Tag Archive for 'crocifisso'

Falla girare, falla girare, falla girare…

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Raccolgo l’invito a far girare in rete questa notizia di Luigi Tosti, “…così che tutti la possano vedere”.

così brucia meglio…

Credo che la Lega Nord possa e debba nel prossimo disegno di legge di riforma costituzionale chiedere l’inserimento della croce nella bandiera italiana.

Roberto Castelli, 29.11.2009

alla sfera del privato…

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Torno su una questione che ho già affrontato in uno dei post precedenti per una breve in cronaca apparsa su la Repubblica, di stamani: “Brianza, sindaco multa i presidi che non appendono i crocifissi” (la Repubblica, pag. 23 – quasi più lungo il titolo dell’intero articolo).
A mo’ di nota: se la religione fosse limitata alla sfera del privato, l’intera vicenda del crocifisso appeso ai muri delle aule scolastiche, sarebbe inconsistente; il groviglio di accuse e risentimenti sollevati dalla sentenza dell’Unione Europea sarebbe sciolto, anzi, non farebbe affatto groviglio, ché se uno Stato deve assicurare a tutte le confessioni religiose parità di diritti (per aver rinunciato ad avere – appunto – una “religione di Stato” ), imporre il confino alla sfera privata della religiosità, a me – fuor d’ironia – pare la soluzione più sensata – oltre che l’unica praticabile. Basterebbe – a voler esemplificare il concetto – che s’applicasse lo stesso principio che viene applicato alla vita sessuale¹ : puoi scopare come ti pare, ma non in un luogo pubblico.
Purtroppo, però, sono in molti a scartare a priori l’eventualità di confinare la religione alla sola vita intima dell’individuo, perché l’ipotesi è considerata laicista. E allora, visto che dobbiamo scartare la più ragionevole delle ipotesi, tutti dovrebbero tollerare tutto: via i crocifissi dai luoghi pubblici. Senza scassare il cazzo a nessuno.

¹ Del resto religione e sesso non sono forse aspetti fondamentali della vita più intima di un individuo?

è una mia idea…

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«Questa è una mia idea ma non l’ho disegnata io. Ma guarda che roba…com’è fatta. Questo è un mio amico che me l’ha fatta. Che mi fa tutte le cose…io mi faccio una doccia anch’io… e poi, poi mi aspetti nel lettone se finisci prima tu?»

Silvio Berlusconi, 4 novembre 2008

un dettaglio…

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Interrogato sulla questione del crocifisso nelle aule, Pierluigi Bersani – non so se avete presente – se ne esce con la seguente dichiarazione: «Penso che su questioni delicate come questa, qualche volta il buonsenso finisce di essere vittima del diritto. Io penso che un’antica tradizione come il crocifisso non può essere offensiva per nessuno» [*]. La tradizione si giustifica in quanto antica: non un simbolo religioso – il crocifisso, dico – ma un dettaglio inoffensivo, derivante da “un’antica tradizione” che ci è diventato caro nella scenografia e li ce lo teniamo, come la gondola di plastica sulla televisione della nonna.
A pensarla come Bersani un po’ tutti; in testa i vescovi italiani, della Cei.
Pataccari, tutti pataccari e bestemmiatori. Difendono la gondola di plastica della nonna, mica il simbolo del Dio vivente. Ipocriti schifosi. (Roba che se fossi Jahvé li annienterei tutti con una scorreggia, ché sarei tipo abbastanza severo contro offese simili.)

la nostra storia, la tradizione…

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Il crocifisso – ci fa sapere il ministro Gelmini – «è certamente un simbolo religioso ma la sua presenza in classe non significa adesione al cattolicesimo, è la nostra storia, la tradizione. Le radici dell’Italia passano anche attraverso simboli, cancellando i quali si cancella anche una parte di noi stessi».
Farei sommessamente notare alla Gelmini: il crocifisso nelle aule scolastiche compare con la riforma fascista di Giovanni Gentile – Art. 118 del R.D. 30 aprile 1924, n. 965. È questa la tradizione a cui il ministro si riferisce?

Dona praesentis cape laetus horae…

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[ * ]

simbolo…

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«Il crocifisso non è solo un simbolo religioso, ma è il simbolo di quei valori su cui abbiamo costruito la nostra storia e la nostra civiltà. Se si vuol rinunciare alla propria storia e ai propri valori significa che la crisi che sta colpendo il mondo non è solo una crisi economica, ma qualcosa di molto più grave e questo mi preoccupa molto. Le crisi economiche si superano solo partendo dai valori, diversamente ci sarà l’Apocalisse. »

Roberto Calderoli, 24 novembre 2008

el sentimiento…

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«La presencia de estos símbolos en las zonas comunes del centro educativo público, en el que reciben educación menores de edad en plena fase de formación de su voluntad e intelecto, puede provocar en estos el sentimiento de que el Estado está más cercano a la confesión con la que guardan relación los símbolos presentes en el centro público que a otras confesiones».

Alejandro Valentín, giudice.