
«Pensi di aver commesso qualche errore?» «Si, il passaporto. Aver preso un passaporto sbagliato.»

«Pensi di aver commesso qualche errore?» «Si, il passaporto. Aver preso un passaporto sbagliato.»

A commento dei fatti accaduti a Castel Volturno, Roberto Galullo su il Sole 24 Ore scriveva: «Ma la camorra non dovrà fare i conti solo con la mafia nera. La società civile campana sta faticosamente rivitalizzando gli anticorpi contro i clan. Per quell’area che dovrà rinascere, il 1 agosto 2003 è stato firmato un accordo di programma tra Regione, enti locali, Consorzio Rinascita e Fontana Bleu Spa. A presiedere il consorzio è stato chiamato Felice Di Persia, un ex magistrato napoletano che ha passato una vita a combattere i clan». Verrebbe da commentare – con uno sbotto d’ira – “…e i risultati si vedono!”. Ma al lettore poco attento sfuggirebbe il motivo di tanto feroce sarcasmo perché – e di questo ne sono certo – non tutti ricordano che il dott. Felice Di Persia insieme al collega Lucio Di Pietro partendo da un’agendina con un numero di telefono, arrivarono a una condanna a dieci anni per Enzo Tortora. Che venne assolto in appello e pure in Cassazione.

«Leggo che ha ricevuto la prima comunione in Vaticano. Beh, la notizia è proprio commuovente. A cinquantadue anni suonati Emilio Fede (che era definito come “laico e socialdemocratico” ) è toccato invece dalla grazia. Per carità: io le conversioni le rispetto. Avvengono però solitamente nel chiuso della nostra coscienza e riguardano di solito la nostra vita intima, privata. Certo, che il comunicando (si sarà vestito da marinaretto, con la fascia al braccio?) ha scelto invece, per questa mistica faccenda, una chiesetta assai poco appartata: il Vaticano. Nientemeno. Immagino che i democristiani non potranno che trarne soavi auspici: dopo tanti cadaveri, ecco finalmente un comunicato eccellente. »
«Io sono qui, e lo so anche, per parlare per conto di quelli che parlare non possono, e sono molti, e sono troppi; sarò qui, resterò qui, anche per loro».