Archivi dei tag: Crociata

s’io fossi il padre…

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La notte passata a gironzolare per portali, siti e forum cattolici: che stronzi di cane, che muffe maleodoranti, che topi di fogne. Al solo pensiero mi vien da vomitare. Tutti, con la leggiadria di un elefante, a parlare di Eluana Englaro senza rispetto, senza spendere un briciolo di decenza: ammassi di soliloqui sprezzanti e irriguardosi nei confronti di chi non accetta l’inutile sofferenza di quel corpo già troppo martoriato. Roba che s’io fossi il padre – il padre di Eluana, dico – li ammazzerei, schiacciandoli, uno a uno fino a non lasciarne vivo nessuno. Davvero. Altro che dichiarare: «Quello che dice il Vaticano vale per il Vaticano, ma per noi vale quello che diceva nostra figlia».

anche più evolute…


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«Si può ammettere l’esistenza di altri mondi e altre vite, anche più evolute della nostra, senza per questo mettere in discussione la fede nella creazione, nell’incarnazione e nella redenzione. »


Il problema è capire se le altre forme di vita ammettono l’esistenza della vostra fede ché loro, caro don Funes, sono intelligenze superiori: forme di vita più evolute della nostra, appunto.

Dio l’abbia in gloria…


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«Tutte le persone che hanno partecipato all’intervento medico sono dei malfattori perché hanno stroncato la vita di un innocente prima della nascita»

Cardinal Alfonso López Trujillo, 29.08.2006

Aveva le sue fisse il cardinal Alfonso López Trujillo. Guai a toccargliele. La citazione – tanto per capire che tipo era – è l’estratto di un’intervista che, nell’agosto del 2006, sua eminenza concesse all’emittente radiofonica colombiana Ren in merito all’aborto praticato nell’Ospedale Simon Bolivar di Bogotà su una ragazzina di otto anni violentata dal patrigno. È morto l’altrieri. Dio l’abbia in gloria e li se lo tenga stretto stretto.

un’opera di conciliazione…

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«Non ci si può arrendere alla mentalità divorzista. Gli avvocati devono sempre declinare l’uso della loro professione per una finalità contraria alla giustizia com’è il divorzio. Per i giudici ciò può risultare difficile perché gli ordinamenti non riconoscono una obiezione di coscienza per esimersi dal sentenziare. Essi possono pertanto sentenziare secondo i principi tradizionali della collaborazione materiale al Male, ma devono favorire le unioni matrimoniali mediante un’opera di conciliazione saggiamente condotta»

Giovanni Paolo II, 28 gennaio 2002

la prova ontologica…

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Se Dio esistesse, farebbe qualcosa per Giuliano Ferrara.

1=-1…

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…più o meno è quello che ho pensato a rimuginar su questo post di Maurizio. Ché se – mettiamo per ipotesi – quando Iddio disse ad Abramo: “Prendi tuo figlio, il tuo unico figlio che ami, Isacco, va’ nel territorio di Moria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò”, l’ingrato padre avesse risposto: Signore, con tutto il rispetto, vai a fare in culo, va’!” tutto il resto del racconto – e, soprattutto, tutto quello che n’è derivato – si sarebbe annichilito: un semplice pluf! Altro che 1 = -1.

Excusatio non petita…

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«Il Santo Padre – si legge nella nota del direttore della sala stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi – amministra il Battesimo nel corso della liturgia pasquale ai catecumeni che gli sono stati presentati, senza fare ‘differenza di persone’, cioé considerandoli tutti ugualmente importanti davanti all’amore di Dio e benvenuti nella comunità della Chiesa». Senza fare differenza di persona, appunto. Tranne quando tra le persone ce n’è una che si fa chiamare Magdi Allam, «noto giornalista di origine egiziana, vicedirettore ‘ad personam’ del ‘Corriere della Sera’». Un buon testimonial per la giusta causa, insomma.

C₆H₅OH…

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Il Cristo – è la tesi di un lungometraggio andato in onda sulla Bbc – sarebbe stato fissato con le braccia piegate leggermente sopra la testa, con i chiodi ai polsi e le gambe in posizione fetale.
“Niente di nuovo – sbotta il direttore dell’Osservatore Romano Giovanni Maria Vian – si tratta di tesi risapute, sia la posizione delle braccia, che i chiodi nei polsi, specialmente da quando sono stati approfonditi gli studi sulla Sacra Sindone. Tanto sensazionalismo mi sorprende”.
Cazzo – mi chiedo – e come la mettiamo, adesso, con le stimmate sui palmi delle mani di Padre Pio?

Caro Marcello…

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Caro Marcello,
era da un po’, è vero, che non sottolineavo qualche tua uscita. Però sulle questioni a te care, devi ammettere, sono stato molto attento in questi mesi. A volte con postucci che manco avrai letto (o tutt’al più avrai stampato per il gusto di buttarli nel cesso), a volte con pezzi che lanciavano qua e la una rapida punzecchiatura all’elefantino – ma a te, credimi, pensavo anche in quei frangenti lì – giust’appunto per farlo barrire di noia o, al limite, per dargli una piccolissima molestia. Sono tornato e ritornato più volte su quelle questioni. Tutto puoi dirmi, non ch’io non abbia provato, che non mi sia impegnato. Anzi. Ma va benissimo così. Davvero. Non voglio più nemmeno tornarci sopra. Un’ovocellula fecondata per te è e continua ad essere persona? Continui a ripetere che l’aborto è o-mi-ci-dio? Va bene, sia. Solo una cosa però vorrei chiederti: d’essere un uomo coerente. Ti ricordo – sarò breve – che l’ira e la superbia sono peccati capitali (m’è giunta voce – e Massimo Bordin è persona fidata – che ti sei messo financo a bestemmiare per via di alcuni posizionamenti non graditi in certe liste elettorali… ). Inoltre, prega per i tuoi nemici (anche quelli come Veltroni che – a tuo dire – hanno dei problemi) e, quando credi che qualcuno ti abbia fatto offesa, porgi l’altra guancia. Infine, se proprio vuoi fare le cose secondo il Verbo, tieni presente che quei milioni che “la Convenzione per la Giustizia” succhia dalle casse dello Stato per sovvenzionare il Foglio potrebbero essere distribuiti ai poveri o, magari, girati in qualche modo (e tu, volendo, sai come fare) alla Chiesa per le opere pie e Sante. Roma, si sa, è piccola e la Curia mormora. È un peccato, davvero, sputtanarsi così davanti a tutti. Cristo!
Con affetto.
B.

PS: tanto è l’affetto, vedi, che il post te l’ho fatto color pera. Contento?

tutto si può fare…

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«Un film è un film, non è un messaggio culturale. Ma se c’è, il messaggio, meglio saperlo leggere. E se è lieve, indiretto ma chiaro, non saperlo leggere, cara Aspesi, vuol dire avere gli occhi foderati di prosciutto. Vi era già successo, a voi di Repubblica, con il film rumeno premiato a Cannes. [...] [P]er un miliardo di aborti in trent’anni avete fatto finta di niente. E ora provate sacro orrore per noi che vi diciamo: tutto si può fare, nel tempo in cui si è liberi di scegliere, tranne uccidere i bambini nel seno delle loro madri. Un punto del nostro programma dice: date in adozione i bambini, siate libere di non abortire. Juno c’est nous.»

Giuliano Ferrara, 06 marzo 2008