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questa mia visita…

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«Questa mia visita, la visita del Romano Pontefice al Quirinale, non è solo un atto che si inserisce nel contesto delle molteplici relazioni fra la Santa Sede e l’Italia, ma assume, potremmo dire, un valore ben più profondo e simbolico. Qui, infatti, vari miei Predecessori vissero e da qui governarono la Chiesa universale per oltre due secoli, sperimentando anche prove e persecuzioni, come fu per i Pontefici Pio VI e Pio VII, entrambi strappati con violenza alla loro sede episcopale e trascinati in esilio. Il Quirinale, che nel corso dei secoli è stato testimone di tante liete e di alcune tristi pagine di storia del Papato, conserva molti segni della promozione dell’arte e della cultura da parte dei Sommi Pontefici.
In un certo momento della storia questo palazzo diventò quasi un segno di contraddizione, quando, da una parte, l’Italia anelava a comporsi in uno Stato unitario e, dall’altra, la Santa Sede era preoccupata di conservare la propria indipendenza a garanzia della propria missione universale. Un contrasto durato alcuni decenni, che fu causa di sofferenza per coloro che sinceramente amavano e la Patria e la Chiesa. »

Benedetto XVI, 4 ottobre 2008

Pochi minuti dopo la partenza del Pontefice alla volta di Piazza San Pietro, un nubifragio si è scatenato su Roma ed un fulmine si è abbattutto sul Torrino del Quirinale.
E la chiamano “curiosità”.

la profezia di Pertini…

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Nello staff del premier la chiamano – non ridete, mi raccomando, è cosa seria – «la profezia di Pertini» (Corriere.it 02 giugno 2008). Pare – ve la riassumo, brevemente – che nel 1980 un giovane Cavaliere del lavoro, ebbe un sobrio colloquio con l’allora presidente della Repubblica. L’ospite, stranamente, non aprì quasi bocca, se ne stette zitto ad ascoltare. Alla fine, prima di congedarsi, il vivacissimo presidente lo guardò e gli disse: «Mi sa che un giorno la ritroveremo qui, dalla mia parte della scrivania».
Tutto questo lo racconta lui – il Cavaliere, dico – e lo manda poi a dire in giro ai suoi scagnozzi proprio (ma tu guarda la combinazione) mentre se ne sta a chiacchierare amorevolmente coll’attuale presidente Napolitano. Il prossimo 6 giugno Silvio incontrerà papa Ratzinger. Dite che Wojtyla non gli confidò nulla?