A ‘sto giro

Partiamo da qui, da una curiosità, da un’anomalia politica: s’è mai visto un politico aprire una crisi di governo dopo una vittoria sugli alleati?
Voglio dire: logica, buonsenso, prassi avrebbero voluto che s’aprisse una crisi se Salvini avesse perso la Tav. Invece? Invece stavolta la crisi s’è aperta subito dopo che Felpa Pig™ ha umiliato ben bene gli alleati. Se affermo quindi che la Tav è una scusa, un pretesto, vi trovo tutti d’accordo, vero?! Una scusa, dico, per arrivare alla crisi prima che si venisse a chiudere la finestra utile per il voto di ottobre, e – qui il punto – prima di dover metter mano alla legge di bilancio, intestandosene le impopolari conseguenze.
La politica è sangue e merda”, usava dire Rino Formica. Mi permetto solo di notare che fin qui s’è vista solo moltissima merda. Il sangue, a ‘sto giro, toccherà mettercelo noi.

ci vado io…

Si parla di politica, della crisi del sistema e della disaffezione alla vita pubblica di noi italiani. Il mio amico a un certo punto dice: «una volta c’era qui una famiglia di buoni mastri-carpentieri. Io avevo bisogno di un lavoretto fatto ad arte e sono andato da loro. Mi dissero: noi non possiamo, c’è molto daffare in questo periodo; ti mandiamo P. – un falegname che conoscevo. E io dissi: e c’è bisogno che me lo mandiate voi, P.? Ci vado io, a chiedergli di venire a lavorare da me». Fa una pausa, coglie il vago nel mio sguardo e così spiega la parabola: «Io ho sempre votato PD e prima ancora Partito Comunista; ma alle ultime elezioni mi sono detto: e che bisogno ho di farmi portare dal PD allo sfascio? Ci vado io. E mi sono astenuto.»