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delle due l’una…

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«Io penso che ognuno di noi ha il diritto di autodeterminarsi e di esprimere cosa vuol fare nel caso si trovasse in condizioni che lo privano della sua identità e dignità. Ognuno deve essere libero di scegliere». Così, tra l’altro, Umberto Veronesi intervistato qualche giorno fa da il Corriere della Sera. Dice l’illustre oncologo: «Oggi la decisione di come e quando prolungare l’assistenza è completamente nelle mani dei medici, mentre invece è diritto inalienabile di ogni cittadino decidere se iniziare o quando lasciare il trattamento di sostegno». Insomma la posizione è chiara ed è, da quello che ricordo, la solita; quella, insomma, che il prof. Veronesi va affermando, con convinzione, da un po’ di tempo nei suoi interventi. «È data la possibilità al medico che ha in carico il paziente di non seguire le indicazioni di volontà anticipate, se questo contrasta con le sue convinzioni etiche, affidando il paziente ad altri medici». Bene direte voi, e allora? E allora? Leggetevi il titolo del Corriere e ditemi se a parer vostro non c’è contraddizione con quanto dichiarato dal professore. Delle due l’una: o il titolista è schifosamente fazioso oppure non c’ha capito un cazzo. Io protendo per la seconda ipotesi.

il metodo Travaglio…

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«In quell’occasione, come in altre, presso lo studio dell’avv. Taormina era presente anche l’onorevole Previti. Il Previti però era convenuto per altri motivi, legati alla comune attività politica con il Taormina, e non era presente al momento dei discorsi inerenti la posizione giudiziaria di Dell’Utri».

giornalismo…

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«[N]essuno può pretendere di farsi pagare da un editore per esprimere idee in contrasto con la linea editoriale e ritenute offensive dalla maggior parte dei lettori. »

Mario Giordano, 10 ottobre 2008

i giurati svedesi…

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«Forse – leggo su Avvenire – il suo nome ricorda troppo quello di un pupazzone televisivo [...]. [D]all’Italia, sede del Papa, in arte e scienza nulla di buono dal campo cattolico. [...] E chi è questo prof. Cabibbo, che stranamente è il più citato sulle riviste scientifiche di tutto il mondo, e oltre ad essere cattedratico alla Sapienza, presiede una “oscura” Pontificia Accademia delle Scienze? Se lo saran chiesto i giurati svedesi del premio dedicato all’inventore della nitroglicerina. »
Scarto, per decenza, l’ipotesi dell’assonanza col nome del pupazzo di Striscia e, al netto, mi resta da pensare che quelli di Avvenire sarebbero davvero disposti a giocarsi due ostie sull’ipotesi della conventio ad excludendum anticattolica. Mi viene da ridere e da piangere. Insieme, per giunta.

…boh?!?

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«Oltre ad essere un ossequioso cedimento della paternità all’assolutismo della maternità, il “cognonismo femmineo” consente di distruggere definitivamente, ben più che divorzi, separazioni e “scambismo di fatto”. Il pronipote non conoscerà più il nonno, si perderà ogni albero genealogico e le più grandi querce familiari si ridurranno a piccolissimi cespugli. Cancellare la memoria familiare dei nostri figli e nipoti siamo sicuri che stimoli l’equilibrio e ordinato sviluppo della personalità di singoli e tenuta sociale comunitaria» .

Luca Volontè, 25.9.2008

l’avvenire…

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«L’avvenire si chiederà se quest’uomo è stato più colpevole per il male che ha fatto, che per il bene che avrebbe potuto fare e non ha fatto». Lo scrive François-René de Chateaubriand riferendosi a Napoleone Bonaparte. Non fa cenno, però, a cosa intenda per “avvenire”.