Tag Archive for 'Europa'

Dona praesentis cape laetus horae…

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non si sente volare una mosca…

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Pioggia di critiche da tutta Europa per Benedetto XVI dopo l’ultima uscita contro l’uso del preservativo nella lotta all’Aids. Certo, hanno detto in molti, non bastano i preservativi per debellare l’Aids; neppure chi li produce – tanto per dire – si spinge ad affermare tanto. Però, cazzo, dichiarare che l’uso del profilattico «aumenta il problema» è una mascalzonata bella e buona. Quelli della Durex – giusto per fare un nome – potrebbero citarlo in qualche tribunale per calunnia ché con la casacca degli untori uno non ci fa certo una bella figura. Ma qui, come al solito, divago. Torniamo alle reazioni di sdegno dei paesi europei. «La Francia – si legge in una nota ufficiale – esprime fortissima preoccupazione davanti alle conseguenze di queste frasi che riteniamo che mettano in pericolo le politiche di sanità pubblica». Non meno ruvido l’intervento del governo tedesco: «Una moderna cooperazione allo sviluppo deve dare ai poveri l’accesso ai mezzi di pianificazione familiare e tra questi rientra in particolare anche l’impiego dei preservativi. Tutto il resto sarebbe irresponsabile». E – dirà il perfido lettore – l’Italia? Nell’ordine d’idea che anche i pidocchi debbono far sentire la loro tosse, arrivano dalle nostre latitudini le ferme posizioni del governo. Franco Frattini – tanto per citare l’intervento più espressivo – ha rifiutato ogni commento alle parole del papa, mentre il premier Berlusconi ha dichiarato senza indugi: «Ciascuno svolge la sua missione ed è coerente con il suo ruolo».
Tiriamo le somme: oltralpe le dichiarazioni del pontefice sono apparse inopportune e pericolose; qui da noi – al netto delle solite eccezioni – stranamente non sento volare una mosca. I governi europei ritengono, giustamente, di manifestare la loro indignazione per quelle affermazioni gravissime e irresponsabili, di rispedirle con foga al mittente, e invece dalle nostre parti è unanime la genuflessione. Stranamente – dicevo – non si sente volare una mosca nonostante, e sottolineo nonostante, sia abbondantemente chiaro che siamo un paese di merda.

speriamo, va’…

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La meteorologia non fa il tempo,
non decide quando splende il sole o quando piove,
ma aiuta a navigare. I marinai sanno che non si
governa il mare ma la nave, che si manovrano le vele
e non il vento.

Giulio Tremonti, La paura e la speranza

Le previsioni dell’Unione Europea sono molto negative. Giusto per dare qualche numero che più c’interessa, nel 2009, per l’Italia si stima un calo del Pil del 2%, un deficit al 3.8% e il debito che torna a crescere. Il primo semestre del 2009 – ha dichiarato Joaquin Almunia – “sarà la fase peggiore della recessione, quindi nella seconda metà dell’anno dovrebbe esserci una ripresa, anche se modesta e graduale”. Cazzi amari all’orizzonte, insomma. È vero, c’è chi sta peggio di noi: i limiti previsti dal trattato di Maastricht saranno abbondantemente superati anche da altri paesi. La Francia, per esempio, avrà un deficit al 5.8% mentre la Spagna, proprio ieri, è stata declassata nella solvibilità del proprio debito. Bruxelles – è questa l’impressione che si ricava dalla lettura dei giornali – approva le mosse del governo italiano e, strano a dirsi, il nostro paese appare più attrezzato di altri ad affrontare la crisi. Insomma, si può essere moderatamente ottimisti ché la merda, per ora, c’arriva sul mento e almeno possiamo respirare. Per ora. Ma, se possibile, continuare a consolarsi (come fa il ministro Tremonti) guardando alle difficoltà degli altri non è, a mio avviso, un buon modo per affrontare la crisi – fare il gallo sulla monnezza è sempre stato cosa deprecabile: “Sono soddisfatto, per me – ha confidato ieri ai suoi il ministro dell’Economia – è un bel riconoscimento e la Germania sta peggio di noi”. Sarebbe interessante (e proficuo) – giusto per precisare – che anche sulle scelte economiche (finora nella giusta direzione ma insufficienti) si aprisse un confronto politico serio e s’iniziasse a parlare di riforme oramai non più rinviabili (vedi pensioni). Insomma, per farla breve, si potrebbe approfittare della crisi per mettere le mani nella merda e cercare di sturare il tappo prima che sia troppo tardi. Ma – e questo sia detto a mo’ di chiosa – qui si ha la sensazione che la principale preoccupazione del ministro dell’economia sia più quella di consegnare se stesso alla storia piuttosto che discutere realmente dell’andamento dell’economia italiana. Sbaglio? Speriamo, va’.

sono pazzi, pazzi fottuti…

«La Corte europea per i diritti dell’uomo ha respinto, giudicandolo “irricevibile”, il ricorso presentato da diverse associazioni italiane contro la sentenza della Corte d’appello di Milano che, già nel luglio scorso, aveva autorizzato la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiale a Eluana Englaro, in coma vegetativo da 17 anni».

la Repubblica.it, 22.12.2008

È un accanirsi contro lo stato di diritto. Cos’è che s’inventeranno adesso che la Corte europea ha respinto il loro assurdo ricorso? Qualcuno s’incatenerà con un sondino? e qualcun altro minaccerà d’affogarsi nell’acquasantiera? Aspettiamoci di tutto.
«I ricorrenti – dice la Corte di Strasburgo – non hanno nessun legame diretto con Eluana e quindi non possono essere considerati vittime dirette della sentenza»; anche la Corte europea – brutalizzo il concetto – li ha mandati a cagare, ma loro continuano, non s’arrendono. Che se ne andassero a pregare, intensamente, invece di continuare, inutilmente, ad intestardirsi. Non dicono di credere ai miracoli? Bene, e allora pregassero – chiedessero un miracolo, adesso, prima che sia troppo tardi – invece di star li ad intossicarsi il fegato e a far gargarismi con la bile.
Ma tanto è inutile sperare che facciano un passo indietro. Sono pazzi, pazzi fottuti.

ha lasciato il giornalismo…

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«l’Europa attraversa una crisi profonda di valori e di identità, è succube di malattie ideologiche come il buonismo, il laicismo, il multiculturalismo… »

Magdi Cristiano Allam, 30 novembre 2008

salvare l’economia…

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«Prima dell’ambiente – sostiene Livio Caputo su Il Giornale – sarà meglio salvare l’economia». Vuoi mettere la soddisfazione di morire con un bel gruzzolo messo da parte?

bell’affare…

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Così siamo diventati i migliori amici della Libia. Passeremo i prossimi 20 anni a versare cinque miliardi di euro delle nostre tasse e a smentire gli annunci del dittatore libico. Bell’affare.

… europa.zip

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Col caldo – sarà sicuramente colpa del caldo – gli si son ristrette le mire di statista ché meno di un mese fa diceva che era l’Europa intera a necessitare di un “drizzone”. Adesso parla già solo dell’Italia.

olé…

AUSTRIA SOCCER EURO 2008 FINAL

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Bang bang, he shot me down…

APTOPIX Bush US Europe Vatican

«La Corte Suprema degli Stati Uniti ha rafforzato il diritto individuale degli americani ad essere armati. Con una sentenza storica su come interpretare, una volta per tutte, un diritto costituzionale sancito in modo incerto nel 1791, i giudici hanno bocciato un divieto a detenere le armi che era in vigore nella città di Washington.» (corriere.it, 26.06.2008).

Quello del “diritto individuale ad essere armati” è questione tutta americana, ché qui in Europa il problema non si pone neppure. Al netto, infatti, delle categorie professionali che ne prevedono, per legge, la dotazione – qui da noi, dico – il possesso di un’arma per un semplice cittadino è un “diritto” solo in casi assai sporadici e ben regolamentati (He wore black and I wore white) ché è lo Stato ad essere preposto alla difesa dei suoi cittadini. Neanche il più acritico e viscerale sostenitore degli Stati Uniti nostrano si sognerebbe, insomma, di rivendicare questo “diritto alla pistola” (Bang bang, I hit the ground). Eppure – tanto per rimanere tra le nostre mura – qui in Italia sono in tanti quelli che ci tengono ad indicare gli Stati Uniti come modello positivo (“Gli Stati Uniti modello di laicità positiva” scriveva l’Osservatore Romano il 16 aprile scorso); sono in tanti – e pure molto influenti – quelli che riconoscono, tanto per dire, nel testo della Costituzione d’America la summa del diritto. Potenza economica delle industrie produttrici d’armi americane? Può darsi.

La questione, però, è abbastanza delicata, soprattutto nelle implicazioni sociali che può avere, sicché, ritornano al Santo Padre, sono davvero curioso di leggere una qualche santa considerazione del pontefice (He didn’t take the time to lie) proprio su questa sentenza della Corte Suprema: nel paese dove la religione sposa così bene il sociale (Just for me, the church bells rang), non trovate che sarebbe davvero deplorevole approvare questa mania? Ma disapprovare, dopo tutte le smancerie che ci sono state col presidente Bush (“Remember when we used to play?”), non risulterebbe sconveniente? Secondo me il pontefice preferirà non proferir parola (Bang bang, that awful sound): all’Angelus parlerà d’altro: del prezzo della benzina, forse? o del caro ombrellone? Chissà.