Archivi dei tag: Gianfranco Fini

assurde relazioni…


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Sono costretto a fare un discorsetto molto sgradevole, garantisco sul mio onore che non ci metterò compiacimento, per quanto, se pure fosse – intesi? Dice il presidente Fini: «Tolleranza zero» contro chi ha ammazzato Nicola Tommasoli, ma «molto più gravi» le contestazioni dei giorni scorsi della sinistra radicale contro la Fiera del libro di Torino.
Sgombriamo subito il campo da equivoci o da speciosi fraintendimenti: considero quelli che hanno bruciato le bandiere israeliane dei perfetti imbecilli ché affermare di aver compiuto, consapevolmente, «un gesto forte» per protestare contro «le morti, ormai quotidiane, di civili palestinesi, tra cui anche bimbi di pochi mesi, sotto il fuoco israeliano» la dice lunga sulla sanità mentale dei contestatori. Detto questo – ritornando alle dichiarazioni del neo-presidente – ritengo che il solo pensare di poter, in qualche modo, paragonare (al fine di stabilire una qualsivoglia relazione) un gesto assurdo qual è quello di bruciare una (qualunque) bandiera ad un assurdo (e vile) pestaggio mortale di una (qualunque) persona sia , quanto meno, fuori luogo se non inopportuno e, ovviamente, stupido. Se poi tra i miei (pochi) lettori c’è qualcuno che la pensa diversamente, sarei davvero lieto se il tipo mi spiegasse – prima di essere mandarlo a cagare – il motivo per cui mi sta (ancora) leggendo.

l’ideale…

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«L’ideale che cova nell’anima di tutti gli imbecilli e prende forma nelle non cantate prose delle loro invettive, declamazioni e utopie, è quello di una sorta di Areopago di onestuomini ai quali dovrebbero affidarsi gli affari del Paese»

Benedetto Croce

in senso culturale e non politico…

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«Sono fascista. Ma in senso culturale e non politico.
È una questione di memoria. Di cuore. Di storia personale. Di ideali».

Giuseppe Ciarrapico

la maggioranza…

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«Cosa è mai la maggioranza, presa in corpo, se non un individuo che ha opinioni e spesso interessi contrari ad un altro individuo che si chiama minoranza? Ora, se voi ammettete che un uomo fornito di tutto il potere può abusarne contro i suoi avversari, perché non ammettete ciò anche per la maggioranza? Gli uomini, riunendosi, mutano forse di carattere? Diventando più forti, divengono anche più pazienti di fronte agli ostacoli? Per parte mia, non posso crederlo; e non vorrei che il potere di fare tutto, che rifiuto ad un uomo solo, fosse accordato a parecchi…»

A. Tocqueville

me ne fotto…

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Interrogato su Gianfranco Fini, il Ciarra, stamani, sbotta: «Ma cosa vuole, ormai lo trattano come uno sguattero! E poi, in pubblico mi dà del fascista, in privato mi invita a pranzo. Anzi, a volerla dire tutta, anche Gianni Alemanno e Altero Matteoli mi hanno invitato a pranzo». E io che mi faccio tanti problemi quando il punto di blù della mia cravatta non sposa bene il grigio della giacca. Mah!

L’idea di Walter…

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L’idea di Walter di correre in solitaria è idea epica e coraggiosa e sta costringendo i suoi avversari politici alla difensiva: una serie di comunicati e di smentite stanno susseguendosi in queste ore e a starci dietro par di capire che lo scompiglio nel centrodestra c’è stato.
L’idea, dicevo, pare coraggiosa ché, se s’è ben capito, il fine sarebbe quello di fottere i partitini con la scusa di dar forza al programma, ribaltando lo schema classico dei veti e dei ricatti con cui la coalizione vinceva ma non governava. Insomma con la scusa di voler fare il solitario, Veltroni ha innescato una vera rivoluzione copernicana che – a mio modo di vedere – è politicamente apprezzabile e tatticamente valida ché se il Pd non riuscisse a vincerle queste elezioni, alla fine chi volete che avrebbe il coraggio di presentar il conto a Veltroni e rinfacciargli la sconfitta? Quelli del fronte opposto pare che l’abbiano capito pure loro – cosa questa ancor più eccezionale – e si stanno attrezzando alla men peggio. Ma un vantaggio quelli – dico Fi, PdL o come cazzo si chiamano – c’è l’hanno ed è, indiscutibilmente, un buon vantaggio ché per loro fortuna il popolo sovrano a furia di mangiar merda s’è fottuto il cervello e la memoria e crede ancora alla favoletta che quella coalizione lì sia “coesa ed omogenea”.

porta a porta…

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«Gli italiani – dice Gianfranco Fini – ci daranno fiducia, ma noi non potremo fallire. Servirà un programma basato su 15-20 punti chiari, non un libro dei sogni, sui quali basare la campagna elettorale. Che dovrà puntare sul porta a porta». Insomma, pare certo che il ruolo di Bruno Vespa sarà decisivo. Anche stavolta.

il rispetto dell’autentica democrazia…

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Una delle tante leggine ad hoc approvata – manco a dirlo – con voto bipartisan a inizio 2006 (un filino prima di andare a votare, insomma) stabilì il diritto dei partiti a continuare ad incassare i rimborsi elettorali anche in caso di voto anticipato. Ovvero, tradotto in concreto, nella situazione attuale se si andasse alle urne (ipotesi assolutamente non improbabile) tutti i partiti incasserebbero, fino al 2011, rimborsi elettorali doppi: quelli maturati per la quindicesima legislatura e quelli relativi alla sedicesima. Pignolerie (da cinquecento milioni di euro) direte voi? Può essere. Eppure l’affaire deve far gola veramente tanto e, vi dirò di più, dev’essere talmente gustoso e provocante da render sordi anche i più ricettivi a certi richiami. Monsignor Bretori – tanto per esser chiari – se n’è uscito l’altro giorno dicendo che «La soluzione alla crisi di governo dovrebbe nascere da un accordo fra le parti e deve avere come proprio orizzonte il rispetto dell’autentica democrazia». Il messaggio è chiaro e non necessita di interpretazioni alcune: no alle elezioni anticipate dice il prelato. Eppure il centrodestra (An, Lega e persino l’Udeur) dinanzi ad un parere così illuminato – è sempre stato questo il loro modo d’interpretare l’ingerenza clericale – sempre ispirato al “bene comune” e dunque legittimo e prezioso, finge di non capire, di non sentire, fottendosene allegramente dell’espressione dei più sacri ed inviolabili valori della tradizione occidentale, cioè quelli cristiani. Strano vero?

coerenze…

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«Se Berlusconi vuole tornare a Palazzo Chigi ci vada con Veltroni, perché con me ha chiuso»

Gianfranco Fini, 20 novembre 2007

«Berlusconi è il candidato premier del centrodestra. Non sono cambiate le condizioni rispetto a due anni fa, visto che la legge elettorale è la stessa. Casini? Sono sicuro che non andrà mai con la sinistra e che non non darà mai vita ad un centro autonomo. E prenderà atto che non ci sono le condizioni per un governo tecnico. A quel punto farà insieme a noi un programma comune».

Gianfranco Fini, 25 gennaio 2008

a proposito…

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A proposito di politica… ci sarebbe qualcosa da mangiare?
(Totò)