Archivi dei tag: eutanasia

nient’altro che pezzi di merda…

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«Oggi, 25 novembre, Eluana compie 38 anni e li festeggia nella stessa clinica Beato [T]alamoni dove è nata nel 1970 e dove ha trascorso gli ultimi 14 anni, dopo l’incidente stradle di cui è rimasta vittima il 18 gennaio 1992.
A festeggiarla ci saranno solo le suore misericordine che in questi anni hanno rappresentato la sua famiglia. Il padre, Beppino Englaro, sarà probabilmente in giro per l’Italia a cercare qualche struttura sanitaria che voglia accettare il trasferimento di Eluana per poi staccare il sondino.
»

Movimento per la vita, comunicato del 25.11.2008

È esagerato definirli pezzi di merda? Secondo me no.

(Mc 9, 42-50)

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«Siamo in quattro sorelle. Chiediamo se possiamo fare il testamento biologico per respingere ogni accanimento terapeutico: non vogliamo vivere come vegetali. »

Suor Ildefonsa, Istituto Don Orione di Genova, 18 novembre

registrare tutto in video…

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L’associazione Scienza & Vita ha diffuso un comunicato in cui afferma che la sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione in riferimento al caso di Eluana Englaro “si tratta di una vera e propria condanna a morte in età repubblicana” e ha poi chiesto che “come accade nei Paesi che prevedono la pena di morte per i propri cittadini” sia consentito di assistere all’esecuzione pubblica e di registrare tutto in video. In questo modo, spiegano, “i nostri figli e i nostri nipoti potranno scoprire come un cittadino italiano possa essere condannato da un giudice di uno Stato civile e democratico a morire di fame e di sete”.
Questi a furia di sniffare incenso si sono fottuti il cervello.

A me sembra di no

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Sono un laico che ha un profondo rispetto per le idee della religione, di ogni religione, e penso che sia legittimo che la Chiesa le promuova verso chi crede. Tuttavia in Italia ci sono dieci milioni di cittadini che ufficialmente si dichiarano non credenti e diversi milioni che si definiscono parzialmente credenti. Credo che si debba tenere conto anche delle loro idee, soprattutto dei loro diritti. Mi ritrovo nelle parole che scrisse Indro Montanelli «Io non mi sono mai sognato di contestare alla Chiesa il suo diritto a restare fedele a se stessa, cioè ai comandamenti che le vengono dalla Dottrina… ma che essa pretenda d’imporre questi comandamenti anche a me che non ho la fortuna di essere credente, cercando di travasarli nella legge civile in modo che diventi obbligatorio anche per noi non credenti, è giusto? A me sembra di no.»

Umberto Veronesi, Non vince la Scienza (14.11.2008)

sia concesso…

emorroide

L’articolo è apparso il 28 agosto su zenit.org . M’era sfuggito. Nel leggerlo, però, ho – credetemi, sono sincero – molta difficoltà a decidere il registro per un fugace commento. «Aveva già scritto il testamento biologico, ma – scrive nel suo pezzo Antonio Gaspari – appena ha scoperto di essere malata di cancro ha cambiato idea».
È, in sintesi, la storia di «Silvie Menard, francese, sposata con un italiano, oncologa, consulente del Centro di Oncologia sperimentale dell’Istituto Nazionale di Tumori di Milano e specializzata nello studio del cancro e dei nuovi farmaci per contrastarlo» che scopre di avere un tumore al midollo osseo. «Da allora la mia vita ha assunto un peso diverso – ha raccontato l’oncologa –. Da quando sono malata ho voglia di vivere ogni istante della mia vita, proprio perché mi accorgo che è unica». Basta! Ho deciso. Userò il registro dell’invettiva per commentare il pezzullo. Inizierei il commento, dunque, più o meno così: venisse un cancro in culo al Gaspari, piccolo, non letale, ma dolorosissimo: di quelli che si curano facilmente ma che lasciano il segno, costringendoti a cagare per il resto della vita in una bustina appiccicata sulla pancia. Esagero? Può darsi, ma credo che sia opportuno augurare un segno vivo nella carne a chi – non importa la ragione – fa della carne altrui una variabile di mera opportunità: stendardo da mostrare, ad ogni occasione, per perorare la personale causa.
Ah, quasi dimenticavo: tra busta e fasciatura elastica, sia concesso un piccolo santino di Padre Pio.

tutto può succedere…

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Splendente come non mai – come dubitare? – Giuliano Ferrara scrive stamani, in prima pagina, su Il Foglio: «La mia opinione laica e devota è che nel rapporto privato tra una persona e un medico, tra familiari e amici, nella relazione speciale con una suora o un prete, insomma in un rapporto di cura e carità, tutto può succedere, anche la preghiera di essere aiutati in certe circostanze a passare un confine ha diritto di essere ascoltata senza ipocrisie. Non in nome di una idolatrica dignità del morire, bensì della pietà che sempre e da sempre supera ogni legge». E qui, in punta di piedi, farei notare l’assurda conseguenza di questo ipocrito argomentare: nel diritto positivo sia esclusa la possibilità di dar corso a qualunque atto eutanasico ché solo in nome della pietà – nell’illegalità, mi par di poter affermare – un atto del genere può essere tollerato. Meglio non parlare apertamente di certe faccendacce: renderle legali servirebbe solo a pubblicizzarle e a dare scandalo. Meglio, molto meglio, agire nel silenzio dell’illegalità dove, per l’appunto, «tutto può succede» ché «è inevitabile – lo diceva quel tale – che avvengano scandali, ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo! ».

s’io fossi il padre…

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La notte passata a gironzolare per portali, siti e forum cattolici: che stronzi di cane, che muffe maleodoranti, che topi di fogne. Al solo pensiero mi vien da vomitare. Tutti, con la leggiadria di un elefante, a parlare di Eluana Englaro senza rispetto, senza spendere un briciolo di decenza: ammassi di soliloqui sprezzanti e irriguardosi nei confronti di chi non accetta l’inutile sofferenza di quel corpo già troppo martoriato. Roba che s’io fossi il padre – il padre di Eluana, dico – li ammazzerei, schiacciandoli, uno a uno fino a non lasciarne vivo nessuno. Davvero. Altro che dichiarare: «Quello che dice il Vaticano vale per il Vaticano, ma per noi vale quello che diceva nostra figlia».

sedici anni di inutile strazio…

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«È stata riconosciuta l’irreversibilità dello stato vegetativo di Eluana e dimostrato che la ragazza avrebbe preferito morire piuttosto che vivere in quello stato. Continuare a tenerla in vita significherebbe soltanto continuare ad andare contro i suoi diritti, che le sono già stati negati per tanti, troppi anni.
A Eluana è stato fatto un torto lungo sedici anni di inutile strazio. »

Giordano Bruno Guerri, 10 luglio 2008

[...]

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«Eluana è ancora una ragazza in vita, il coma è una forma di vita e nessuno può permettersi di porre fine a una vita personale. Profondo stupore per come sia possibile che il giudice si sostituisca in una decisione come questa alla persona coinvolta, al legislatore perché non mi risulta che in Italia ancora ci sia una legislazione in proposito, e anche soprattutto ai medici che hanno competenza specifica del caso. »

mons. Rino Fisichella
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«Lo scopo del sadismo è quello di trasformare un uomo da qualcosa di animato in qualcosa di inanimato, finché per mezzo di un completo e assoluto controllo si perde una essenziale qualità della vita: la libertà. »

Erich Fromm