
Il diavolo ha reso tali servigi alla Chiesa,
che io mi meraviglio come esso non sia ancora stato canonizzato.
versione 2.0

Il diavolo ha reso tali servigi alla Chiesa,
che io mi meraviglio come esso non sia ancora stato canonizzato.

«Lo ripeto per la quarta volta, ha capito bene: dietro questa gravissima crisi economica si nasconde lo zampino di Satana: quando accadono divisioni, confusione, crisi, il grande tentatore è sempre presente. Lui se la ride e inevitabilmente le crisi e i dissesti economici hanno influenze anche sulla sfera personale. Creano allontanamento e frattura, esattamente quello che vuole Satana. Dunque affermare che la crisi finanziaria internazionale sia anche un prodotto satanico e gradito a Satana non è sbagliato. La crisi mondiale è dunque un fatto satanico».

Roba da sprecarci litri d’inchiostro per un paio di paginate fitte fitte di considerazioni e implicazioni teologiche, tant’è inquietante la valenza simbolica del gesto riconciliatore — quello riprodotto in foto, dico. Fossi Giuliano Ferrara un pensierino ce lo farei.

Immaginate che Francesco – vostro figlio – sia sempre taciturno, schivo, introverso, non ami giocare coi suoi coetanei, di notte sogna il diavolo e che – siamo già verso i nove anni – lo sorprendete a flagellarsi la schiena con una catena. Immaginate che il bambino sia attratto ossessivamente dal “sistema pilifero” di Padre Camillo da Sant’Elia a Pianisi: “La barba di fra Camillo – avrà modo di dirvi – si era ficcata nella mia testa, e nessuno mi poté smontare”. Che il piccoletto abbia febbri continue, spesso oltre i 40°C, intervallate con continui malanni respiratori e intestinali. Che vi chieda, in continuazione, di ripetergli la storia delle stimmate di San Francesco e che a sentirsela raccontare vada ogni volta fuori di testa, come in trance. Che lo trovate spesso gonfio come un pallone, pieno di lividi e tagli e, a domanda, la risposta sia: «L’altra notte la passai malissimo; quel cosaccio da verso le dieci, che mi misi a letto, fino alle cinque della mattina non fece altro che picchiarmi continuamente. [...] Credevo proprio che fosse quella propriamente l’ultima notte di mia esistenza; o, anche non morendo, perdere la ragione. Ma sia benedetto Gesú che niente di ciò s’avverò. Alle cinque del mattino, allorché quel cosaccio andò via, un freddo s’impossessò di tutta la mia persona da farmi tremare da capo a piedi, come una canna esposta ad un impetuosissimo vento. Durò un paio d’ore. Andai del sangue per la bocca». Che su un tema in classe, a quindici anni, leggiate: “Oh, se fossi re, combatterei prima di tutto il divorzio, da molti cattivi desiderato, e farei sì che il sacramento del matrimonio fosse maggiormente rispettato… Io cercherei di illustrare il mio nome col battere sempre la via del vero cristiano; guai poi a coloro che non volessero seguirla. Li punirei subito o col metterli in prigione o coll’esilio, oppure con la morte“. Immaginato tutto? Fatto? Bravi. Adesso – mi pare lecito – la domanda è: voi, da genitori, che fareste? Ricovero? Psicoterapia? Esorcista? Col cuore in mano, credetemi: qualunque cosa decidiate di fare siete in errore. Per carità di Dio, fermatevi! Mi raccomando. Ché con un po’ di culo, qualche goccia di acido fenico puro e l’interessamento in alto loco avrete un autentico santo in famiglia. E sai quanti soldi?
“Ibis redibis non morieris in bello” è – lo scrive Alberico delle Tre Fontane in Chronicon – il responso ambiguo che la Sibilla diede ad un soldato romano che era andato a consultare l’oracolo sull’esito della sua missione. Una frasetta ambigua da tradurre, dicevo, ché se la Sibilla ci metteva un’innocua virgola dopo quel “non” si era autorizzati non solo a grattarsi i coglioni ma a spaccarle pure la faccia, alla puttana. Questione, si dirà, di poco conto: quisquiglie oziose se non insignificanti. Epperò, vedete, a volte il diavolo s’insinua nei particolari e s’annida così bene, il bastardo, che riesce a strapparti finanche un sorrisino tant’è beffardo. Prendete, ad esempio, questo passo dell’omelia di Benedetto XVI: “Il sacerdote – ha detto il papa – deve essere uno che vigila. Deve stare in guardia di fronte alle potenze incalzanti del male. Deve tener sveglio il mondo per Dio”. Leggetevela con calma, mi raccomando, senza malizia. Provate poi – per gioco, si capisce – a piazzare una virgola – si, un’innocua virgola – subito dopo “il mondo” e ditemi, adesso, se il diavolo non c’ha le corna.
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