Tag Archive for 'Giorgio Napolitano'

sindrome di Stoccolma…

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“L’impegno della Chiesa nella vita sociale è essenziale per la società italiana.”

Giorgio Napolitano, 8.12.2009

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«La Costituzione non fa distinzione fra elettori alle elezioni politiche e amministrative. Non vorrei mai fra cinque anni e un mese trovarmi un presidente abbronzato. »

Roberto Calderoli, 04 settembre 2009

«La lotta contro ogni sopruso ai danni delle donne, contro la xenofobia, contro l’omofobia fa tutt’uno con la causa del rifiuto dell’intolleranza e della violenza, in larga misura oggi alimentata dall’ignoranza, dalla perdita dei valori ideali e morali, da un allontanamento spesso inconsapevole dei principi su cui la nostra Costituzione ha fondato la convivenza della nazione democratica. »

Giorgio Napolitano, 09 settembre 2009

è la regola che lo impone…

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«Le parole del presidente Napolitano, come sempre
sanno cogliere i sentimenti e le preoccupazioni del popolo italiano.
»

Walter Veltroni

«Bravo presidente, 10 e lode: è stato un discorso di
un riformista
a tutto tondo. E’ riuscito a parlare al cuore e ha toccato
le corde del cuore del Paese.
»

Roberto Calderoli

«Un discorso di straordinaria autorevolezza.
Finalmente parole di verità sulla crisi,
parole che spazzano via banalità e sottovalutazioni.
»

Pierluigi Bersani

«Il richiamo del capo dello Stato alla corresponsabilità
tra maggioranza e opposizione per affrontare
al meglio la grave crisi economica trova pronta e
disponibile l’Italia dei valori.
»

Antonio Di Pietro

«Condividiamo pienamente il discorso del presidente
della Repubblica, che ha inquadrato con realismo
la difficile situazione economica e sociale che l’Italia,
con l’Europa, deve saper affrontare. E’ anche importante
il richiamo che il presidente ha voluto fare a un confronto
civile e costruttivo tra le forze politiche.
»

Fabrizio Cicchitto

«Da Napolitano è venuto un grande appello alla
responsabilità e alla coesione sociale.
Mi sembra la cifra esatta per affrontare le difficoltà che
il Paese sta vivendo. Centrale è stata l’attenzione ai lavoratori,
ai cittadini più deboli ed in particolare alle famiglie
in difficoltà.
»

Anna Finocchiaro

Come vendere aria fritta spacciandola per gustosa novità culinaria: parole avvolte in una friabile meringa lessicale che è l’insuperabile esca dell’ipocrisia tipica della politica italiana. Napolitano, col suo discorsino di fine anno, è piaciuto quasi a tutti. E non ha detto un cazzo. Del resto – è la regola che lo impone – l’unico modo per piacere quasi a tutti è non dire un cazzo.

fa spallucce…

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«Per quanto si discuta su cosa cambiare e cosa no della Costituzione, certamente – dice il Presidente Napolitano – i princìpi fondamentali sono fuori discussione e nessuno può pensare di modificarli o di alterarli». Berlusconi, dal canto suo, fa spallucce ché lui della Costituzione non ha mai pensato di modificare nessun princìpio. Tuttalpiù, allegramente, ci piscia sopra.

questa mia visita…

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«Questa mia visita, la visita del Romano Pontefice al Quirinale, non è solo un atto che si inserisce nel contesto delle molteplici relazioni fra la Santa Sede e l’Italia, ma assume, potremmo dire, un valore ben più profondo e simbolico. Qui, infatti, vari miei Predecessori vissero e da qui governarono la Chiesa universale per oltre due secoli, sperimentando anche prove e persecuzioni, come fu per i Pontefici Pio VI e Pio VII, entrambi strappati con violenza alla loro sede episcopale e trascinati in esilio. Il Quirinale, che nel corso dei secoli è stato testimone di tante liete e di alcune tristi pagine di storia del Papato, conserva molti segni della promozione dell’arte e della cultura da parte dei Sommi Pontefici.
In un certo momento della storia questo palazzo diventò quasi un segno di contraddizione, quando, da una parte, l’Italia anelava a comporsi in uno Stato unitario e, dall’altra, la Santa Sede era preoccupata di conservare la propria indipendenza a garanzia della propria missione universale. Un contrasto durato alcuni decenni, che fu causa di sofferenza per coloro che sinceramente amavano e la Patria e la Chiesa. »

Benedetto XVI, 4 ottobre 2008

Pochi minuti dopo la partenza del Pontefice alla volta di Piazza San Pietro, un nubifragio si è scatenato su Roma ed un fulmine si è abbattutto sul Torrino del Quirinale.
E la chiamano “curiosità”.

la profezia di Pertini…

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Nello staff del premier la chiamano – non ridete, mi raccomando, è cosa seria – «la profezia di Pertini» (Corriere.it 02 giugno 2008). Pare – ve la riassumo, brevemente – che nel 1980 un giovane Cavaliere del lavoro, ebbe un sobrio colloquio con l’allora presidente della Repubblica. L’ospite, stranamente, non aprì quasi bocca, se ne stette zitto ad ascoltare. Alla fine, prima di congedarsi, il vivacissimo presidente lo guardò e gli disse: «Mi sa che un giorno la ritroveremo qui, dalla mia parte della scrivania».
Tutto questo lo racconta lui – il Cavaliere, dico – e lo manda poi a dire in giro ai suoi scagnozzi proprio (ma tu guarda la combinazione) mentre se ne sta a chiacchierare amorevolmente coll’attuale presidente Napolitano. Il prossimo 6 giugno Silvio incontrerà papa Ratzinger. Dite che Wojtyla non gli confidò nulla?