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abbonati…

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Trovo la questione dell’aumento del 100% dell’IVA su Sky una cagata pazzesca – si, proprio come la fantoziana corazzata Potemkin. Lo dico chiaramente: me ne sbatto, allegramente, i coglioni. Sentire poi le verginelle del Pd gridare al “conflitto d’interessi” è cosa davvero ridicola e patetica: «Questa misura – ha dichiarato Veltroni – è un modo per colpire un’impresa, Sky, che produce e dà lavoro e per colpire i cittadini, deprimendo ulteriormente il Paese. È una misura che agisce per il 92% sul principale concorrente di Berlusconi». Per il centrosinistra di questo paese il conflitto di interessi di Silvio Berlusconi è una intollerabile atipia solo quando il Cav. è al governo: quando è all’opposizione, i suoi interessi non generano conflitto e il centrosinistra non ne prevede, in alcun modo, di possibili.
Un polverone per circa 2 euro al mese in più sull’abbonamento Sky; prime pagine di giornali e sterili polemiche qualunquiste (« non stiamo parlando di famiglie ricche – dice il segretario del Pd – ma dei tifosi di calcio che si sono abbonati a Sky, ora si trovano il prezzo raddoppiato» ) e nessuno (o pochi) a scandalizzarsi per il fatto che venga reso difficile (se non impossibile) la detrazione fiscale del 55% per chi intende risparmiare energia. Ma andate a cagare, va’.

…d’oh!

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Sbrighiamo subito i convenevoli, sennò si rischia di sembrare il Pecoraro Scanio di turno. Dunque: sono – per principio, direi –ideologicamente favorevole ad ogni tipo di avanzamento scientifico-tecnologico e quindi quattro hip-hip-hurrà per la possibilità che anche da noi s’inizi a parlare di nucleare. Sbrigato, mi pare sia tutto. Ora, però, parliamo d’altro, ma senza allontanarci troppo dal contesto, ché anche a volercene allontanare non ci si riesce, visto che è strutturale. Quando Scajola ieri ha annunciato «entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione nel nostro paese di un gruppo di centrali nucleari di nuova generazione» così, di riflesso, ho provato un senso di fottuta paura. Strano direte – visto l’incipit del post. Eggià strano… ma solo fino ad un certo punto, carissimo mio lettore, ché quello che mi preoccupa non è questa tecnologia in particolare, ma gli italiani in generale e il loro pressappochismo nello specifico. Ché – a ben pensarci su un pochino – un conto è gestire (e provare ad arginare) l’emergenza rifiuti altro, invece, è provare a gestire quello – ipotetico ma non improbabile – delle scorie. Insomma, il solo pensiero che un Bassolino qualsiasi possa, un domani, dover metter bocca sullo smaltimento di materiale radiattivo… meglio non pensarci, vah.