
Secondo il vescovo di Gap, monsignor Jean-Michel di Falco-Leandri, le reazioni sono state «in maggioranza positive. Quest’opera non lascia indifferenti, ma parlare di polemica è falso». Di cosa si tratta? De “La Pietà” di Paul Fryer – una scultura che rappresenta Cristo morto deposto dalla croce seduto su una sedia elettrica – esposta da domenica 4 aprile nella cattedrale di Gap, in Francia. «La croce – si chiede un fedele – non era l’ equivalente, all’epoca romana, della sedia elettrica?” Certo. Così come lo erano l’impalamento, la gogna, l’apotympanismos e la decapitazione. E allora è lecito domandarsi: di fronte a un Cristo impalato o con la testa mozzata, il fedele avrebbe comunque lasciato il suo “merci à l’artiste et à celui qui a organisé cette exposition” come obolo per il risveglio ottenuto dall’opera?
«Cette vision provoque choc et même douleur chez certains chrétiens scandalisés. Et pourtant la croix n’était-elle pas à l’époque romaine l’équivalent de la chaise électrique, un instrument de mort et de torture, d’autant plus infamant qu’il était réservé aux esclaves ? Le Christ redevient alors notre contemporain et sa Passion n’en est que plus actuelle. A nous de ne pas ignorer la souffrance de chacun». Ma tu guarda che cazzate ci tocca leggere – un cumulo di fesserie tenute insieme da un banale conformismo di maniera. Ché se la posa è acconcia e rispettosa ben venga pure la sedia elettrica come ultimo trono terreno prima della resurrezione. Ma un figlio di Dio con i coglioni maciullati o senza testa o – provate a immaginarlo solamente – con gli occhi strabuzzati e la lingua fuori non avrebbe dato non dico scandalo ma almeno qualche grattacapo teologico?



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