono sicuro che non andrà mai con la sinistra e che non non darà mai vita ad un centro autonomo. E prenderà atto che non ci sono le condizioni per un governo tecnico. A quel punto farà insieme a noi un programma comune».

Gianfranco Fini, 25 gennaio 2008

…tengo famiglia

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La questione è chiarissima: il morbido Mastella è (quasi sicuramente) riuscito là dove i ferocissimi comunisti massimalisti hanno fallito: far cadere il governo.
L’intera vicenda – a prescindere dal raggiungimento o meno del fine – dimostra, se ce ne fosse bisogno, in modo incontrovertibile direi, quanto i partitini (indipendentemente dalla loro collocazione e dalla loro ispirazione politica) sono perniciosi per la democrazia italiana ché il potere di ricatto che riescono ad esercitare è sproporzionato rispetto al loro effettivo peso rappresentativo.
A rendere però particolarmente – mi si lasci passare il termine – squallida questa crisi c’è il fatto che, checché ne dica il ceppalonico Mastella, mentre – tra i vari partitini, dico – c’era chi minacciava la crisi per questioni che almeno all’apparenza erano sostanziose (pensioni, salari, etc. ), Mastella e i suoi riuscirebbero, metaforicamente (è, in questo caso, opportuno sottolinearlo), ad accoppare Prodi, mandandolo col culo in aria, per questioni di famiglia (e di grane giudiziarie ad essa annesse). Quel che si dice pura ragion di stato, insomma.
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