Tag Archive for 'eutanasia'

…il tempo della prefigurazione

hamburger.jpg

Siete sicuri che sia meglio morire senza saperlo, facendo le valigie in un albergo, come è capitato a Mike Bongiorno? [...] È che non ne sappiamo più niente, di questa cosa che ci riguarda e nutre la nostra vita, con tutti i suoi significati, perché la vita non ha più statura sacra. Tanto che perderla facendo le valigie, ma per una destinazione sconosciuta e senza il tempo della prefigurazione, è considerato da chi rimane a terra il colmo della felicità”. Così Giuliano Ferrara su Il Foglio di ieri. Be’, che dire? Fa venire voglia di fargli un augurio. Vabbe’, lasciamo perdere.

di schifo e di stronzate…

elefante.jpg

L’eutanasia fatta in casa, come tradizione impone, sganciando un centone all’infermiere di turno per l’overdose di morfina, quel rituale carico di ammiccamenti, di mezze verità e di ipocrita complicità – tutto questo, dico – non fa assolutamente schifo a Giuliano Ferrara: “Puoi rifiutare una cura e lasciarti morire. È un fatto. Ma una legge che stabilisca questo fatto come diritto è un’altra cosa.” – l’aveva scritto un po’ di tempo fa su Il Foglio. Perché scrivo questo? Perché stamani il direttore è schifato, e pure assai. Avrà mangiato pesante? Può essere. Ma – a dar retta a quello che scrive – non è questo a schifarlo: c’è l’ha a morte con quanti hanno sperato che Eluana potesse finalmente riuscire ad ottenere quello che voleva e, soprattutto, ce l’ha con Beppino Englaro che, “pronto al comizio e al talk show”, s’è permesso di “dare voce a tutti gli altri dopo Eluana”. Questo comportamento , per il direttore, è roba ributtante, da far voltar lo stomaco: “Non ho mai provato un simile schifo in vita mia” – ha scritto in chiusura al suo articolo. E – udite udite – non solo l’ha scritto ma lo ha anche ripetuto dai microfoni di Radio24 – a Parliamo con l’Elefante – battibeccando con l’amico Gad Lerner.

Non è il caso di star qui a ribattere quel cumulo di stronzate che il tipo va dicendo e scrivendo da diverso tempo ché a farlo si rischia di fare pure brutta figura. Però, credetemi, è davvero avvilente sentire ripetere quelle stesse cose dalla viva voce di Giuliano Ferrara – fa impressione, davvero. Avvilente anche leggerle, ma sentirle avvilisce di più.

[...]

sansebastiano.jpg

«La vera risposta non può essere infatti dare la morte, per quanto “dolce”, ma testimoniare l’amore che aiuta ad affrontare il dolore e l’agonia in modo umano. Siamone certi: nessuna lacrima, né di chi soffre, né di chi gli sta vicino, va perduta davanti a Dio. »

Benedetto XVI, 1 febbraio 2009

«Io non voglio soffrire, io non ho della sofferenza un’idea cristiana. Ci dicono che la sofferenza eleva lo spirito; no la sofferenza è una cosa che fa male e basta, non eleva niente. E quindi io ho paura della sofferenza. Perché nei confronti della morte, io, che in tutto il resto credo di essere un moderato, sono assolutamente radicale. Se noi abbiamo un diritto alla vita, abbiamo anche un diritto alla morte. Sta a noi, deve essere riconosciuto a noi il diritto di scegliere il quando e il come della nostra morte. »

Indro Montanelli

[...]

veronesi.jpg

“Ho il dovere morale [...] di lanciare un allarme, perché, a un passo dall’approvazione di una legge auspicata fortemente da chi crede nei diritti della persona – quelli che si rifanno alla «Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino», che la Francia regalò al mondo nel 1789 e sono la pietra fondante della società moderne –, si profila il rischio che venga approvata una legge che invece calpesta e nega tali diritti, ripiombandoci culturalmente al potere assoluto dello Stato sulla vita dei suoi cittadini.”

Umberto Veronesi, 26 gennaio 2009

sono pazzi, pazzi fottuti…

«La Corte europea per i diritti dell’uomo ha respinto, giudicandolo “irricevibile”, il ricorso presentato da diverse associazioni italiane contro la sentenza della Corte d’appello di Milano che, già nel luglio scorso, aveva autorizzato la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione artificiale a Eluana Englaro, in coma vegetativo da 17 anni».

la Repubblica.it, 22.12.2008

È un accanirsi contro lo stato di diritto. Cos’è che s’inventeranno adesso che la Corte europea ha respinto il loro assurdo ricorso? Qualcuno s’incatenerà con un sondino? e qualcun altro minaccerà d’affogarsi nell’acquasantiera? Aspettiamoci di tutto.
«I ricorrenti – dice la Corte di Strasburgo – non hanno nessun legame diretto con Eluana e quindi non possono essere considerati vittime dirette della sentenza»; anche la Corte europea – brutalizzo il concetto – li ha mandati a cagare, ma loro continuano, non s’arrendono. Che se ne andassero a pregare, intensamente, invece di continuare, inutilmente, ad intestardirsi. Non dicono di credere ai miracoli? Bene, e allora pregassero – chiedessero un miracolo, adesso, prima che sia troppo tardi – invece di star li ad intossicarsi il fegato e a far gargarismi con la bile.
Ma tanto è inutile sperare che facciano un passo indietro. Sono pazzi, pazzi fottuti.

nient’altro che pezzi di merda…

chupa chups.jpg

«Oggi, 25 novembre, Eluana compie 38 anni e li festeggia nella stessa clinica Beato [T]alamoni dove è nata nel 1970 e dove ha trascorso gli ultimi 14 anni, dopo l’incidente stradle di cui è rimasta vittima il 18 gennaio 1992.
A festeggiarla ci saranno solo le suore misericordine che in questi anni hanno rappresentato la sua famiglia. Il padre, Beppino Englaro, sarà probabilmente in giro per l’Italia a cercare qualche struttura sanitaria che voglia accettare il trasferimento di Eluana per poi staccare il sondino.
»

Movimento per la vita, comunicato del 25.11.2008

È esagerato definirli pezzi di merda? Secondo me no.

(Mc 9, 42-50)

nunguns.jpg

«Siamo in quattro sorelle. Chiediamo se possiamo fare il testamento biologico per respingere ogni accanimento terapeutico: non vogliamo vivere come vegetali. »

Suor Ildefonsa, Istituto Don Orione di Genova, 18 novembre

registrare tutto in video…

incenso.jpg

L’associazione Scienza & Vita ha diffuso un comunicato in cui afferma che la sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione in riferimento al caso di Eluana Englaro “si tratta di una vera e propria condanna a morte in età repubblicana” e ha poi chiesto che “come accade nei Paesi che prevedono la pena di morte per i propri cittadini” sia consentito di assistere all’esecuzione pubblica e di registrare tutto in video. In questo modo, spiegano, “i nostri figli e i nostri nipoti potranno scoprire come un cittadino italiano possa essere condannato da un giudice di uno Stato civile e democratico a morire di fame e di sete”.
Questi a furia di sniffare incenso si sono fottuti il cervello.

A me sembra di no

laicità.jpg

Sono un laico che ha un profondo rispetto per le idee della religione, di ogni religione, e penso che sia legittimo che la Chiesa le promuova verso chi crede. Tuttavia in Italia ci sono dieci milioni di cittadini che ufficialmente si dichiarano non credenti e diversi milioni che si definiscono parzialmente credenti. Credo che si debba tenere conto anche delle loro idee, soprattutto dei loro diritti. Mi ritrovo nelle parole che scrisse Indro Montanelli «Io non mi sono mai sognato di contestare alla Chiesa il suo diritto a restare fedele a se stessa, cioè ai comandamenti che le vengono dalla Dottrina… ma che essa pretenda d’imporre questi comandamenti anche a me che non ho la fortuna di essere credente, cercando di travasarli nella legge civile in modo che diventi obbligatorio anche per noi non credenti, è giusto? A me sembra di no.»

Umberto Veronesi, Non vince la Scienza (14.11.2008)

sia concesso…

emorroide

L’articolo è apparso il 28 agosto su zenit.org . M’era sfuggito. Nel leggerlo, però, ho – credetemi, sono sincero – molta difficoltà a decidere il registro per un fugace commento. «Aveva già scritto il testamento biologico, ma – scrive nel suo pezzo Antonio Gaspari – appena ha scoperto di essere malata di cancro ha cambiato idea».
È, in sintesi, la storia di «Silvie Menard, francese, sposata con un italiano, oncologa, consulente del Centro di Oncologia sperimentale dell’Istituto Nazionale di Tumori di Milano e specializzata nello studio del cancro e dei nuovi farmaci per contrastarlo» che scopre di avere un tumore al midollo osseo. «Da allora la mia vita ha assunto un peso diverso – ha raccontato l’oncologa –. Da quando sono malata ho voglia di vivere ogni istante della mia vita, proprio perché mi accorgo che è unica». Basta! Ho deciso. Userò il registro dell’invettiva per commentare il pezzullo. Inizierei il commento, dunque, più o meno così: venisse un cancro in culo al Gaspari, piccolo, non letale, ma dolorosissimo: di quelli che si curano facilmente ma che lasciano il segno, costringendoti a cagare per il resto della vita in una bustina appiccicata sulla pancia. Esagero? Può darsi, ma credo che sia opportuno augurare un segno vivo nella carne a chi – non importa la ragione – fa della carne altrui una variabile di mera opportunità: stendardo da mostrare, ad ogni occasione, per perorare la personale causa.
Ah, quasi dimenticavo: tra busta e fasciatura elastica, sia concesso un piccolo santino di Padre Pio.